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’Spazzacorrotti’ è legge

’Spazzacorrotti’ è legge

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La Camera ha definitivamente approvato la legge che contiene le misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, le norme sulla prescrizione del reato e sulla trasparenza dei partiti e movimenti politici. Il provvedimento – ribattezzato dai 5 Stelle ’spazzacorrotti’ – approvato in prima lettura dalla Camera e modificato dal Senato, ha ottenuto 304 voti a favore, 106 contrari, mentre gli astenuti sono stati 19.

“Questa è una legge molto importante, il mio primo pensiero va ai giovani italiani e al loro futuro” dice il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, poco prima del voto in aula alla Camera per la definitiva approvazione del ddl anticorruzione. Poi, dopo il via libera, commenta: “E’ una giornata storica. Il Movimento 5 Stelle porta avanti da sempre la battaglia per la legalità e oggi è una giornata storica che vogliamo dedicare a tutti i cittadini onesti che si spaccano la schiena e che da ora in poi sapranno che lo Stato è dalla loro parte”.

“Sono sei mesi che il M5S è al governo e questo è uno dei più grandi risultati che portiamo a casa – dice il vicepremier Luigi Di Maio – Nulla sarà più come prima, per i partiti, per i furbi che si sentiranno più soli e abbandonati dallo Stato. I cittadini onesti ora sono al centro”. Con il via libera al ddl “niente sarà più come prima – ribadisce Di Maio – finora gli onesti erano stati trattati da fessi, ma adesso cambia tutto. Il merito lo rimettiamo al centro. Diamo alle forze dell’ordine gli strumenti per andarsi a prendere chi mette le mani nella marmellata e non fargliele mettere mai più grazie al Daspo per i corrotti”.

“Per la prima volta il nostro Paese ha una legge organica e strutturata per combattere in modo serio la piaga della corruzione – scrive il premier Giuseppe Conte in un tweet – Continua il nostro percorso di cambiamento per rilanciare il ’sistema Italia’. Un grazie per l’impegno profuso al ministro Alfonso Bonafede”.

Stavolta il brindisi non c’è, come per il taglio dei vitalizi ai parlamentari, ma i sorrisi, i cartelli e le bandiere del M5S la fanno da padrona in piazza Montecitorio. A stretto giro dal via libera definitivo al ddl anticorruzione, i parlamentari pentastellati si riversano in piazza, Bonafede e Di Maio in prima fila, per festeggiare il disco verde al provvedimento. Tra le mani cartelli con su scritto ’bye bye corrotti’ e facsimile di cartelli stradali con un uomo che corre perdendo soldi e una ramazza dietro a spazzarlo via: attenzione cambiamento in corso, si legge sopra l’hashtag #spazzacorrotti. Appena Di Maio fa capolino nella piazza, un elicottero sorvola il cielo sopra Montecitorio. “Ecco, stanno andando a prendere i primi corrotti”, commenta Di Maio tra i sorrisi e gli applausi dei suoi.

Ecotassa,Ncc,Costo del lavoro,Totocalcio,Piano frequenze

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Bonus fino a 6.000 euro per chi acquista un’auto ecologica, ma rottamando un vecchio veicolo, e malus fino a 2.500 euro per chi ne prende una inquinante. Arriva la modifica all’ecotassa, con un emendamento dei relatori al ddl bilancio depositato in commissione Bilancio al Senato. Gli incentivi e l’ecotassa entreranno in vigore dal primo marzo 2019 e saranno validi fino al 31 dicembre 2021. Il malus sarà dovuto sotto forma di imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro eccedenti la soglia di 160co2 g/km. L’imposta è dovuta anche da chi immatricola in Italia un veicolo di categoria M1 già immatricolato in altro Stato. Il bonus verrà invece erogato sotto forma di contributo a chi acquista e immatricola in Italia un veicolo M1 nuovo di fabbrica (stessa categoria ’penalizzata’ se prodotta all’estero), con un prezzo risultante dal listino della casa automobilistica produttrice inferiore a 45.000 euro iva esclusa.

BONUS MOTORINI ELETTRICI – In arrivo anche il bonus per l’acquisto dei motorini elettrici o ibridi, fino a un massimo di 3.000 euro per chi rottama un vecchio mezzo. Il contributo sarà pari al 30% del prezzo di acquisto del mezzo. Le agevolazioni ’ecologiche’ si estendono quindi alle due ruote, con un emendamento dei relatori al ddl bilancio.

NCC – Un passo avanti e uno (o forse due) indietro per gli Ncc. Il passo avanti era stato fatto con un emendamento al ddl Bilancio di M5S presentato nei giorni scorsi al Senato che avrebbe introdotto alcune misure per liberalizzare il mercato delle auto con conducente. Prima tra tutte la possibilità di prendere nuovi clienti senza essere obbligati ogni volta a tornare nella rimessa. Il passo indietro è arrivato con una proposta di modifica dei relatori, che cancella la misura. Il nuovo testo, inoltre, blocca il rilascio di nuove licenze fino a quando non sarà pienamente operativo il nuovo archivio informatico del Mit con l’elenco delle imprese operanti nel settore. L’emendamento contiene anche alcune misure che rappresentano un passo in avanti rispetto alle regole vigenti. L’impresa potrà avere rimesse in vari Comuni della stessa provincia, non solo in quello che ha rilasciato l’autorizzazione, previa comunicazione ai Comuni in questione. Le nuove misure bloccano il rilascio di nuove licenze, finché non sarà pienamente operativo l’archivio informatico del Mit, con l’elenco delle imprese operanti.

TAGLIO COSTO LAVORO – In un altro emendamento c’è il taglio del costo del lavoro, attraverso la riduzione dei premi Inail, per un ammontare pari a 410 milioni nel 2019, 525 milioni nel 2020 e 600 milioni nel 2021.

TOTOCALCIO – Oggi è stato depositato anche un emendamento che prevede la riforma dei concorsi pronostici sportivi come il Totocalcio e il Totogol. L’intervento normativo, come si legge nel testo, risponde alla logica di “supportare, nell’ambito dei giochi, quelle tipologie che presentano l’assenza di rischi legati al fenomeno del disturbo da gioco d’azzardo”. E il Totocalcio, in particolare, “presenta le caratteristiche tipiche dei giochi non affetti da tali tipologie”.

PIANO FREQUENZE – Arriva il piano nazionale per l’assegnazione delle frequenze, destinate al servizio televisivo digitale terrestre, che dovrà essere adottato dall’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni. Con un emendamento al ddl bilancio, presentato dai relatori in commissione Bilancio al Senato, si stabilisce che dovranno essere individuate in ciascuna area tecnica ’’più frequenze in banda hft per la realizzazione di reti, di cui almeno una con copertura non inferiore al 90% della popolazione dell’area, finalizzate alla messa a disposizione di capacità trasmissiva ai fornitori di servizi media audiovisivi in ambito locale’’. L’Autorità dovrà stabilire ’’la modalità e le condizioni economiche, orientate al costo, secondo cui il concessionario del servizio pubblico nel multiplex contenente l’informazione regionale ha l’obbligo di cedere una quota della capacità trasmissiva assegnata, comunque non inferiore a un programma, nel periodo di transito, a favore di ognuno dei soggetti legittimamente operanti in ambito locale assegnatari dei diritti d’uso dei ch 51 e 53 alla data di entrata in vigore della manovra’’. L’assegnazione dell’ulteriore capacità trasmissiva, disponibile in ambito nazionale, e delle frequenze terrestri ’’avviene mediante procedura onerosa senza rilanci competitivi, indetta entro il 30 novembre 2019 dal Mise’’.

Ponte Genova sarà ricostruito da Salini-Fincantieri-Italferr

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L’appalto di tutte le opere di costruzione del viadotto Polcevera, dopo il crollo di Ponte Morandi, è stato aggiudicato a Salini-Impregilo Spa, Fincantieri Spa e Italferr Spa del gruppo Fs “per un corrispettivo a corpo tutto compreso e nulla escluso, fisso e immutabile, pari ad euro 202 milioni di euro al netto dell’Iva”. E’ quanto si legge nel decreto n.19 del commissario alla ricostruzione, Marco Bucci. Le aziende, riferisce il Mit in una nota, si sono impegnate a rispettare un crono-programma, che prevede il completamento strutturale dell’opera entro la fine del 2019.

BUCCI – “Oggi si compie un passo importante per il futuro della città – ha spiegato Bucci – Abbiamo chiesto all’architetto Renzo Piano di sovraintendere al progetto, per garantire l’aderenza all’idea originale e la qualità di realizzazione della stessa. L’architetto Piano ha accettato l’incarico in forma di donazione alla città di Genova. Abbiamo ricevuto una lettera dall’azienda Cimolai”, che non presenterà ricorso, “e dall’architetto Santiago Calatrava, in cui si esprime la disponibilità alla collaborazione per lavorare allo sviluppo del nuovo viadotto per il bene della città di Genova e dell’Italia. Considero questa offerta molto positiva e nei prossimi giorni la esamineremo nei dettagli”. “Il progetto è previsto in 12 mesi – ha spiegato Bucci – e siamo confidenti che per la fine del prossimo anno avremo il ponte costruito. E’ prevista la costruzione nei 9 mesi e gli ultimi 3 mesi di collaudo”.

RENZO PIANO – “Sarà un ponte bello, bello com’è intesa la bellezza a Genova. Un ponte molto genovese. Semplice ma non banale. Un ponte di acciaio, sicuro e durevole. Perché i ponti non devono crollare” ha detto l’architetto genovese Renzo Piano. “Il Commissario Bucci mi ha chiesto la disponibilità ad affiancarlo nella realizzazione di quest’opera attraverso un ruolo di supervisore a garanzia della qualità del progetto. Accetto volentieri. Lo faccio per spirito civico e gratuitamente” ha scritto Renzo Piano in una nota. “Sono lieto – ha aggiunto – perché si apriranno anche dei concorsi per la riqualificazione dell’area della Val Polcevera, cuore operoso della città. Costruire è sempre un gesto di solidarietà, e sono certo che sarà anche motivo di fierezza”.

SALINI – “Dodici mesi per far ripartire Genova. Questo il sogno che ci accingiamo a regalare subito prima di Natale ai genovesi, ricordando le vittime di questa terribile tragedia, per far ripartire la città in tempi rapidi, dando un segnale forte a tutto il Paese, perché la ripresa economica e l’occupazione possono ripartire dalle grandi opere”. Con queste parole Pietro Salini, amministratore delegato di Salini Impregilo, ha accolto la notizia dell’assegnazione del progetto. “Siamo a Genova – ha detto Salini – per spirito di servizio e con Fincantieri ci sentiamo attrezzati per aiutare la città e le sue persone. Tanti nostri operai che lavorano al Terzo Valico sono liguri e noi vogliamo essere loro vicini dopo la tragedia che ha colpito questa città”.

FINCANTIERI – “Fin dal primo momento Fincantieri si è resa disponibile, lo dovevamo a Genova e alla Liguria” ha detto l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono. “La nostra competenza nella gestione di processi e prodotti complessi ci pone nelle condizioni di realizzare il miglior lavoro possibile per dare alla città nei tempi previsti un’opera bella, funzionale e che duri nel tempo”, ha assicurato. “Sono convinto – ha aggiunto Bono – che la nuova infrastruttura sarà il migliore esempio di un’Italia che, se unisce le proprie eccellenze, può fare sistema e compiere grandi opere al servizio del Paese”.

ITALFERR – A Italferr è stato affidato lo sviluppo della progettazione esecutiva della ricostruzione del viadotto ’Polcevera’. La società di ingegneria “inizierà a lavorare nell’immediato alla progettazione esecutiva del nuovo ponte, in modo da rispettare il cronoprogramma e terminare il completamento strutturale dell’opera entro la fine del 2019, così come è stato definito dalle imprese aggiudicatarie, Salini Impregilo e Fincantieri, che hanno individuato Italferr come progettista incaricato”.

IL PROGETTO – Il viadotto sul Polcevera è uno snodo essenziale per il collegamento di Genova con la Francia, con il porto e in generale con le aree limitrofe, tassello essenziale per far recuperare alla città il ruolo di grande hub portuale e commerciale. Il Ponte sarà costituito da un impalcato in acciaio, con una travata continua di lunghezza totale pari a 1100 m, costituita da 20 campate. Il progetto prevede 19 pile in cemento armato di sezione ellittica posizionate con un passo costante di 50 metri, ad eccezione della campata sul torrente Polcevera e di quella sulle linee ferroviarie, dove l’interasse passa da 50 a 100 metri.

Tale soluzione ha consentito l’ottimizzazione delle strutture e delle fondazioni, limitando le dimensioni delle stesse, in un contesto fortemente urbanizzato ed antropizzato. Per realizzare le strutture in acciaio verranno utilizzati il cantiere di Genova – Sestri Ponente, lo stabilimento di Valeggio sul Mincio (Verona) e, se necessario, altri stabilimenti del gruppo Fincantieri in Italia. La produzione dell’impalcato metallico sarà realizzata in macro elementi strutturali che verranno trasportati a piè d’opera, assemblati e saldati, completando a terra le lavorazioni di ogni singola campata. In questo modo gli interventi in quota saranno ridotti al minimo.

Il sollevamento invece verrà effettuato utilizzando prevalentemente speciali apparati, denominati ’strand jacks’, che permetteranno di allineare l’impalcato al pulvino collocato preventivamente in sommità alle pile, con l’utilizzo di autogru. In collaborazione con Cetena, la società di ricerca del gruppo Fincantieri basata a Genova, verrà fornito e installato anche un sistema integrato di monitoraggio, controllo e ispezione del ponte. La ricostruzione del ponte è destinata a diventare il simbolo della rinascita di una grande città come Genova, ma anche il simbolo di una nuova fase di sviluppo del Paese, mostrando che anche in Italia è possibile fare infrastrutture in breve tempo, dalla fase di identificazione delle necessità alla fase di execution. Il progetto di Genova rappresenta un modello di collaborazione tra grandi aziende complementari tra loro, che permette di mettere a disposizione della città e del Paese un know how unico di grandi aziende italiane.

Berlusconi lancia operazione scoiattolo

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L’ha ribattezzata operazione scoiattolo. Durante lo scambio di auguri con i senatori di Forza Italia a Palazzo Madama, a quanto apprende l’Adnkronos, Silvio Berlusconi avrebbe invitato i suoi parlamentari a darsi da fare per sondare i grillini più delusi dalla gestione Di Maio e non solo. Ognuno di voi cerchi di avvicinare un grillino scontento, ascoltate il loro malessere, si sarebbe raccomandato il Cav, convinto che in caso di crisi del governo gialloverde una nuova maggioranza di centrodestra è possibile grazie anche al contributo determinante dei pentastellati insofferenti.

Il Governo Conte è inadeguato, incompetente…“. Berlusconi, secondo quanto riferito all’Adnkronos da alcuni presenti, sarebbe tornato ad attaccare la maggioranza convinto inoltre che l’esecutivo Conte avrà vita breve: “Questo governo non so quando finirà la sua storia, ma so con certezza che non durerà a lungo“. Entro il 15 gennaio questo governo potrebbe saltare… è il suo pronostico. Il Cavaliere avrebbe raccontato di aver sentito i governatori leghisti Luca Zaia e Attilio Fontana che si sarebbero lamentati dell’alleanza gialloverde che gli farebbe perdere consensi sul territorio. Per Berlusconi è ora che Matteo Salvini stacchi la spina. Ed è sempre più tentato di correre alle prossime europee: avrebbe infatti sottolineato di essere pronto a scendere in campo per il voto di fine maggio.

Quanto al M5S, “questi signori dei Cinque Stelle non sanno nemmeno cosa sia la vera democrazia” sottolinea Berlusconi che lancia inoltre l’allarme sulla manovra: “La situazione è pericolosa, con questa manovra andiamo verso la recessione…”. “Ogni giorno che passa – rincara – ci costerà miliardi di euro andati in fumo… Siamo felici se non si apre la procedura di infrazione, ma è una manovra che va verso la recessione. Non c’è nulla per la crescita, sulla riduzione fiscale, sulle infrastrutture e sulle imprese”. E poi “altro che sovranismo. I Cinque Stelle e la Lega si stanno facendo scrivere la manovra a Bruxelles”. Il Cav boccia non solo la legge di bilancio ma anche il reddito di cittadinanza: “E’ un bluff”.

Berlusconi, apprende l’Adnkronos, avrebbe bocciato senza riserve anche il provvedimento sull’anticorruzione. E’ una legge pericolosissima, e mette ogni cittadino italiano nelle mani di qualunque pm, avrebbe avvertito, spiegando che basta la dichiarazione di un pentito, una semplice prova o indizio a farti rischiare la galera e il sequestro del proprio patrimonio.

Poi avrebbe suonato la carica invitando i suoi parlamentari a ’farsi pubblicità’ per andare sulla stampa: dentro Fi ci sono tante persone in gamba. Non dovete demoralizzarvi se i vostri interventi in Parlamento non hanno una risonanza esterna. Tocca a voi chiamare una radio o un giornale regionale per farvi intervistare e spiegare in sintesi cosa fate e cosa avete detto in Parlamento….

Berlusconi è apparso in forma, tra battute e barzellette, smentendo con la sua presenza i rumor circolati durante la giornata sul suo stato di salute dopo aver annullato l’ospitata da Bruno Vespa a ’Porta a Porta’.

Rai, esposto Pd su nomine vice direttori

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Accertare se “le 30 nuove nomine” dei vice direttori Rai “possano determinare un irreparabile danno economico alla società e se abbiano violato” una serie di disposizioni tra cui il Contratto di servizio, la Convenzione con il ministero dello Sviluppo, i Piani anti corruzione e trasparenza. Lo chiede il deputato del Pd Michele Anzaldi in un esposto al procuratore generale della Corte dei Conti, al procuratore generale per il Lazio della Corte dei Conti e al presidente dell’Anac. Anzaldi segnala il fatto che le nomine abbiano determinato “tra l’altro un significativo aumento degli organigrammi precedenti (+25%) in assenza di apprezzabili modifiche organizzative” a fronte dell’annuncio di “importanti tagli nell’assegnazione dei budget di produzione alle reti come conseguenza della decisione del governo di non corrispondere alla Rai per il 2019 il cosiddetto ’extragettito’ da canone”.

Per il deputato Pd, “una gestione prudente, efficiente e ispirata a criteri di economicità avrebbe dovuto indurre il vertice della Rai a definire i nuovi organigrammi solo dopo aver varato il Piano di riforma organizzativa delle news”, mentre “per la selezione dei 29 vicedirettori e del condirettore non è stato attivato lo strumento del ’job posting’“. Inoltre, “in relazione al danno economico si fa presente che non è stata affidata alcuna funzione operativa ai vicedirettori non confermati, che vanno così ad aggiungersi agli altri dirigenti giornalisti senza incarico perché non ricollocati con un elevatissimo rischio di contenzioso giuslavorista”, si legge nell’esposto. Anzaldi quindi chiede di “voler accertare la regolarità delle procedure adottate e se si configura una responsabilità degli amministratori produttiva di danno patrimoniale alla società avendo contravvenuto ai criteri di prudenza, economicità ed efficacia cui devono attenersi soprattutto gli amministratori pubblici”.

LA REPLICA – A stretto giro è arrivata la replica dell’azienda di viale Mazzini. “La rai ha sempre operato nel rispetto delle leggi e delle regole di cui l’azienda si è dotata”, sostiene l’azienda, sottolineando che “le nomine recentemente varate sono frutto di un lavoro condiviso con i direttori rispetto ai nuovi piani editoriali che, in particolare nell’informazione, avranno una maggiore ricchezza di contenuti culturali e di approfondimento. Giova precisare che la condirezione della tgr è già stata operativa nel recente passato (dal 2002 al 2009 già vi fu un vd vicario) con effetti benefici rispetto all’articolazione territoriale della testata. Sotto altro aspetto, l’iter procedurale di nomina dei vicedirettori è avvenuto nel pieno rispetto del contratto di lavoro giornalistico e in particolare delle prerogative dei direttori di testata ed in coerenza con le previsioni del piano anticorruzione in materia di selezione del personale”.

“Si rammenta in particolare – prosegue l’azienda – che nelle testate giornalistiche l’utilizzo dello strumento del job posting non è previsto per la copertura dei ruoli di vicedirettori. Quanto ai presunti tagli al budget, si fa presente che il budget 2019 è in corso di approvazione. Per quanto concerne il ruolo di assistente per la comunicazione dell’ad, si precisa che l’incarico è stato affidato in base all’esplicito disposto della legge n.220/2015, così come recepito dall’articolo 37 dello statuto sociale, mediante la formalizzazione di un contratto a tempo determinato (legato alla durata dell’incarico dell’ad). Per quanto riguarda l’altro ruolo segnalato – prosegue l’azienda – è stato formalizzato un contratto di consulenza in attesa di definire la posizione. Infine – conclude la Rai – per quanto riguarda i vicedirettori non confermati si precisa che in base al contratto giornalistico, il livello massimo previsto è quello di caporedattore (che può assumere le funzioni di vicedirettore/direttore): sulla base di tale qualifica è in corso, come di consueto, la verifica tra direttori di testata e risorse umane per il loro migliore utilizzo”.

CONTROREPLICA – “E’ imbarazzante che la Rai replichi ai puntuali rilievi dell’esposto che ho presentato a Corte dei Conti e Anac con risposte generiche, infondate e confusionarie, addirittura richiamandosi alla Rai del 2002, quella dell’Editto bulgaro che epurò Enzo Biagi – controreplica Anzaldi – Altro che rispetto delle leggi e delle regole! Ora fortunatamente a parlare dovranno essere i magistrati“. “Innanzitutto la Rai dice una balla – afferma Anzaldi – quando sostiene che il job posting non è previsto per i vicedirettori. Né il Piano anticorruzione (condiviso con l’Anac), né il Piano per la trasparenza stabiliscono che dal job posting siano esclusi i vicedirettori giornalistici. L’eventuale deroga può riguardare infatti solo ’i titolari di posizioni connotate da rapporti di fiducia professionale al massimo livello di responsabilità in ambito editoriale e gestionale come quelle a diretto riporto del Presidente, del Direttore generale e del Chief Officer”.

“La Rai nel suo comunicato dunque non dice il vero perché i vicedirettori di testata non sono ’a diretto riporto del direttore generale’. Se così fosse, peraltro, saremmo di fronte a un’ingerenza sul lavoro giornalistico senza precedenti. La deroga riguarda solo i direttori di testata, questi sì a diretto riporto del dg. Per quanto riguarda la figura del condirettore della Tgr, la Rai stessa ammette che non è mai esistito. Il precedente cui si richiama, risalente addirittura al 2002 (la Rai dell’Editto bulgaro), riguarda la figura di un vicedirettore vicario, non di un condirettore”, prosegue Anzaldi. “Ancora più imbarazzanti le giustificazioni per l’assunzione di due dirigenti esterni per l’ufficio stampa di presidente e direttore generale: un’azienda con 1.600 giornalisti, molti senza incarico, usa la riserva degli esterni per pescare fuori una figura professionale del genere. Dovranno spiegarlo alla Corte dei Conti“, conclude Anzaldi.

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19 Dicembre 2018