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SQUARCIARE IL VELO DELL’APPARENZA

Il tema è interessante quanto controverso, perché in fondo ci cascano un po’ tutti nella vita. Un errore comunemente ripetuto da colui che, incurante delle conseguenze, si affida alle prime impressioni senza guardare oltre lo steccato. Chi non ha attribuito, almeno una volta, errate qualità a una persona? Eh, sbaglio diffuso questo! Ogni convinzione radicata acceca la luce della razionalità. L’entusiasmo prende il sopravvento, la possibilità di un futuro roseo oscura la realtà dei fatti e le bugie diventano culle di felicità in cui vivere. Non è nulla di speciale, si tratta solo dell’ennesima fregatura. Ecco come sopravvive la gente furba e ben adattata alle “patologie” di questo mondo. In poche parole, quelli che s’affidano alle apparenze, ingannano in prima linea se stessi.

cms_7825/2.jpgIn un pianeta dove vigono rispetto reciproco, solidarietà ed empatia in ciascuno, tale problematica non si pone nemmeno. Ma, purtroppo, in questo piccolo squarcio di universo bisogna fare i conti con gente poco affidabile che, appena può, cerca di sopraffare e dominare l’altro. La politica costituisce un esempio lampante, forse il migliore. Quale maniera eccelsa di fregar qualcuno se non con la creazione di un’apparenza che riflette il comune sentire? Dire alle persone ciò che vogliono le rende felici. Tuttavia, ci vuole pratica con la retorica e l’affabulazione. La persuasione si opera mediante l’arte della convinzione. Il politico vi convince di essere la persona che aspettate per cambiare finalmente le cose, lo fa con destrezza ovviamente. Come il George Bush Junior degli Stati Uniti, che piacque al punto da esser rieletto, con quel sorriso intrigante che s’accompagna ai discorsi pregni di rabbia contro il terrorismo. Patriottico fin quando gli interessi personali lo permettono, decide di combattere una guerra totalmente inutile per regalare un capro espiatorio al popolo giustamente arrabbiato. D’altronde, i suoi affari privati sono frutto di un legame particolarmente stretto con gli Arabi. In fondo ci si rincuora sapendo che esiste di peggio. I dittatori dell’Africa sorridono con orgoglio di fronte alle telecamere, giacca e cravatta sottolineano la serietà che contraddistingue le loro gesta intrise di sangue… Insomma, diciamo che il patriottismo non fa parte di loro. Eppure Obama ne invita molti alla corte Bianca per una stretta di mano e una pacca sulle spalle. L’ex presidente nero, investito del premio Nobel per la pace, magari non conosce la lista nera delle angherie di tali aguzzini. Obama allieta gli inconsapevoli del fatto che il ruolo del presidente richiede un qualcosa in più d’un bel sorriso e di una valanga di parole profonde. Ah, le apparenze!

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Trump a primo acchito disgusta parecchi, non pochi avrebbero preferito Hillary. Lei, oltre a riflettere (o ripetere!) le solite idee americane ad ogni convegno, pare un modello prestampato. Inoltre, si pone nelle vesti di paladina delle donne con la palese contraddizione di aver perdonato la mancanza di rispetto nei suoi confronti esibita pubblicamente dal marito. Invece Trump, nella sua unicità, è se stesso nella sua imperfezione. Non si inchina davanti al potere altrui (non lo fa neanche con l’imperatore del Giappone) e cerca di mantenere buoni rapporti con il resto del mondo, ad eccezione di quando subisce attacchi o minacce. Che forse le apparenze siano il risultato di un’elaborazione dei media? L’informazione è scaltra, mostra quel che vuole. Cibarsi delle paure della gente per far soldi e dirigere i consensi è cosa da nulla al tempo della digitalizzazione veloce. Fare a pezzi un soggetto attraverso l’uso delle notizie rappresenta il geniale must del secolo, le possibilità sono elevate: puoi ridurre in cenere o elevare a modello di vita a seconda del gusto e degli interessi. Solo la costruzione di un senso critico aiuta a comprendere con capacità di discernimento la reale portata della situazione. Da qui urge partire, ricordandosi che le apparenze lasciano il tempo che trovano. La sostanza, d’altro canto, non richiede compromessi, si costruisce con una sviluppata intelligenza critica.

Data:

28 Novembre 2017