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“Stiamo morendo”, l’allarme dei migranti alla deriva(Altre News)

“Stiamo morendo”, l’allarme dei migranti alla deriva

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Un Sos lanciato da Alarm Phone per due imbarcazioni a rischio in zona Sar di Malta. L’appello, rivolto al Paese ma anche all’Italia, arriva a notte fonda su Twitter: “Sos URGENTE!!! 95 persone sono a rischio di annegare nella zona SAR di Malta! Hanno chiamato #AlarmPhone quando il motore ha smesso di funzionare e stavano imbarcando acqua. La situazione a bordo è critica. Autorità maltesi e italiane sono informate ma non rispondono. Soccorrete!”. Poi il drammatico aggiornamento delle 02:45: “Le persone in pericolo dicono di non poter rimuovere l’acqua dalla barca perché é sovraffollata. Urlano: ’stiamo morendo!’. Il mercantile #Maridive230 è a 20 miglia dalla barca e potrebbe ricevere ordine di soccorrere ma Malta non risponde alle nostre chiamate”.

All’imbarcazione in difficoltà se ne aggiunge un’altra, sempre in acque maltesi, con 45 naufraghi a bordo, portando così il totale a 140 persone in pericolo: “Un’altra barca in pericolo con 45 persone in fuga dalla Libia ha chiamato #AlarmPhone stanotte. Sono in zona SAR di Malta e chiedono soccorso immediato. Di nuovo le autorità sono informate ma non rispondono. Malta, il soccorso in mare è un vostro dovere!”, si legge in un altro tweet.

Covid, governatore Sassonia: “In Germania seconda ondata in atto”

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In Germania ’’la seconda ondata di coronavirus è già qui. Si vede ogni giorno. Abbiamo nuovi focolai ogni giorno e i numeri possono davvero diventare molto alti’’. A dichiararlo è il governatore della Sassonia Michael Kretschmer, che intervistato dal giornale ’Rheinische Post’ dopo l’aumento di casi registrati dal Robert Koch Institute ha parlato di ’’sviluppi molto preoccupanti. Va evitato un ulteriore peggioramento della situazione’’.

Kretschmer si mostra comunque ottimista, affermando che le autorità sanitarie ’’stanno lavorando bene’’ e che in Germania si può agire in modo più preciso rispetto ad altri Paesi grazie al suo sistema federale, che affida ai singoli stati le decisioni in merito alla salute. ’’L’aspetto positivo è che le persone dell’Est e dell’Ovest stanno affrontando questa crisi allo stesso modo’’, ha aggiunto Kretschmer. ’’Il Coronavirus è la prova migliore che il Paese è cresciuto insieme’’, ha detto l’esponente della Cdu.

Covid, Johnson fa mea culpa: “Errori, crisi finirà a metà 2021”

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“Certo che ci sono cose che sono state sbagliate e noi dobbiamo imparare dai nostri errori nel modo più veloce possibile”. Così Boris Johnson ha ammesso, in un’intervista a SKy News, gli errori commessi nella risposta iniziale all’epidemia di coronavirus.

Una crisi che non è finita, ha poi aggiunto il premier britannico che nei mesi scorsi ha contratto il virus rimanendo ricoverato per alcuni giorni in terapia intensiva, prevedendo che la parte peggiore finirà “a metà del prossimo anno”. Le parole di Johnson ricordano quelle pronunciate nell’intervista al premier trasmessa ieri sera dalla Bbc. “Noi non abbiamo capito il virus nel modo in cui avremmo voluto nelle prime settimane e mesi”, ha ammesso il premier.

Il Regno Unito intanto da domani imporrà di nuovo una quarantena di 14 giorni a chi rientra dalla Spagna. La notizia, anticipata dalla Bbc, è stata di fatto confermata dalla premier scozzese, Nicola Sturgeon, che ha reso noto, con un comunicato del suo governo, che la Spagna “sarà rimossa dalla lista dei Paesi esentati dalla quarantena a causa dell’aumento del numero dei casi negli ultimi giorni”. Il governo britannico ha stabilito multe fino a mille euro per chi viola la quarantena, e azioni penali in caso di infrazioni reiterate.

“La nostra priorità assoluta è la protezione della salute pubblica e abbiamo preso questa decisione per limitare la potenziale trasmissione nel Regno Unito”, ha detto un portavoce del governo britannico precisando che “era stato sempre detto con chiarezza che avremmo inserito qualsiasi Paese nella lista delle restrizioni se fosse stato necessario”.

Covid, Francia compila lista Paesi a rischio: ecco chi c’è

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Dagli Stati Uniti alla Turchia, passando per Israele e l’India sono 16 i Paesi che figurano nella ’’lista rossa’’ compilata dalla Francia dei Paesi maggiormente a rischio per la diffusione del coronavirus. Tra questi non figura l’Italia. Le persone che provengono da questi Paesi ’’dove la diffusione del virus è particolarmente elevata’’ dovranno obbligatoriamente sottoporsi al test per il Covid-19 entro il primo agosto, ha spiegato il primo ministro francese Jean Castex, aggiungendo che chi risulterà positivo dovrà sottoporsi alla quarantena.

I Paesi interessati sono Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Panama, Sudafrica, Kuwait, Qatar, Israele, Brasile, Perù, Serbia, Algeria, Turchia, Madagascar, India e Oman. Escluso ’’per il momento’’ dalla lista il Marocco, la cui situazione è attualmente ’’in discussione’’, ha spiegato Castex a Matignon. La misura adottata ’’risulta necessaria data la ripresa della circolazione del virus nel nostro Paese’’, ha aggiunto il premier francese.

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26 Luglio 2020