Traduci

STOCCAFISSO ALLA MESSINESE

cms_25466/0.jpgLo stoccafisso non è altro che del merluzzo secco che viene ammollato prima di essere cotto. La storia dello stoccafisso e del baccalà ha origini molto lontane. Furono i Normanni norvegesi a portarlo in Italia, attraverso i porti della Sicilia

Veniva usato come merce di scambio. Inoltre, la sua lunga conservazione lo rendeva l’alimento perfetto da portare nei lunghi viaggi in mare di questo popolo. Proprio questa peculiarità legata alla conservazione lo ha reso così importate nella nostra alimentazione.

Lo stoccafisso, infatti, veniva essiccato dalle massaie (non c’erano nè elettricità nè frigoriferi). Era una conserva perfetta, ricca di proteine e vitamine che le donne cucinavano in grande quantità per gli uomini che lavoravano nei campi. Le donne preparavano il pane in casa e cucinavano lo stocco e il baccalà “pi l’omini” (per gli uomini).

La differenza tra stoccafisso e baccalà risiede solo nella conservazione. Il baccalà infatti viene essiccato con l’aggiunta di sale, per cui ha un gusto molto più saporito e morbido rispetto allo stoccafisso, e si presta per altre preparazioni.

Lo stoccafisso arrivò attraverso i Norvegesi nei principali porti italiani tra cui Liguria e Messina. Sbarcato in Sicilia lo stoccafisso venne subito accostato alla cucina isolana, con aggiunta di pomodori, olive, capperi e tante altre prelibatezze.

Le ricette si sono tramandate fino ai nostri giorni, ne esistono centinaia, tutte riconosciute che si accostano alla cucina tipica locale.

Anche in Sicilia esistono delle varianti legate al territorio, ad esempio nella zona Etnea in molti aggiungano le pere spinelle, piccole pere, poco succose che crescono sull’Etna e che si mangiano prevalentemente cotte, altri ancora aggiungano la cosiddetta patata americana, la patata dolce.

cms_25466/ricetta.jpg

Preparazione

Tagliate la cipolla finemente e mettetela in un tegame con un filo di olio extra vergine d’oliva, fatela dorare e aggiungete i capperi, le olive, i pinoli e l’uvetta precedentemente ammollata.

Fate insaporire e unite anche la passata di pomodoro. Fate cuocere per una decina di minuti il sugo affinché si arricchisca degli odori.

Unite due bicchieri di acqua e aggiungete le patate sbucciate e tagliate a tocchetti e lo stoccafisso. Aspettate che riprenda il bollore e poi coprite la pentola con un coperchio e abbassate la fiamma. Fate cuocere a fiamma bassa per circa 45 minuti. A metà cottura aggiungete il sale.

Se il sugo dello stocco alla messinese dovesse restringersi troppo potete aggiungere qualche mestolo di acqua calda. Rigirate di tanto in tanto facendo attenzione a non far sfaldare lo stoccafisso.

Quando le patate saranno cotte e lo stoccafisso risulterà morbido, lo stocco alla messinese sarà pronto. Impiattatelo ancora caldo, unendo nel piatto tutti i condimenti e arricchitelo con del prezzemolo tritato.

Autore:

Data:

3 Aprile 2022