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Stop a immigrati, giudice blocca l’ordine

cms_5477/james_robart_giudice_ildesk.jpg(AdnKronos) – James Robart, giudice federale dello stato di Washington, ha sospeso temporaneamente l’ordine esecutivo di Donald Trump, che blocca l’ingresso nel Paese per 90 giorni di cittadini provenienti da sette Paesi musulmani, sospensione contro la quale la Casa Bianca ha già annunciato battaglia.Intanto, dopo la decisione del giudice Robart, il Dipartimento di Stato ha annunciato la revoca della cancellazione dei visti per i cittadini di 7 paesi (Siria, Libia, Yemen, Sudan, Somalia, Iran, Iraq). Secondo i dati del Dipartimento di Stato, fino ad oggi erano stati circa 60mila gli stranieri che si erano visti “revocare provvisoriamente” il visto d’ingresso negli Usa.

“Gli individui in possesso di visti che non sono stati fisicamente cancellati possono ora viaggiare se il visto è valido”, ha annunciato il Dipartimento di Stato, che sta ora lavorando insieme al Dipartimento per la Sicurezza interna per implementare il provvedimento. Già da oggi le compagnie aeree avevano ripristinato le normali operazioni a seguito dell’ordinanza del giudice. Dopo il Dipartimento di Stato, anche il Dipartimento della Sicurezza interna annuncia di avere sospeso le azioni di implementazione dell’ordine esecutivo emanato dal presidente. “In ottemperanza dell’ordinanza del giudice, il Dipartimento ha sospeso qualsiasi azione di implementazione” dell’ordine esecutivo, afferma un comunicato citato dai media Usa.

cms_5477/Trump.jpgTRUMP – “L’opinione di questo cosiddetto giudice, che essenzialmente sottrae al nostro Paese l’applicazione della legge, è ridicola e sarà ribaltata!”, ha scritto su Twitter Trump. Che in un tweet precedente aveva scandito: “Quando un Paese non è più in grado di dire chi può o non può entrare e uscire, specialmente per ragioni di sicurezza, è un grande problema”.”E’ interessante – è il contenuto del terzo tweet di Trump – che alcuni Paesi del Medio Oriente concordino con il bando. Sanno che se ad alcune persone è permesso entrare, ci sarà morte e distruzione!”.


Robart, nominato dall’ex presidente repubblicano George W. Bush, ha accolto la richiesta del procuratore dello Stato di Washington, Bob Ferguson, di bloccare l’ordine su base nazionale sostenendo che, altrimenti, potrebbe provocare “un danno irreparabile”.

Il presidente ritiene l’ordine “legale e appropriato”, ha fatto sapere in una nota la Casa Bianca, preannunciando “al più presto” un ricorso da parte del dipartimento di Giustizia. “L’ordine del presidente – si ribadisce – ha l’obiettivo di proteggere la madrepatria e il presidente ha l’autorità costituzionale e la responsabilità di proteggere il popolo americano”.

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5 Febbraio 2017