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Stop autocertificazione (Altre News)

Fase 2, ipotesi stop autocertificazione

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Stop autocertificazione quando ci si sposta nel territorio della propria regione di residenza. Il documento che ci ha accompagnato in questi due mesi di lockdown potrebbe rimanere in uso solo per chi si sposta da una regione all’altra, e solo per motivi di salute, comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza o situazione di necessità. Perché sugli spostamenti da una Regione all’altra resterà fermo il divieto. E’ questa, a quanto apprende l’Adnkronos, una delle ipotesi sulle quali ragiona il governo, in vista della nuova deadline di lunedì prossimo, 18 maggio. L’addio all’autocertificazione quando ci si muove nella propria Regione dovrebbe arrivare nel Dpcm che il premier Giuseppe Conte punta a chiudere già domani, o al più tardi nella giornata di sabato.

Per spostarsi da una Regione all’altra, dunque, resterà valido l’uso dell’autocertificazione. Perché i confini regionali, questa è una delle poche certezze, non riapriranno a partire da lunedì prossimo. Il governo studia un meccanismo per consentire -più avanti, probabilmente solo a partire dal mese di giugno- gli spostamenti tra Regioni limitrofe ma solo se accomunate dallo stesso grado di rischio contagio, che naturalmente dovrà essere basso per consentire movimenti da una Regione all’altra.

Bertolaso: “Mascherine dovevano essere pronte a gennaio, c’è stato cortocircuito”

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(Assunta Cassiano)-“E’ dalla fine di gennaio che bisognava approvvigionarsi delle mascherine, siamo a metà maggio e ancora si discute di questa problematica. Questo significa che sicuramente ci sono stati dei cortocircuiti”. A dirlo all’Adnkronos l’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e ora consulente per l’emergenza coronavirus per le Regioni Lombardia e Marche.

“Sul piano delle mascherine come struttura pubblica mi sarei concentrato sulla necessità di dotare di protezioni individuali tutti gli operatori a rischio. Trovo che la mancanza di garanzie al nostro personale sanitario sia stato un grave errore – sottolinea -. Questo vale anche per le forze dell’ordine, per chi si occupa di trasporti pubblici”. Sulla questione della ’mascherina di Stato’, dice Bertolaso, “forse questi 0,50 euro non erano sufficienti, forse con un dialogo più attento, non solo con i produttori ma soprattutto con i distributori, si sarebbe potuto trovare un punto di mediazione che avrebbe evitato tutti questi problemi”.

Con l’estate alle porte, l’ex capo della Protezione Civile sottolinea come la parola d’ordine debba essere ’prudenza’. “Siamo pronti a immaginare un’estate a km 0 – dice Bertolaso -, eviterei eccessivi spostamenti. Va presa coscienza delle bellezze che si hanno vicino casa in modo da ridurre i trasferimenti. Sarà sicuramente un’estate diversa rispetto a quelle degli anni passati dove la prudenza deve essere la parola d’ordine”.

“E’ chiaro che ognuno di noi vuole tornare alla vita normale ma in questa fase è necessario che Regioni e Stato adottino misure attente su spiagge e altri luoghi per evitare il più possibile il rischio contagio”, sottolinea. “Alcune fotografie che abbiamo visto in questi giorni preoccupano, assembramenti che andrebbero evitati in tutti i modi: è facile distrarsi ma purtroppo – dice Bertolaso – la distrazione può essere pericolosissima”.

Sul lavoro messo in campo nelle Marche e in Lombardia Bertolaso traccia un bilancio positivo. “In due mesi abbiamo realizzato due ospedali covid, quello di Milano con circa 200 posti letto tra terapia intensiva e rianimazione e quello di Civitanova con 84 posti letto, 42 di rianimazione e 42 di terapia intensiva. Rispetto ai tempi italiani ma non solo mi pare che è stato fatto un lavoro eccellente, ora sarà il tempo a dire se è stata un’idea intelligente o meno sulla base di quello che accadrà nei mesi che verranno”.

Realizzare ospedali da campo è “un’operazione relativamente semplice perché sono esperienze semplici che si fanno in situazioni di emergenza, le strutture realizzate a Milano e Civitanova non sono però strutture temporanee ma – sottolinea – veri e propri ospedali, certificati come tali. Sono due strutture all’avanguardia”.

Una collaborazione con le Regioni Lombardia e Marche che Bertolaso definisce molto positiva. “Con entrambe c’è stato un rapporto costruttivo. Con il presidente Fontana, i suoi assessori e il presidente della Fiera di Milano c’è stata grande collaborazione, hanno facilitato le attività, aiutato a superare le questione burocratiche e lo stesso è successo anche nella Marche e qui a Civitanova giunta regionale e giunta comunale hanno lavorato insieme, secondo quello che è stato l’auspicio del presidente Mattarella in questi mesi, lavorare insieme in sinergia per superare questa fase di emergenza senza polemiche ma rimboccandosi le maniche e dando tutti in contributo. I due ospedali che abbiamo realizzato sono perfettibili ma esistono, sono concreti, in attesa che arrivi la app, le mascherine…”.

Sul tema delle riaperture secondo Bertolaso “ritengo che le Regioni possano fare le scelte che ritengono più opportune ma con grande prudenza e cautela, liberare tutto all’improvviso può essere controproducente: abbiamo visto quello che sta succedendo in altre nazioni che hanno aperto prima di noi”.

La app? “Non conosco tutti i dettagli ma alla luce degli aspetti legati alla privacy, trattandosi di una app su base volontaria non mi sembra che possa avere grandi prospettive di funzionalità nel nostro Paese. Rilevo che trattandosi di una app non obbligatoria ma su base volontaria questo – sottolinea – ne limita di molto l’efficacia. Non so quanti italiani volontariamente scaricheranno questa app sui loro cellulari. Se non abbiamo la certezza di una copertura assoluta di tutto il territorio non possiamo avere la certezza della tracciabilità di tutti i casi che possono essere potenzialmente contaminanti”.

“Per quanto riguarda il vaccino che sarà la soluzione definitiva di questo drammatico problema, credo – dice Bertolaso – che non arriverà in tempi rapidissimi. Un vaccino richiede un’attività di ricerca e di sperimentazione molto seria e prolungata, poi ci sono gli aspetti legati a produzione e distribuzione. Temo che per un anno – spiega – bisognerà convivere con questa malattia e se dovesse ripartire un nuovo picco epidemico tra qualche mese è indispensabile essere preparati ad affrontare. Un Paese serio si deve organizzare e preparare degli ospedali mirati al covid per fronteggiare eventuali recrudescenze e per evitare quello che è successo tra febbraio e marzo”.

Migranti, Lamorgese: “Cercare equilibrio tra mercato e sicurezza lavoratori”

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“L’obiettivo è quello di raggiungere tanto più nel contesto attuale un punto di equilibrio con il concorso di tutti gli attori istituzionali che coinvolga e garantisca le esigenze del mercato del lavoro e le condizioni di sicurezza dei lavoratori”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, rispondendo al question time in Senato a un’interrogazione sulle prospettive di riforma della normativa concernente la condizione dei migranti in Italia. “Con i ministri Bellanova, Provenzano, Catalfo abbiamo lavorato per mettere a punto un’ipotesi di intervento normativo che consenta la possibilità di concludere un contratto di lavoro subordinato per chi è impiegato o lo è stato in modo irregolare nella filiera agricola, della cura alla persona e del lavoro domestico. L’emersione del lavoro nero riporterebbe a una condizione di legalità quei lavoratori che di fatto sono impiegati nei campi come braccianti e nelle nostre case come colf e badanti”. “Appare evidente dunque come l’obiettivo del governo e del ministero dell’Interno sia quello di garantire ancora di più nel contesto emergenziale che stiamo vivendo la dignità delle persone, la sicurezza sanitaria, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro”.

Silvia Romano, bottiglia di vetro contro le finestre di casa

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Una bottiglia di vetro lanciata contro le finestre dell’appartamento di Milano dove abita Silvia Romano. E’ l’ipotesi su cui sta indagando la polizia, dopo che l’inquilino dell’appartamento del primo piano dello stabile, al piano di sotto rispetto a quello abitato dalla cooperante liberata sabato scorso dopo 18 mesi di prigionia in Somalia, ha ritrovato alcuni frammenti di vetro sul davanzale di una finestra che dà sulla strada. L’uomo, notati i frammenti, ha avvertito la polizia, che è intervenuta sul posto con la scientifica, che sta valutando l’ipotesi del lancio di una bottiglia, forse avvenuto nella notte, contro l’appartamento della ragazza.

Torna in cella il boss Sacco, tribunale sorveglianza revoca domiciliari

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Torna in carcere il boss palermitano Antonino Sacco, che era stato scarcerato e messo ai domiciliari dal Tribunale di sorveglianza per l’emergenza coronavirus. Il magistrato di sorveglianza ieri sera ha revocato il provvedimento di differimento della pena per il boss che era nella sua abitazione da un mese. La decisione è arrivata dopo l’approvazione del decreto del ministro della giustizia Alfonso Bonafede dopo le polemiche per le scarcerazioni dei boss mafiosi. Sacco, che è in una struttura sanitaria carceraria, avrebbe fatto parte del triumvirato che ha retto di recente il mandamento di Brancaccio.

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, “con nota dell’11 maggio comunica che vi è disponibilità ad associare il detenuto nella casa circondariale di Livorno, sede dotata di ampia offerta specialistica anche avvalendosi se del caso delle strutture sanitarie del territorio”. scrive il giudice di sorveglianza.
“Considerato che la detenzione domiciliare è stata concessa in ragione delle patologie del detenuto” si legge ancora nel provvedimento, “anche in ragione dell’emergenza sanitaria da Covid 19” per cui Antonino Sacco “per età e concomitanti patologie è soggetto a particolare rischio in caso di infezione e tenuto conto però che attualmente si assiste ad una fase di relativa rimessione della diffusione dell’epidemia con riduzione del numero di nuovi contagi e delle infezioni”, il decreto emesso per la concessione dei domiciliari “deve essere revocato non sussistendo più i presupposti”.

“Il boss di Brancaccio Antonino Sacco ritorna in carcere. È questo il primo effetto del nuovo decreto legge voluto dal Ministro Bonafede. Una delle nuove norme, infatti, prevede che la magistratura di sorveglianza proceda alla tempestiva rivalutazione della concessione della detenzione domiciliare, precedentemente disposta in autonomia dai giudici, nel caso in cui si possano garantire al detenuto le cure in sicurezza in altre strutture carcerarie provviste di idonei reparti ospedalieri prontamente individuate dal Dap”, commentano i parlamentari palermitani del Movimento 5 Stelle Roberta Alaimo, Valentina D’Orso e Adriano Varrica: “I fatti sono la risposta migliore alle tante parole sui social di chi pensa soltanto a racimolare qualche voto spargendo paura. Si metta fine adesso ad una assurda strumentalizzazione e ad una campagna denigratoria e di fake news condotta dalla Lega e dal centrodestra anche al fine di attaccare la magistratura”.

Roma, spari a Ciampino: un morto e un ferito grave

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Un ragazzo di 24 anni è stato ucciso e un altro uomo è stato ferito in modo grave è morto in una sparatoria avvenuta in via Cagliari, a Ciampino in provincia di Roma.

Il ferito è stato portato in ospedale. I militari lo hanno rinvenuto a terra sull’erba appena fuori dall’abitazione della vittima.

Mentre un altro uomo è stato portato in caserma dai carabinieri per essere ascoltato in relazione all’omicidio. I carabinieri stanno cercando di ricostruire quanto accaduto. Non si esclude che alla base degli spari ci possa essere una lite tra amici. L’uomo sarà ascoltato dal magistrato.

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14 Maggio 2020