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STORIA DELLA DANZA IRLANDESE – Maestri, usanze, calzature tipiche

In questo articolo vorrei continuare l’argomento sull’affascinante danza irlandese, uno degli aspetti più caratteristici e unici del mondo celtico che da sempre attrae la mia sensibilità di musicista e donna di spettacolo.

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La comparsa della step dance con figure coreografiche tecnicamente impegnative, avvenne in Irlanda nel XVIII secolo, determinando la nascita di un nuovo tipo di professionista: il maestro di danza. Fino al secolo precedente, infatti, le danze irlandesi erano state per lo più d’insieme e, per questo, senza particolari difficoltà di esecuzione. La nuova step dance era invece individuale, molto più difficile e completamente diversa nella struttura, tale da richiedere una tecnica assai più elevata e per questo bisognosa di un istruttore qualificato.

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Costui, sebbene itinerante, era molto di più di un semplice insegnante o di un comune musicista, quanto un gentiluomo di campagna, un po’ al di sopra del suonatore ambulante di violino o di cornamusa. Vestiva con ricercatezza dandosi un certo contegno e, per questo, pretendeva di essere trattato con rispetto. Molte delle sue lezioni venivano svolte in gruppo ma, a quegli studenti che riteneva particolarmente meritevoli, egli riservava il privilegio più alto: lezioni individuali, anche se poi in realtà insegnava a ballare a tutte le classi sociali. Nella comunità era il benvenuto e tutti aspettavano con ansia il suo arrivo. Di solito rimaneva per circa sei settimane nel luogo di destinazione. Generalmente si stabiliva nella cucina o nel fienile di un fattore, in cambio di lezioni di musica e danza. Esse si svolgevano nelle case del circondario o all’aperto, nelle piazze. Considerato il suo status di gentiluomo, per lui era naturale dare anche nozioni di comportamento ed etichetta. Stante questa situazione, nel XVIII secolo la danza era praticamente diffusa in ogni casa. Generalmente i maestri di ballo viaggiavano per il Paese accompagnati da un violinista o un suonatore di cornamusa.

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La rivalità tra maestri di danza era frequente, specie nell’Irlanda rurale. Ciascun istruttore aveva il suo territorio, che generalmente era di circa dieci miglia quadrate. Se si sconfinava nel territorio di un collega, si metteva in atto un confronto. Secondo la tradizione, i rivali gareggiavano spesso in un luogo adibito a traffici commerciali, cioè con grande affluenza di gente. Colui che ne usciva vincitore, era riconosciuto come miglior ballerino, e si guadagnava il diritto di insegnare ovunque nel distretto. Lo sconfitto veniva relegato ad altro territorio. Tra le qualità ritenute indispensabili per essere un buon danzatore c’erano il controllo dei movimenti, la forza, la velocità. Seguendo i canoni della tradizione irlandese, durante l’esibizione si doveva tenere il corpo rigido e mantenere la schiena diritta come un fuso, concentrando tutto il movimento sui fianchi e le gambe. La spettacolarità di questi balli era (ed è tuttora) il fantasioso ed acrobatico lavoro di piedi.

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Questa tecnica così rigorosa si è mantenuta tale fino all’avvento del grande spettacolo Riverdance, messo in scena per la prima volta nel 1995, con successo mondiale. In questo show Bill Whelan (autore delle musiche) insieme il fantasioso e pluripremiato primo ballerino e coreografo, Michael Flatley hanno saputo realizzare geniali commistioni col flamenco e la tradizione del balletto russo, pur lasciando intatta l’essenza delle danze irlandesi. In altre parole, essi hanno saputo dar vita ad una potente operazione di marketing a favore dei balli irlandesi fino a quel momento relegati al loro circoscritto territorio di appartenenza.

A parte l’enorme successo ottenuto, sembra che nei paesi dove Riverdance è stato rappresentato ci sia stato un notevole incremento delle vendite di calzature da step dancing.

L’utilizzo di particolari scarpe fatte a mano per queste danze risale ad epoca recente e precisamente ai primi anni del ventesimo secolo. In precedenza, infatti, si ballava a piedi nudi.

Attualmente le scarpe da irish step dancing sono di due tipi:

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  • le soft shoes le hard shoes.

Le prime furono dapprima delle semplici pantofole da ballo, poi divennero più curate nell’aspetto, in pelle leggera, piuttosto scollate e fornite di lacci da intrecciare alla caviglia. Esse vengono utilizzate per alcuni tipi di reel, di jiig e per le danze di gruppo.

  • Le hard shoes furono all’inizio null’altro che scarpe da passeggio fornite di chiodi e monete attaccati in successione in modo che facessero rumore. Quelle odierne hanno la suola delle punte e dei tacchi in fibra di vetro che le rende leggerissime e fa sì che, battute ritmicamente sul pavimento, generino un suono simile a quello di strumenti a percussione.

Queste calzature sono utilizzate per danze veloci e virtuosistiche, come accade nella maggior parte dei quadri scenici in Riverdance.

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Data:

28 Gennaio 2024