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STORIE DAL PIANETA TERRA. IL CULTO DI JOHNFRUM.

Ogni anno, il 15 febbraio, sull’Isola di Tanna, nello stato Oceanico di Vanuatu, si celebra una particolare parata militare. Tutti i partecipanti indossano casacche riportanti la scritta TA ARMY, marciando e tenendo in mano fucili fatti di bambù. TA ARMY significa Tanna America Army (esercito di Tanna e America), e questa parata ha lo scopo di ricordare Johnfrum, in attesa del suo ritorno, così come profetizzato dopo la sua partenza. Ma chi era Johnfrum? Per parlarne bisogna tornare agli anni Trenta del secolo scorso, quando gli aerei iniziarono a sorvolare ogni parte del globo, comprese isole poco conosciute, mai esplorate, mai visitate, ed i cui abitanti avevano avuto scarsissimi contatti con la civiltà. Quegli aeroplani suscitarono nelle popolazioni primitive un profondo stupore, tanto da indurre molte isole ad istituire i “Cargo Cult”, i culti degli aerei cargo. Sculture in legno a forma di aereo venivano posizionate al centro del villaggio, ed ogni avvistamento fortificava il convincimento nelle genti delle isole, di essere sotto la protezione di qualche strana divinità. Prima e durante la guerra poi, gli aerei cargo lanciavano sulle isole del Pacifico beni di prima necessità, quindi come potevano persone che non avevano mai avuto un qualsiasi tipo di rapporto con il mondo esterno, dubitare che fossero gli dèi a lanciare loro alimenti ed altri generi? E qui si arriva a Johnfrum. Secondo quanto riportato da cronache orali, nell’Isola di Tanna atterrò un aeroplano, da cui discese un uomo, un militare statunitense, sembra di colore, ma non è chiaro. Quell’uomo si chiamava senza dubbio John, mentre il cognome “Frum” probabilmente era solo un “from America” mal interpretato. Stiamo parlando di popoli che parlavano lingue totalmente diverse da quelle occidentali, differente fonetica, vocalizzazioni inconsuete. E soprattutto che non avevano mai visto un aeroplano sul proprio suolo. Aerei con eliche enormi, luci sulle ali, che lasciavano intravedere appena qualcuno seduto dietro quel vetro immenso. Che fosse di colore non aveva importanza, anzi, la popolazione di quelle isole ha una pigmentazione scura, e chissà, forse fu scelto qualcuno che potesse ispirare fiducia perché su molte di quelle isole abitavano persone dedite al cannibalismo, e l’antropologia ancora non aveva preso del tutto confidenza con usi e costumi di quella parte del mondo. Purtroppo nei registri aeronavali statunitensi non è stato possibile reperire informazioni su tutte le missioni effettuate in tempo di guerra, molto spesso si trattava di operazioni ideate sul momento, per verificare l’eventuale presenza di giapponesi sulle centinaia di isole presenti in quel tratto di Oceano Pacifico. Così quel John from America lasciò l’isola dopo aver preso contatto con la tribù, ma giorni dopo la sua partenza, così racconta la storia locale, il capo villaggio sognò il suo ritorno, e lo comunicò agli altri abitanti, che videro in questo un segno del legame tra i due, una profezia. Venne pertanto istituito un giorno sacro, il 15 febbraio, in cui celebrare Johnfrum.

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Il giorno in cui, secondo il capo villaggio, quel dio volante sarebbe tornato. Ed ancora oggi, nonostante si siano abbreviate le distanze tra isolani e resto del mondo, si continua a credere nel ritorno di quel dio sceso dal cielo, si continua a sperare. Sembra quasi impossibile che un semplice nome straniero possa aver generato un culto, trattandosi di un evento avvenuto durante il secolo scorso, il secolo delle meraviglie, dei viaggi spaziali, delle bombe atomiche. Eppure anche per noi occidentali spesso risulta difficile ripetere nomi di altre culture, e chissà cosa sarebbe successo se al tempo degli antichi romani si fosse presentato un cinese, magari dal nome strano come Yo Who, ed i romani, o altre popolazioni, avessero provato a trascriverlo. Forse avrebbero colto solo le consonanti, o forse solo le vocali, ed oggi potremmo avere anche noi un culto dedicato a qualche persona dal nome strano. Ma questa è solo una ipotesi atta a spiegare la realtà, e Johnfrum, per gli abitanti dell’Isola di Tanna, è reale, come reale è il culto a lui dedicato. Il Pianeta Terra ha tante storie da raccontare, e questa è una di quelle.

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24 Aprile 2017