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Strage a Kabul, almeno 50 morti

Strage a Kabul, almeno 50 morti

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Nuova strage in Afghanistan. Sono almeno 50 le vittime dell’attentato suicida compiuto a Kabul durante una cerimonia religiosa. A rendere noto il nuovo bilancio della strage è Wahidullah Majroh, portavoce del ministero della Sanità. I feriti sono almeno 72. Najib Danish, portavoce del ministero dell’Interno, ha dichiarato che l’attentatore si è fatto esplodere. Secondo testimoni ascoltati dall’emittente ToloNews, alla cerimonia partecipavano almeno 1000 persone. L’attentato non è ancora stato rivendicato. I talebani, attraverso un portavoce, hanno negato ogni responsabilità e hanno condannato l’azione.

Un portavoce della polizia di Kabul ha riferito che “centinaia di religiosi islamici e i loro fedeli si erano riuniti per recitare i versi del Corano per osservare la festa di Mawlid nella sala ricevimenti privata”.

Si tratta di uno degli attacchi più sanguinosi registrati negli ultimi mesi nella capitale afghana. Lo scorso agosto lo Stato Islamico ha condotto due attacchi che hanno provocato la morte di decine di persone.

“Irruzione forze libiche su nave migranti”

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“Le forze armate libiche hanno fatto irruzione sulla Nivin, dalle 11.41 non si hanno notizie dei profughi a bordo. Italia e Europa non permettano violenza su persone che lottano per non essere ancora torturate”. E’ l’appello della missione Mediterranea (rilanciato da Sinistra italiana), la nave delle ong che da settimane svolge un servizio di soccorso e assistenza in mare, dopo che di fatto sono state sospese le operazioni di altri natanti che svolgevano la stessa funzione nel Mediterraneo.

La vicenda della Nivin, nave ancorata nel porto di Misurata in Libia con 71 migranti a bordo, che per dieci giorni si sono rifiutati di scendere a terra nel timore di essere segregati nei campi di raccolta e di detenzione, era stata denunciata tra gli altri dai deputati di Leu Nicola Fratoianni ed Erasmo Palazzotto, che avevano fatto parte dell’equipaggio della Mare Jonio-Mediterranea. Secondo fonti dell’Unhrc almeno 5 migranti sarebbero rimasti feriti nell’irruzione dell’esercito libico, che avrebbe sparato proiettili di gomma.

Ivanka come Hillary: mail da account privato

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Ivanka Trump avrebbe usato il suo account personale di posta elettronica per comunicare su questioni di governo, in quella che appare come una violazione delle regole federali. E’ quanto sostiene il Washington Post, che cita fonti anonime, secondo cui la scoperta sarebbe stata fatta da funzionari della Casa Bianca. Interrogata in proposito, la figlia e consigliera del presidente Donald Trump, ha detto di non essere al corrente dei regolamenti. La stessa accusa, su cui si incentrò buona parte della campagna elettorale del 2016, venne rivolta alla candidata democratica Hillary Clinton, finita nel mirino per aver usato il suo account personale di posta per le comunicazioni mentre era segretario di Stato.

Dalle revisioni fatte è emerso che l’uso dell’account email privato (con un dominio condiviso con il marito Jared Kushner) anche per trattare questioni ufficiali interne alla Casa Bianca è proseguito per buona parte del 2017. La scoperta ha messo in allarme alcuni consiglieri vicini a Donald Trump, proprio in relazione alla vicenda Hillary Clinton. Ad una richiesta di commento, la Casa Bianca ha affidato la risposta al legale di Ivanka Trump, Abbe Lowell. Un suo portavoce, Peter Mirijanian, ha ammesso l’uso occasionale da parte della figlia del presidente di un account mail privato prima di essere informata sulle norme in vigore. Tuttavia, ha tenuto a precisare, nessuno dei messaggi da lei inviati conteneva informazioni secretate.

“Durante la fase di transizione al governo, dopo aver ricevuto un account ufficiale e prima che la Casa Bianca le spiegasse le linee guida già illustrate a chi aveva iniziato prima di lei, la signora Trump ha talvolta usato il suo account personale, quasi sempre per questioni logistiche e appuntamenti riguardanti la sua famiglia“. Un uso diverso da quello di Clinton , ha poi tenuto a sottolineare, che aveva un server privato nella sua casa di Chappaqua, New York. Ivanka Trump “non ha creato un server privato nella sua casa o nel suo ufficio, nessuna informazione secretata è mai stata inclusa nell’account, che non è mai stato trasferito alla Trump Organization e le cui mail non sono mai state eliminate”.

Brexit, se salta accordo addio al Mars

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Gli inglesi potrebbero dover dire addio all’iconico Mars. Tutta colpa della Brexit. Senza accordi con la Ue, due dei 21 ingredienti della barretta che vengono importati verrebbero a costare così tanto che la fabbrica di Slough, nella contea del Berkshire, non sarebbe più in grado di produrle si legge su ’BuzzFeed News’. Gli esperti del settore alimentare, che hanno incontrato il ministro dell’Ambiente Michael Gove, hanno avvertito che le scorte si esaurirebbero entro due settimane.

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21 Novembre 2018