Traduci

Strage Bologna, legale di Cavallini: “Teoria 86esima vittima trova avallo sostanziale”

Strage Bologna, legale di Cavallini: “Teoria 86esima vittima trova avallo sostanziale”

cms_14561/Strage_Bologna_Fg.jpg

“Se la notizia, data dall’Adnkronos, sarà confermata, è evidente che ci si trova di fronte a una situazione nuova rispetto alla precedente. La teoria della 86esima vittima trova un avallo sostanziale: quel lembo facciale, quei reperti che sono stati rinvenuti e da cui è stato estratto il Dna non appartenendo a Maria Fresu, appartengono a una persona che, allo stato, è sconosciuta, mai identificata e mai reclamata da nessuno”. A parlare all’Adnkronos è l’avvocato bolognese Alessandro Pellegrini, difensore dell’ex Nar Gilberto Cavallini, a processo in questi mesi con l’accusa di concorso in strage per l’attentato del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, commentando l’esito dell’esame del Dna sui resti di Maria Fresu.

“Essendo pacifico, se i risultati saranno confermati, che quel lembo facciale non appartiene a Maria Fresu, le conseguenze sono due – spiega Pellegrini – Primo, di Maria Fresu è scomparsa ogni traccia. Secondo, quel lembo facciale, a detta del perito Pappalardo, nel 1980, non può essere correlato a nessuna altra vittima di sesso femminile con il volto ’sfacellato’ (significa un volto colpito, un volto fortemente lesionato, ndr.) per quelle ragioni che lo stesso professor Pappalardo spiega nella sua relazione peritale, relazione che non può essere messa in discussione oggi come oggi”. E quindi a chi appartiene quel lembo facciale? “Ripeto, persona sconosciuta, non reclamata da nessuno. Persona che era così vicina alla fonte dell’esplosione da riportare lesioni così particolari. Come se la pelle fosse stata scollata dall’esplosione. Con tutti gli interrogativi che questo comporta”.

“Poi va tenuto presente che io e l’avvocato Bordoni, come difensori di Cavallini, non siamo tenuti a dare risposte. Noi poniamo domande. Le risposte ce le devono dare gli altri”. D’altra parte, sottolinea, il corpo della Fresu non può essersi disintegrato. “E’ impossibile, allo stato delle esperienze comuni, anche recentissime, perfino negli attentati compiuti dai terroristi suicidi, che un corpo si disintegri – evidenzia Pellegrini – Qualcosa si trova sempre. Anche a distanze importanti, rilevanti, si trova sempre. Il fatto che non si sia trovato nulla, ripeto nulla, del corpo di Maria Fresu, induce a ritenere che quel corpo, quei resti, siano stati trafugati da qualcuno, siano stati portati via, siano stati fatti scomparire. Sono ipotesi. Ma non vedo quale altra spiegazione sia possibile dare”.

Domani c’è una nuova udienza del processo Cavallini. “Innanzitutto dobbiamo aspettare il deposito ufficiale della perizia perché senza quella è inutile discuterne in udienza. Aspetteremo quindi il perito Pilli che ha chiesto 7 giorni dal 15 ottobre fino al 22 per depositare la perizia. Domani si tratterà soltanto di ascoltare Vincenzo Vinciguerra (il reo confesso della strage di Peteano, ndr.). E non credo che si possa discutere d’altro. Se ne discuterà una volta che la perizia depositata sarà coincidente con queste anticipazioni che l’Adnkronos ha fatto”.

“Si, perché la perizia di Pappalardo basava l’attribuzione della maschera facciale a Maria Fresu su due motivi: primo, la teoria della ’secrezione paradossa’, che era una teoria che, all’epoca, era già abbastanza discutibile, e che, poi, sotto il profilo scientifico, negli anni successivi ha ricevuto soltanto smentite. Questo perché il gruppo sanguigno della maschera facciale e il gruppo sanguigno della Fresu e dei familiari della Fresu era diverso”.

La Fresu aveva, in effetti, il gruppo zero, mentre sulla maschera facciale era stato trovato il gruppo A, in realtà. “Esatto. E quindi non potevano essere compatibili fra loro. Se non per la teoria della secrezione paradossa”, spiega Pellegrini. E l’altro motivo? “Il secondo motivo per il quale il professor Pappalardo attribuì la maschera facciale alla Fresu è, appunto, per esclusione. Perché lui diceva che a nessun’altra vittima di sesso femminile con il volto ’sfacellato’ poteva essere attribuita questa maschera facciale, per le ragioni che lui ha descritto nella sua relazione peritale. Ricordiamoci che Pappalardo non era l’ultimo arrivato. Era titolare della Cattedra di Medicina Legale all’epoca. Se ha scritto quelle cose avrà avuto le sue ottime ragioni”.

Potrebbero esserci resti di questa persona a cui appartiene la maschera facciale distribuiti in altre bare. “E’ possibile, tutto è possibile a questo punto”. E voi pensate di chiedere altri esami del Dna, per esempio anche sulle ossa trovate dal perito Coppe a Prati di Caprara fra i detriti della stazione ammassati lì all’epoca? “Ne parleremo con il collega Bordoni e con i nostri consulenti”.

Whirlpool, “nessun passo avanti”

cms_14561/Whirlpool_Napoli_fg.jpg

“Stamattina abbiamo incontrato i vertici (Whirlpool Italia, ndr) con il ministro Stefano Patuanelli ma posso anticipare che non c’è stato nessun passo avanti” ma “faremo tutto il possibile per assicurare un futuro a queste 400 famiglie” nel “loro quartiere a San Giovanni a Napoli”. Ad affermarlo il premier Giuseppe Conte parlando a margine della presentazione al Cnr della Relazione sulla ricerca e l’Innovazione in Italia. “Hanno confermato che il piano industriale è quello e questo crea rigidità”, ha aggiunto Conte.

A tracciare il quadro dell’esito dell’incontro anche il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli: “E’ stato un incontro non positivo nonostante la massima disponibilità del governo a mettere in campo iniziative necessarie possibili per continuare la produzione del sito di Napoli anzi aumentarla. Non c’è stata nessuna apertura da parte di Whirlpool che continua a proporre come unica soluzione una cessione di ramo d’azienda, a questo punto sostanzialmente verso il nulla”. “Se Whirlpool continuerà nelle sue scelte unilaterali anche il governo farà le proprie scelte unilaterali – ha sottolineato Patuanelli – E siccome è evidente che questa è una crisi industriale che deve essere trattata da tutto il governo insieme, sceglieremo nelle prossime ore i passi necessari. E’ giusto coinvolgere tutti”.

“Per me è surreale che ci si sieda ad un confronto con il presidente del Consiglio con la stessa posizione di 3 settimane fa al Mise dove già avevamo detto che quelle non erano le condizioni per procedere”, ha detto ancora Patuanelli. L’attenzione dedicata dal governo a questo stabilimento, d’altra parte, continua il ministro lasciando palazzo Chigi, “è esemplificativo di situazioni che non vogliamo che si ripetano; pensare che ci siano atteggiamenti predatori all’interno del tessuto produttivo italiano per noi non è accettabile”, dice. E ribadisce: “C’è un accordo firmato nel 2018 e deve essere assolutamente rispettato e portato avanti nella sua interezza”.

L’azienda – “Whirlpool Emea prende atto con grande rammarico della mancata disponibilità da parte del Governo a discutere il progetto di riconversione del sito. Tale progetto, come più volte sottolineato, rappresenterebbe l’unica soluzione in grado di garantire la salvaguardia occupazionale e la sostenibilità nel lungo periodo dello stabilimento di Napoli”. Così in una nota il gruppo Whirlpool Italia commenta l’incontro di oggi. D’altra parte, prosegue la nota Whirlpool, la disponibilità “confermata oggi dal Governo e quella inclusa nel decreto per la risoluzione delle crisi aziendali sono misure non risolutive e che non possono incidere né sulla profittabilità del sito di Napoli nel lungo periodo, né sulla competitività di Whirlpool nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa)”. E Whirlpool ribadisce la strategicità dell’Italia, “dove sono impiegate circa 5.500 persone e dove l’azienda ha realizzato investimenti significativi nel corso degli anni, arrivando a costruire la più forte presenza produttiva del settore”. In questo contesto, Whirlpool Emea, conclude, “confida nella continua collaborazione con il Governo italiano per supportare la propria forte presenza nel Paese e per garantire che gli investimenti rendano i propri impianti competitivi per il mercato globale”.

I lavoratori – Immediata la reazione dei lavoratori a Napoli contro la decisione di Whirlpool di non fare passi indietro e confermare la cessione del sito campano. I lavoratori sono usciti dallo stabilimento di via Argine andando verso l’autostrada; la polizia ha provato a sbarrargli la strada con alcune camionette ma senza risultato. Gli operai, racconta la Fiom, hanno forzato il blocco e sono passati. Ora l’autostrada è bloccata. Whirlpool “irresponsabile” e “arrogante”; da subito 2 ore di sciopero alla fine di tutti i turni in tutti gli stabilimenti del Gruppo e altre mobilitazioni seguiranno, ha fatto sapere Francesca Re David, leader Fiom definendo “arrogante” l’atteggiamnto mostrato ancora una volta da Whirlpool che anche davanti “al massimo rappresentante del governo italiano, che ha chiesto oggi con fermezza il rispetto dell’accordo del 25 ottobre 2018 e l’impegno diretto dell’azienda a Napoli, ha ribadito le scelte unilaterali mostrate in questi ultimi mesi”. Per la Fiom “la totale chiusura e l’indisponibilità di Whirlpool a cercare soluzioni coerenti con l’accordo mette di fatto a rischio la tenuta del piano industriale e il futuro di oltre 5.000 lavoratori in tutta Italia”.

Aifa ritira 5 lotti di farmaco anti-ulcera

cms_14561/Farmaci_generici7_fg.jpg

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ritira dal commercio alcuni lotti di un farmaco anti-ulcera. Si tratta di 5 lotti del medicinale Omeprazolo Sandoz BV 40 mg polvere per soluzione per infusione 5 flaconcini da 10 ml, dell’azienda farmaceutica Sandoz Spa, e la causa del ritiro è la presenza di precipitato in due lotti. Un elemento che non deve destare preoccupazione, precisano dall’Aifa.

L’omeprazolo fa parte della classe terapeutica dei farmaci inibitori della pompa protonica e viene utilizzato per trattare le ulcere, reflusso gastroesofageo o tutti i disturbi caratterizzati dall’eccessiva produzione di acidi gastrici.

Ecco i lotti del farmaco ritirati dalle farmacie: HX7523 con scadenza 10-2019, JC5162 con scadenza 10-2019, JC5166 con scadenza 11-2019, JU1484 con scadenza 01-2021 e in ultimo JU1485 con scadenza 01-2021. L’Aifa ha invitato il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute a procedere con gli adempimenti necessari per la verifica del ritiro avviato dalla ditta.

Phishing anche via Pec, occhio a false mail

cms_14561/computer_mano_ftg.jpg

L’Agenzia delle Entrate informa che in questi giorni stanno circolando delle mail di phishing via Pec, relative alla fatturazione elettronica, con lo scopo di truffare i cittadini. Nel mirino ci sono soprattutto le caselle Pec di strutture pubbliche, private e di soggetti iscritti a ordini professionali.

Si tratta di mail che hanno come oggetto la dicitura “Invio File ” e che hanno come obiettivo la raccolta di informazioni da utilizzare verosimilmente per frodare il destinatario. Nella nota si ricorda che i messaggi Pec del sistema SdI hanno alcune specifiche caratteristiche: il mittente è solo del tipo sdiNN@pec.fatturapa.it dove NN è un progressivo numerico a due cifre; il messaggio deve contenere necessariamente due allegati composti in accordo alle specifiche tecniche sulla Fatturazione Elettronica (pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

L’Agenzia, “nel dichiararsi estranea a tali fatti, invita i cittadini a fare particolare attenzione alle mail provenienti da utenze sconosciute o sospette che richiedono di modificare l’indirizzo di recapito per le successive comunicazioni con il Sistema di Interscambio e a cestinarle immediatamente”.

Primo trapianto al mondo di vertebre umane al Rizzoli di Bologna

cms_14561/Sala_operatoria_ftg_3-2-2875365351.jpg

E’ la prima volta al mondo. In Emilia-Romagna, una parte di colonna vertebrale è stata sostituita da quattro vertebre umane. L’intervento è stato eseguito lo scorso 6 settembre all’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, su un paziente di 77 anni colpito da cordoma, forma maligna di tumore osseo. A guidare l’équipe, il direttore della Chirurgia vertebrale a indirizzo oncologico e degenerativo del Rizzoli, Alessandro Gasbarrini.

Nell’intervento chirurgico, senza precedenti al mondo, la parte di colonna vertebrale colpita dal tumore è stata sostituita, non con una protesi ma da quattro vertebre umane. I dettagli dell’intervento, durato circa 12 ore, sono stati illustrati oggi in Regione Emilia-Romagna.

A fornire le vertebre innestate nel paziente è stata la banca del tessuto muscolo-scheletrico della Regione Emilia-Romagna, prima in Italia, che fornisce il 50% di tutto il tessuto muscolo-scheletrico utilizzato nel nostro Paese.

Autore:

Data:

16 Ottobre 2019