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Strage in prefettura a Parigi, killer si era convertito all’Islam

Strage in prefettura a Parigi, killer si era convertito all’Islam

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E’ salito a cinque il numero dei morti nell’aggressione a colpi di coltello nella prefettura di Parigi. Lo scrive Le Parisien, citando diverse fonti, secondo cui le vittime sono l’assalitore, ucciso dalla polizia, ed altre quattro persone, tre uomini e una donna.

L’aggressore è un 45enne, nato a Fort-de-France nel 1974 e portatore di un leggero handicap di sordità. L’uomo, che aveva lavorato 20 anni al servizio informatico, ha attaccato cinque persone, uccidendone quattro, prima di essere lui stesso ucciso da un poliziotto. L’attacco è avvenuto nei locali della direzione intelligence della prefettura di polizia (Drpp) dove lavorava come agente amministrativo. Stando a quanto reso noto da Bfmtv, il 45enne si era convertito all’Islam 18 mesi fa.

Secondo Le Figaro, che cita una fonte di polizia, potrebbe essersi trattato di un delitto passionale. L’uomo avrebbe infatti aggredito una sua collega, un’agente del settore amministrativo della prefettura di Parigi. L’aggressore, secondo quanto riferito, avrebbe poi perso il controllo iniziando a colpire chiunque si trovasse vicino a lui. Al momento la moglie è in stato di fermo.

Putin ’trolla’ gli Usa: “La Russia interferirà nel voto, ma è un segreto”

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“Vi svelo un segreto. Ovviamente interferiremo. Ma non ditelo a nessuno”. Vladimir Putin ’trolla’ gli Stati Uniti e risponde così ad una domanda sulle preoccupazioni di interferenze russe nelle elezioni presidenziali in programma il prossimo anno in America. “Non ditelo a nessuno”, dice il presidente russo, bisbigliando, durante un panel organizzato nell’ambito della Settimana Energetica, come riferisce la Cnn. “Abbiamo già i nostri problemi -aggiunge-. Siamo impegnati a risolvere questioni interne e siamo concentrati su questo”.

Brexit, Ue boccia piano last minute di Johnson

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Il Brexit Steering Group del Parlamento europeo “non ritiene che le proposte del Regno Unito all’ultimo minuto del 2 ottobre, nella loro forma attuale, rappresentino la base per un accordo al quale il Parlamento possa dare il suo consenso. Le proposte non affrontano i veri problemi che devono essere risolti se si intende rimuovere il backstop, in particolare la all-island economy, il pieno rispetto degli accordi del Venerdì Santo e l’integrità del mercato unico. Mentre restiamo aperti a soluzioni praticabili, giuridicamente operative e serie, le proposte del Regno Unito sono insufficienti e rappresentano una significativa deviazione dagli impegni e obiettivi comuni”. Lo comunicano i membri del Brexit Steering Group del Parlamento europeo, che ieri hanno incontrato il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier.
“Se i nostri vicini europei sceglieranno di non dimostrare la nostra stessa volontà di raggiungere un accordo, allora dovremo lasciare la Ue il 31 ottobre senza un accordo e siamo pronti a farlo”, aveva ribadito in mattinata dal canto suo il premier britannico Boris Johnson in un discorso in Parlamento all’indomani della presentazione della sua ultima proposta, ribadendo che da parte di Londra c’è stata “grande disponibilità nell’interesse di arrivare ad un’intesa con i nostri amici europei”.

F35 italiani per difesa aerea, ok Nato

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Gli F35 italiani hanno ottenuto dalla Nato la certificazione per poter svolgere compiti di difesa aerea per la Nato. “Con la certificazione della Full Operational Capability da parte di un team della #Nato, gli #F35 dell’@ItalianAirForce sono pronti a garantire la sicurezza dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica”, fa sapere in un tweet lo Stato Maggiore della Difesa.

A quanto si apprende, l’Italia è il primo Paese a schierare un assetto di quinta generazione in Islanda per supportare la difesa aerea per la Nato. Sono sei gli F35 schierati in Islanda, paese Nato che non ha una propria difesa aerea e al quale, periodicamente, gli altri Paesi dell’alleanza danno il loro contributo.

Papa nomina Pignatone presidente Tribunale Vaticano

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L’ex procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone , è il nuovo presidente del Tribunale Vaticano. Lo ha nominato il Papa, secondo quanto fa sapere la Sala stampa della Santa Sede.

’’È un’esperienza del tutto nuova e straordinaria. Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che mi onora e mi commuove”, il commento di Pignatone in un’intervista esclusiva al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, e InBlu Radio. ’’È un nuovo pezzo della mia vita – ha aggiunto Pignatone – dopo 45 anni in Magistratura. Io spero di poter dare un contributo frutto di questa esperienza di professionalità molto variegate maturate nel settore penale. Certamente da parte mia ci sarà il massimo impegno. Sono estremamente onorato e grato al Papa. Cominceremo a lavorare in tempi brevi”.

L’ex procuratore capo è stato Pretore a Caltanissetta e, dal 1977, Sostituto presso la Procura della Repubblica. Nel 2008 è stato nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura procuratore della Repubblica di Reggio Calabria e poi, nel marzo 2012, dallo stesso Csm è passato a Procuratore della Repubblica della Capitale.

Congratulazioni a Pignatone “per questa nomina di altissimo profilo” arrivano poi dall’avvocato Laura Sgrò, legale della famiglia di Emanuela Orlandi. “Noi siamo in attesa di notizie dal Vaticano che speriamo riprenda quanto prima le fila del caso di Emanuela – dice all’AdnKronos -. Caso che il dottor Pignatone conosce molto bene, avendolo seguito quando era a capo della procura di Roma. Gli auguro pertanto buon lavoro e spero di avere modo di incontrarlo quanto prima”.

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4 Ottobre 2019