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Strage in Siria, ecco qual è il gas killer

cms_5955/Siria_attacco_gas_Afp.jpgOltre 70 persone, tra cui molti bambini, sono morti e più di 500 sono rimasti feriti in Siria in seguito a un attacco aereo condotto sulla città di Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib. La perizia condotta dalla Turchia dimostra l’uso di armi chimiche, ha detto il ministro della Sanità turco Recep Akdag, in merito alle ipotesi dell’utilizzo di gas sarin. “Alcuni casi sembrano mostrare segni aggiuntivi coerenti con l’esposizione a sostanze chimiche organofosforiche, una categoria che comprende agenti nervini”, sottolinea dal canto suo l’Oms.Il Sarin è un gas nervino della famiglia degli organofosfati classificato come arma chimica di distruzione di massa, che provoca dolore tortuoso inimmaginabile si legge su ’Metro.co.uk’. Come gli altri agenti nervini, colpisce il sistema nervoso degli organismi viventi.In realtà l’inventore, il chimico tedesco Gerhard Schrader, stava lavorando a una formula per un insetticida. Era il 1937. Solo dopo è stato trasformato in un gas nervino, per il suo spaventoso impatto sul corpo umano.Il Sarin è quasi impossibile da rilevare fino a quando è troppo tardi. Il gas non ha odore o gusto e viene assorbito semplicemente attraverso l’esposizione. Non sempre uccide e nel caso di esposizione, le vittime soffrono spesso a lungo e in modo straziante. Se sono fortunati gli effetti del gas alla fine spariranno, altrimenti moriranno. Nel giro di pochi secondi di esposizione al Sarin, il controllo della muscolatura liscia – tessuto capace di contrarsi e rilassarsi senza la partecipazione intenzionale dell’attività cerebrale -. I primi sintomi sono la difficoltà respiratoria e la contrazione delle pupille con offuscamento della vista, segue una perdita progressiva del controllo delle funzioni corporee, spesso si verifica vomito e perdita di urina e feci. Se si viene esposti a una quantità letale di Sarin, il corpo inizia ad avere convulsioni violente e a paralizzarsi, fino alla morte.

Trump rimuove lo stratega Bannon dalla Sicurezza Nazionale

cms_5955/trump_bannon_afp.jpgSteve Bannon, capo stratega di Donald Trump, è stato rimosso dal Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca. Lo riferisce Bloomberg News, citando un document dell’Amministrazione Usa e una fonte a conoscenza della vicenda.La nomina di Bannon a gennaio all’interno del Consiglio per la sicurezza nazionale, organismo che comprende anche il segretario di Stato e il ministro della Difesa e supporta il presidente nelle più importanti decisioni di politica estera e di sicurezza, era stata duramente contestata dai critici di Trump. Il presidente Usa, secondo Bloomberg news, ha anche ridimensionato all’interno del Consiglio il ruolo del consigliere per la sicurezza interna Tom Bosset.Le modifiche alla composizione del Consiglio per la Sicurezza nazionale, scrive il New York Times, sono state orchestrate dal generale H.R. McMaster, scelto da Trump come consigliere per la Sicurezza nazionale dopo le dimissioni di Michael Flynn, per le polemiche suscitate dai suoi contatti con l’ambasciatore russo.McMaster aveva ereditato un assetto che aveva suscitato molte polemiche, proprio per la presenza di Bannon. Quella dell’ex presidente di Breitbart News era considerata una figura prettamente politica, che rischiava di politicizzare la politica estera Usa, mentre in base al precedente ordine di Trump, per il capo degli Stati Maggiori riuniti e il direttore della National Intelligence era prevista solamente una partecipazione saltuaria, a seconda degli argomenti trattati dal Consiglio.Il nuovo ordine firmato ieri dal presidente Usa e reso noto oggi, rimuove Bannon dal Consiglio e ripristina i ruoli del capo degli Stati Maggiori riuniti e del direttore della National Intelligence, aggiungendo anche la presenza del ministro dell’Energia, del direttore della Cia e dell’ambasciatore presso l’Onu.

Siria, Mosca al fianco di Assad: “Continuiamo a sostenere il suo esercito”

cms_5955/siria_soldati.jpgLa Russia continua a sostenere l’esercito del presidente siriano Bashar Al Assad. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Russia Today, dopo che gli è stato chiesto se la politica di Mosca cambierà dopo l’attacco chimico su Idlib di cui viene accusato il regime di Damasco.”Avete sentito la dichiarazione del ministero della Difesa, non ho nulla da aggiungere a quanto dichiarato. La Federazione Russa e i suoi militari continuano l’operazione per sostenere l’azione antiterrorismo e la liberazione del paese, condotta dalle forze armate siriane”, ha affermato Peskov.

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6 Aprile 2017