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SUDAMERICA: ANCORA ALTE LE TENSIONI TRA VENEZUELA E GUYANA, MENTRE IL BRASILE INVIA TRUPPE AL CONFINE

Si riacuiscono le tensioni in Sudamerica per via dell’Essequibo, regione governata dalla Guyana ma da sempre rivendicata dal Venezuela. La questione è tornata in auge dal 2015 circa, a seguito di scoperte circa la copiosa presenza, in tutta l’area, di idrocarburi.

Lo scorso anno, i governi di Venezuela e Guyana sembravano aver fermato l’escalation, ma la pace è stata di breve durata, perché un rapporto pubblicato dal Center for Strategic and International Studies statunitense (CSIS), originato da immagini satellitari, ha mostrato movimentazioni di artiglieria e, più in generale, preparativi da parte venezuelana che lasciano presumere un’invasione della regione.

Unilateralmente, lo scorso mese di aprile il Parlamento di Caracas ha approvato una legge che non solo riconosce lo Stato dell’Essequibo, ma ne rivendica l’amministrazione. Alla notizia che navi e aerei venezuelani si stiano strategicamente predisponendo, il Brasile oggi ha iniziato anch’esso una movimentazione di armi e mezzi verso il confine con ila Guyana, a scopo dissuasivo. Brasilia teme particolarmente il coinvolgimento in un conflitto armato, in quanto lo stato carioca è confinante sia con il Venezuela che con il Guyana.

Il 3 dicembre scorso il presidente venezuelano Nicolas Maduro aveva indetto un discusso referendum popolare, con il quale è stato chiesto ai cittadini un parere sulla situazione dell’Essequibo, con il risultato di aver ottenuto il sostegno, da parte della maggioranza popolare, all’annessione dell’area contesa.

La consultazione è stata vista con preoccupazione da parte delle autorità di Georgetown, capitale della Guyana, che hanno valutato una collaborazione militare sia con Stati Uniti che con il Regno Unito. L’ex madrepatria* non ha perso tempo, spedendo nelle acque territoriali guyanesi l’HMS Trent, nave militare normalmente utilizzata per esercitazioni antiterrorismo, accolta con il favore sia dal Capo di Stato Maggiore della Guyana generale Omar Khan che dall’ambasciatrice britannica nel paese sudamericano Jane Miller.

Proprio l’ingerenza di Stati Uniti e Regno Uniti è una delle principali ragioni che hanno indispettito Caracas, che già contestava al governo guyanese la concessione a Washington di diverse basi militari dislocate sul suo territorio, alimentando anche il sospetto che ce ne fossero molte altre, appartenenti alla CIA e al Comando Sud degli Stati Uniti. Scelte politiche che, sempre a detta venezuelana, mettono a repentaglio la pace in Sudamerica. Ulteriori proteste si sono inoltre levate lo scorso anno nelle sale del potere di Caracas, per via di concessioni da parte della Guyana rilasciate a multinazionali americane del petrolio e del gas, come la ExxonMobil, per l’esplorazione della zona marittima considerata ricca di giacimenti.

La disputa sulla sovranità dell’Essequibo ha radici nel XIX secolo, durante il periodo coloniale. L’area era contesa tra l’Impero Britannico, che controllava l’allora Guyana Britannica, e il Venezuela. Nel 1899, una commissione arbitrale internazionale, con sede a Parigi, stabilì che la maggior parte del territorio dell’Essequibo spettava alla Guyana Britannica. Tuttavia, il Venezuela non ha mai accettato il verdetto e ha continuato a rivendicare la regione.

La Guyana è diventata indipendente dal Regno Unito nel 1966, mantenendo il controllo de facto dell’Essequibo. Il Venezuela, però, ha intensificato le sue rivendicazioni, sostenendo che l’arbitrato del 1899 fu ingiusto e che il territorio le appartiene per diritto storico. La disputa è stata portata davanti alla Corte Internazionale di Giustizia (CIJ) nel 2018 dalla Guyana, e ancora oggi si cerca una risoluzione legale definitiva.

Entrambi i paesi hanno cercato di ottenere il supporto internazionale per le loro rispettive posizioni: la Guyana ha ricevuto il sostegno di diverse nazioni occidentali e di organizzazioni internazionali come l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Il Venezuela, d’altra parte, ha cercato il sostegno di alleati tradizionali e ha fatto appello ai principi di autodeterminazione e anticolonialismo. Tuttavia, le tensioni, specie se supportate da missili e armamenti tattici, continuano a influenzare negativamente le relazioni tra Caracas e Georgetown, e gli interessi economici adesso in gioco non fanno altro che complicare la situazione.

*la Guyana è stata colonia britannica sino al 1966 e ancora oggi è l’unico paese in Sudamerica ad usare l’inglese come lingua nazionale

Data:

23 Maggio 2024
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