Headlines

Traduci

TABU’ DONNA

Un po’ ipocrita la società di oggi per quanto concerne la questione femminile, se così si può chiamare. Qui sembra trattarsi di un problema decisamente più serio. Il movimento #MeToo contro le molestie suscita parecchio clamore in tutto il mondo e pare rappresentare un grido al cambiamento.

cms_8253/2.jpg

O magari un urlo strozzato dai soliti guastafeste perbenisti. Il numero delle vittime di molestie costituisce -praticamente – l’intera fetta del genere femminile. Poche fortunate se la sono scampata, alle altre spesso è toccato subire con intensa paura e un senso di colpa indecifrabile. Meno male che abbiamo cominciato a urlare perché si stava oltrepassando la linea del non ritorno, quella in cui la croce della molestia veste i panni della normalità. Nel frattempo in America alcune pornostar s’ammazzano, cinque in poco tempo. La pressione schiaccia in quel mondo, pure la cattiveria che avanza da ogni lato. Basta osservare i commenti fatti sui social nei confronti delle star del porno, di sicuro già fragili psicologicamente. Non a caso si imbottiscono quotidianamente di antidepressivi e antidolorifici. Si sa, purtroppo, che nella mentalità comune Rocco Siffredi è il figo di turno e Valentina Nappi, invece, una poco di buono senza eguali. Eppure entrambi fanno la stessa cosa. Inoltre, se ci si mettono le altre donne a giudicarle in maniera impietosa, la “frittata” è fatta.

cms_8253/3p.jpgA seguito degli ultimi fatti, una domanda sorge spontanea… Che forse anche le donne siano divise in classi? Magari quelle del red carpet di Hollywood rappresentano una categoria superiore rispetto alle colleghe del porno, altrimenti non si spiegano i battiti di mani per le une e il silenzio mozzato per le restanti. Diciamocelo, la sessualità femminile è ancora un argomento tabù per diversi motivi, ad esempio perché le donne, secondo la mentalità diffusa, provano piacere grazie all’intervento di un uomo che le appaga, le fa sentire amate e via andare. L’appagamento femminile vive in quanto fondato su altro, non ha una propria ragione d’esistere e per appurarlo è sufficiente chiedere a qualsiasi donna com’è fatto il proprio apparato genitale. Ahimè, immaginate la faccia stupita di tante signore che ti guardano perplesse poiché, in fondo, nessuno ha mai spiegato loro cosa hanno con precisione tra le gambe. Per non parlare della vergogna della masturbazione femminile e la difficoltà ad ammetterla. Eppure questa è la situazione che si prospetta a molte, troppe. Così il piacere, seppure ricercato con impazienza, rimane un fatto oscuro. Lo si cerca affannosamente e con facilità attraverso le vie della prostituzione e del porno, l’importante è raggiungerlo in fretta. Addirittura v’è la convinzione che sia un fare totalmente slegato dalla persona nella sua totalità, niente di più sbagliato.

cms_8253/4.jpg

C’è un però in questo guazzabuglio di ignoranza. L’uomo adora la donna che si concede in maniera oscena e spregiudicata – magari per soldi – ma poi nei fatti la definisce nei modi peggiori. Idem per quelle donne che, con il piglio di chi predica bene e razzola male, ne parlano a sbafo. Così succede alle pornostar di ogni luogo che, dopo aver concesso il corpo per divertimento, vengono insultate pesantemente dagli stessi santoni che guardano i loro film a luci rosse. Personalmente, in quanto donna non appoggio colei che si vende perché entra a far parte di un mercato che ricalca a pieno la logica maschilista. Semplicemente è un modus che danneggia sia fisicamente che psicologicamente parecchie donne, soprattutto quelle che fanno film del genere. A tal punto, sarebbe facile per me prendere la solita posizione sessista e sotterrare la solidarietà femminile, tuttavia questo non lo posso accettare. Bisogna considerare l’esistenza della pornografia e che, poiché non se ne può fare a meno, urge una tutela per le donne che ci lavorano. Il rispetto è una componente fondamentale della relazione tra persone e dovrebbe costituire un requisito in ogni ambito lavorativo, compreso quello pornografico. Una donna rimane donna ovunque e mantiene la propria dignità d’essere umano. In caso contrario, le donne possono pure cominciare a battere i piedi e chiudere le gambe, tanto guardando alla realtà non sarebbero loro a rimetterci.

Data:

23 Gennaio 2018