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Taglio parlamentari, “raccolte le firme per il referendum”

Taglio parlamentari, “raccolte le firme per il referendum”

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“Al Senato abbiamo appena raccolto la 64esima firma per indire un referendum sul taglio dei parlamentari. Così capiremo se arriveranno a una buona legge elettorale e i correttivi istituzionali che la maggioranza si è impegnata a introdurre. E l’ultima parola spetterà ai cittadini”. Lo scrive su Twitter il senatore del Pd Tommaso Nannicini.

A chi gli chiede se il quorum raggiunto possa in qualche modo ’accorciare’ la vita dell’esecutivo da lui guidato, il premier Giuseppe Conte replica: “Abbiamo tante cose da fare, abbiamo un agenda fitta, io giorno dopo giorno lavoro per risolvere i problemi del paese. Sono percorsi istituzionali”, il referendum sulla riforma del taglio dei parlamentari “non influenza e non può influenzare l’agenda di governo”.

“Grazie al Partito Radicale i parlamentari hanno trovato il coraggio di firmare per indire il referendum. Avremmo preferito la via popolare – e per questo abbiamo depositato il quesito referendario all’indomani dell’approvazione della riforma – e che fossero i rappresentati a chiedere di potersi esprimere su una riforma costituzionale così importante, ma raggiungere le 500.000 firme nel silenzio dell’informazione é un’impresa impossibile”. Lo dichiarano Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere del Partito Radicale. “In questi mesi siamo riusciti a fare da collante all’interno delle istituzioni per fare in modo che i parlamentari trovassero il coraggio di percorrere la via parlamentare con 1/5 dei senatori. Adesso, come comitato per il no la nostra priorità è quella di garantire ai cittadini il diritto ad essere informati, diritto fino ad ora violato”.

“Sono d’accordo sui referendum in generale, ho votato quella riforma, ho letto poco fa che sono state raggiunte le firme sufficienti di parlamentari per indire quel referendum. Quando i cittadini confermano o smentiscono una riforma approvata dal Parlamento secondo me è sempre la scelta migliore”, il commento a Radio Radicale del segretario della Lega Matteo Salvini.

Lega, ecco il nuovo statuto di Salvini

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(Francesco Saita) – La nuova Lega di Matteo Salvini sceglie la linea sovranista, con Umberto Bossi che resta presidente federale a vita e garante dell’unità, ma di fatto con poteri più limitati. Il Senatùr non potrà, ad esempio, più subentrare al segretario di Via Bellerio, in alcun caso. Nel nuovo Statuto della Lega Nord, che il congresso di sabato dovrà approvare, l’art.14, relativo al ’presidente federale’ prevede che “il socio Umberto Bossi – come si legge nel testo in possesso dell’AdnKronos – è il padre fondatore della Lega Nord e viene nominato Presidente Federale a vita, salvo rinuncia. Il Presidente Federale è garante dell’unità della Lega Nord. È membro di diritto del Consiglio Federale e del Comitato Disciplinare e di Garanzia”.

Per il fondatore della Lega Nord, decadono però alcune funzioni, rispetto allo statuto precedente, quello del 2015, dove si leggeva, tra l’altro, che Bossi “è garante dell’unità della Lega Nord e promuove, con ogni idoneo mezzo, l’identità padana in collegamento con il Parlamento della Padania e di intesa con il Consiglio Federale”, passaggio ora eliminato. “È membro di diritto del Consiglio Federale, del Comitato Disciplinare e di Garanzia e della Segreteria Politica”. Inoltre “in caso di impedimento o dimissioni del Segretario Federale, il Presidente Federale assume i poteri e le competenze del Consiglio Federale e convoca entro 120 (centoventi) giorni il Congresso Federale straordinario per il rinnovo degli organi elettivi”.

MAGGIORANZA FEDERALE PER SCIOGLIERE LEGA – Secondo quanto previsto dal nuovo art.7 dello statuto della Lega Nord, per scioglierla basterà ora la maggioranza assoluta dei membri del Consiglio Federale. L’articolo prevede che lo scioglimento o la trasformazione della Lega Nord “può essere deliberato dal Congresso Federale, ordinario o straordinario, con la maggioranza assoluta dei presenti”. Nel vecchio statuto, invece, era necessario che fossero favorevoli “la maggioranza dei quattro quinti dei presenti” al consiglio federale. Resta invece invariato il fatto che “in caso di scioglimento della Lega Nord, per qualunque causa, vi è obbligo di devolvere il patrimonio ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità”.

NUOVO SIMBOLO – Tra le novità, quelle sul simbolo, che resta Alberto Da Giussano, secondo l’iconografia tradizionale dei lumbard, ma che sarà possibile vedere in cima alle liste di altre formazioni, a cominciare dal partito di Salvini, la Lega per Salvini premier. Un simbolo storico che potrà essere concesso, come si legge all’art.3 del nuovo statuto – che l’AdnKronos ha preso in visione – “ai fini elettorali, in tutto o in parte, alle nazioni regolarmente costituite ai sensi del presente Statuto, nonché ad altri Movimenti politici le cui affinità con gli obiettivi di Lega Nord sono rimesse alla valutazione del Consiglio Federale”. Vale a dire che anche Lsp potrà adottare in toto Alberto Da Giussano, con la scritta ’Padania’ e ’Lega Nord’, modificando quello attuale che è costituito da un rettangolo di colore blu in cui campeggia la scritta ’Lega per Salvini Premier’ in bianco, circondata da una sottile cornice sempre di colore bianco.

QUOTE TESSERATI – I militanti della Lega Nord non saranno più tenuti a versare le quote associative alle sezioni territoriali. “Il socio – si legge nel nuovo articolo 27 – all’atto dell’iscrizione deve versare l’eventuale quota associativa fissata dal Consiglio Federale”. Nel vecchio statuto invece era previsto che “l’associato all’atto dell’iscrizione, e successivamente ogni anno, deve versare alla sezione territorialmente competente la quota associativa fissata annualmente dal consiglio federale”.

RIDOTTO ORGANIGRAMMA – Dimezzato l’organigramma del partito. Il nuovo statuto prevede ora solo il congresso federale, il consiglio federale, il presidente federale; il segretario Federale; il comitato amministrativo federale; il comitato disciplinare e di garanzia; la commissione statuto e regolamenti. Il vecchio art.8, invece, articolava la struttura ’prevedendo anche “l’organo federale di controllo sull’amministrazione; il responsabile federale organizzativo e del territorio; la segreteria politica federale; il responsabile dei regolamenti e del tesseramento; il responsabile del trattamento dei dati personali e il coordinamento federale del movimento giovani padani.

LEADER IN CARICA PER 5 ANNI – Il segretario della Lega Nord, come prevede il nuovo statuto, in approvazione al Congresso di sabato 21, resterà in carica 5 anni e non più solo 3. E’ quanto norma l’art.15 sul ’segretario federale’. Nel dettaglio, il leader del Carroccio “nomina e revoca fino a 3 (tre) suoi vice (di cui uno vicario) scegliendoli tra i Soci Ordinari Militanti con un’anzianità di militanza superiore a 10 (dieci) anni”.

Ma nel nuovo statuto non trova più posto la ’segreteria politica federale’, organo collegiale, che vedeva al fianco del leader, il presidente federale (che resta però in organigramma), i vice segretari, il responsabile federale organizzativo e del territorio (cessato), il responsabile dell’ufficio legislativo federale, i presidenti dei Gruppi Parlamentari, il capodelegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo, i governatori Regionali e i capodelegazione in giunta”.

Inoltre, il nuovo art. prevede una netta diminuzione del mandato al segretario, la cui attività viene privata di alcune funzioni previste precedentemente, tra cui quella di riscuotere “i finanziamenti pubblici ed i rimborsi elettorali per la Lega Nord”. Inoltre ora il segretario non “esprime più un parere vincolante sulle candidature alle cariche elettive esterne”.

“In caso di dimissioni, impedimento permanente o decesso del Segretario Federale, il Consiglio Federale nomina un Commissario Federale con pieni poteri – si legge ancora – . Il Congresso Federale straordinario deve tenersi entro 120 (centoventi) giorni dalla cessazione dalla carica del Segretario Federale oppure entro un termine diverso definito dal Consiglio Federale stesso”. Nel vecchio Statuto invece si parlava di un avvicendamento con “nomina a maggioranza semplice” di “un Segretario Federale pro tempore” che portava il partito al congresso.

Calenda: “Mittal via senza scudo, governo sapeva: ecco la prova”

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“E qui si scoprono gli altarini. Il governo sapeva perfettamente che Mittal sarebbe andata via senza scudo perché aveva già esercitato il diritto di recesso, poi ritirato a seguito di assicurazioni sullo scudo. Siete dei clown”. Lo scrive Carlo Calenda su Twitter allegando la foto di un passaggio del documento di ricorso di Mittal.

Sardine, Grillo: “Chiedono solo igiene della parola”

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“Giovani, puliti, entusiasti, grandiosi ma modesti. Senza odiare, vogliono solo dignità. Non per loro, ma per gli Italiani. Non chiedetegli di più. Le rimproverano perché ’non hanno un progetto’, non si presentano alle elezioni, non affrontano le diseguaglianze economiche, non protestano contro i responsabili del cambiamento climatico”. Così Beppe Grillo in un post dedicato al movimento delle sardine e pubblicato sul suo blog. “Non chiediamogli di essere quello che non sono. Le sardine sono – spiega ricalcando le parole già pronunciate ieri – solo un commando dell’ufficio d’igiene per ristabilire la salute pubblica. Non chiediamo a un infermiere di progettare una cattedrale”.

“Eppure le cattedrali servono. Ma oggi – sottolinea ancora Grillo – nessun partito riesce a progettare nemmeno una chiesa da campo. Nessuno formula un progetto di società per cinquant’anni. Nel vuoto di inventiva dei partiti e degli intellettuali, è comprensibile che appena c’è qualcosa che si muove e che somiglia a un movimento, tutti gli chiedano tutto. Lasciamole in pace. Sardine, continuate a disinfettare”.

“Le sardine – ribadisce – sono un movimento igienico-sanitario. Sono come tennisti vestiti di bianco che sfidano una squadra di rugbisti fangosi, volgari, incattiviti (con tutto il rispetto per i veri rugbisti gentiluomini). Le sardine non reclamano altro che l’igiene della parola. Reclamano – scrive – una convalescenza vigorosa dalla attuale malattia delle lingue e delle menti che fa sembrare certe espressioni pubbliche un vociare roco di hooligan pronti al balzo, oppure un minacciare gradasso di un capobanda”. “Anche noi in passato abbiamo un po’ esagerato. Ma ora non lo facciamo più. E le nostre esuberanze – sottolinea il fondatore M5S – erano un raffreddore rispetto alla peste che osteggiano le sardine”.

Renzi querela ancora Travaglio

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Il senatore Matteo Renzi ha dato mandato ai propri legali di agire in sede civile contro Marco Travaglio per le dichiarazioni rilasciate ieri a La7 alla trasmissione Di Martedì. Lo rende noto l’ufficio stampa di Italia Viva. Solo il 28 novembre scorso, l’ex premier aveva annunciato “tre denunce penali”, una delle quali indirizzata al “signor Travaglio”. Oggi il nuovo annuncio.

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19 Dicembre 2019