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Tajani: “Nessun Paese Ue riconoscerà Catalogna indipendente”

cms_7527/Tajani_Europarlamento_Afp.jpg“Sia chiaro: nessun paese europeo riconoscerà la Catalogna indipendente”. Lo ha detto Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, intervenendo alla Festa Fogliante – Giornate dell’Ottimismo del giornale “Il Foglio”, in corso a Palazzo Vecchio a Firenze.

In Catalogna “non si tratta di autonomismo. Ma di una proclamazione d’indipendenza in spregio dello Stato di diritto e contro la Costituzione spagnola, che è frutto di un referendum illegale promosso in violazione delle regole dell’autonomia catalana. Ciò provoca un vulnus democratico. Anche perché i rappresentanti del referendum sono stati una minoranza rispetto alla popolazione catalana”, aggiunge.

Tajani ammonisce anche l’Europa a temere la moltiplicazione delle piccole patrie, e per questo “nessuno in Europa intende riconoscere la Catalogna come Stato indipendente. Anche Theresa May, in piena Brexit, ha detto che il Regno Unito non riconoscerà mai la Catalogna”.

Su un eventuale parallelismo con i referendum per l’autonomia in corso in Lombardia e Veneto, Tajani tiene a sottolineare le differenza con il caso Catalogna: “Innanzitutto, questi due referendum sono legittimi, mentre quello catalano non lo era. E poi il referendum catalano era per l’indipendenza, mentre quelli di Lombardia e Veneto sono consultivi e per chiedere più autonomie. Guai, comunque, a interpretare questi due referendum come l’inizio di una stagione indipendentista. Guardiamo la Spagna. E’ per la sua storia uno Stato unitario, con tante autonomie, con tante popolazioni diverse che parlano anche lingue diverse. Ma sono uno Stato unitario”.

I rischi di disgregazione in atto dunque la preoccupano?, chiede il giornalista. “Non è ammainando la bandiera nazionale – replica Tajani – che si rinforza la bandiera europea. Noi siamo europei perché siamo italiani. L’Europa, che in sessant’anni ha garantito pace e prosperità, libero mercato e libera circolazione delle persone, ci ha insegnato che la costruzione di muri porta soltanto iatture. Noi italiani non dobbiamo dimenticare qual è la nostra identità”.

Trump: “La fine dell’Isis è vicina”

cms_7527/trump.jpg“Con la liberazione della capitale dell’Isis e della gran parte del suo territorio, la fine del califfato dello Stato islamico è in vista“. E’ quanto ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una nota nella quale si dice “felice di annunciare che le forze democratiche siriane, nostri partner nella lotta contro l’Isis in Siria, hanno riconquistato Raqqa, autoproclamata capitale del gruppo terroristico”.

“Insieme, le nostre forze hanno liberato l’intera città dal controllo dello Stato islamico”, ha continuato Trump, sottolineando come “la sconfitta dell’Isis a Raqqa rappresenti un passo avanti cruciale nella nostra campagna mondiale per sconfiggere lo Stato islamico e la sua ideologia malvagia”.

Secondo il presidente, adesso si passerà presto “a una nuova fase in cui sosterremo le forze di sicurezza locali, ci sarà una de-escalation della violenza in Siria e saranno favorite le condizioni per una pace duratura, in modo che i terroristi non possano tornare a minacciare di nuovo la nostra sicurezza collettiva”.

Insieme, “con i nostri partner e alleati – ha assicurato Trump – sosterremo i negoziati diplomatici per mettere fine alla violenza, permettere ai rifugiati di tornare a casa e dare la precedenza a una transizione politica che onori la volontà del popolo siriano”.

“Oggi – ha concluso – riaffermiamo che i leader dell’Isis e chiunque li sostenga devono, e lo faranno, affrontare la giustizia”.

Corea, ecco lo scudo anti missili Usa

cms_7527/Missile_Thaad_Usa_Wiki-ktk.jpgE’ stato completato in Corea del Sud il dispiegamento del sistema americano di difesa anti missile Thaad. Lo ha reso noto l’agenzia stampa sudcoreana Yonhap, spiegando che la settimana scorsa si è tenuta una cerimonia a Seongju, 300 chilometri a sud di Seul, per la consegna del sistema di difesa alle forze armate sudcoreane.

Centinaia di persone avevano protestato in settembre a Seongju contro il dispiegamento del sistema di difesa, temendo che la città diventi un obiettivo primario in caso di attacco nordcoreano. Cina e Russia si sono opposta al sistema Thaad, affermando che rischia di aumentare la tensione.

Il dispiegamento delle batterie di missili anti balistici del Terminal High Altitude Area Defence (THAAD), era stato concordato fra gli Stati Uniti e il precedente governo della presidente Park Geun-hye. Il nuovo presidente Moon Jae-in era inizialmente contrario a completare il dispiegamento, ma ha poi cambiato idea di fronte ai test missilistici effettuati quest’estate da Pyongyang.

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22 Ottobre 2017