Traduci

Tar blocca revoca protezione a Capitano Ultimo

Tar blocca revoca protezione a Capitano Ultimo

Il Tar del Lazio ha sospeso in via cautelare il provvedimento con cui il ministero dell’Interno aveva annullato la protezione per il colonnello Sergio De Caprio, il ’Capitano Ultimo’ che arrestò Totò Riina. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dal difensore di Ultimo, l’avvocato Antonino Galletti.

“Ancora una volta il Tar di Roma accoglie le nostre ragioni, addirittura in sede d’urgenza – commenta Galletti, che è presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma – ulteriore testimonianza del fatto che il colonnello De Caprio tuttora vive in una condizione di pericolo concreto ed attuale. Non ci risulta che la mafia sia stata ancora sconfitta e chi si è battuto a lungo contro di essa sacrificando la propria libertà e mettendo a rischio la vita ha diritto di essere tutelato dallo Stato”.

’Mondo di mezzo’, revocato 41 bis a Carminati

Col parere positivo della direzione distrettuale antimafia di Roma e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo è stato revocato il 41 bis, il carcere duro, a Massimo Carminati. Lo si apprende da fonti del ministero della Giustizia.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato il decreto di revoca del regime del 41 bis per l’ex Nar Carminati, uno degli imputati nel processo sul ’Mondo di mezzo’, a seguito della sentenza della Cassazione che ha fatto cadere l’aggravante di associazione mafiosa.

“E’ un provvedimento che non mi stupisce, è un atto dovuto”. A dirlo all’Adnkronos l’avvocato Cesare Placanica, difensore di Massimo Carminati.

“Venuto meno il reato di stampo mafioso” dice all’Adnkronos l’avvocato Giosuè Bruno Naso, che ha difeso l’ex Nar nei primi due gradi del processo al ’Mondo di Mezzo’, “è inevitabile che sia stato revocato il 41bis per Massimo Carminati, ovvero il regime di carcere duro’’. Il provvedimento è scattato alla luce della sentenza della Cassazione che ha fatto cadere l’aggravante di mafia. ’’Anche quando in primo grado non venne riconosciuta la mafia, a Carminati fu revocato il 41bis e venne ammesso al regime carcerario ordinario – spiega il legale – perché non era legato alla pericolosità in carcere o a informative della polizia giudiziaria. Anzi, Carminati è un detenuto irreprensibile, non ha mai avuto problemi con la polizia penitenziaria’’. ’’Per me – conclude Naso – il 41bis è un automatismo assurdo, che spero aboliscano presto e per il quale ultimamente la Corte europea dei diritti dell’uomo ha anche richiamato il nostro Paese’’.

“Hanno tolto il 41 bis a Carminati? La decisione, alla luce della sentenza della Cassazione, era scontata, non mi sorprende”. Così all’Adnkronos Alessandro Diddi, difensore di Salvatore Buzzi, uno dei principali imputati del processo Mafia Capitale. “Piuttosto adesso il mio assistito, Salvatore Buzzi, va fatto uscire di galera, gli va immediatamente revocata la misura cautelare in carcere”.

Anziana uccisa a Tolfa, fermato il figlio della badante

Hanno trovato i vestiti sporchi di sangue nella lavatrice, pronti per essere lavati, i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, nel corso della perquisizione a carico del figlio della badante della 91enne uccisa a pugni per rapina nella sua casa di corso Italia a Tolfa. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Civitavecchia e della Stazione di Tolfa, intervenuti ieri sera nell’abitazione dove l’anziana viveva da sola, dopo che le figlie avevano trovato il cadavere della donna, sono riusciti a risolvere il caso in meno di 24 ore.

Lo scenario apparso ai militari non ha lasciato dubbi al fatto che si trattasse di un omicidio: la donna aveva, infatti, il volto completamente tumefatto e l’appartamento risultava messo a soqquadro. A quel punto sono stati avviati i rilievi scientifici nell’appartamento a cura dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia per di acquisire il maggior numero possibile di informazioni utili alla ricostruzione dell’evento.

Maglietta choc in vendita, Carrefour si scusa: “Subito ritiro”

Le due magliette sono state “poste erroneamente in vendita in un unico punto vendita di Roma, appartengono ad un lotto che non avrebbe dovuto essere commercializzato. A seguito della segnalazione ricevuta nella giornata di ieri tramite social, Carrefour Italia ha immediatamente provveduto al ritiro delle magliette e contemporaneamente avviato una indagine interna per comprendere le dinamiche dell’accaduto”. Così Carrefour in una nota sulle magliette in vendita presso la catena di supermercati in cui viene raffigurata una donna che parla a uomo, il quale se ne libera, gettandola di sotto. “In questo modo è stato immediatamente chiarito che quanto accaduto è un mero errore materiale nel rifornimento di quel singolo punto vendita”, si aggiunge nella nota.

“Questa tipologia di prodotti è acquistata a seguito di una negoziazione con fornitori terzi che sottopongono per approvazione le grafiche delle magliette fornite. Il soggetto in particolare, insieme ad un altro, non è mai stato autorizzato da Carrefour Italia e l’azienda, accortasi alcuni mesi fa dell’errore di fornitura, aveva già provveduto al ritiro delle magliette dall’intera rete nazionale”, conclude il gruppo.

Carrefour Italia, si sottolinea, fa della tutela della diversity e dell’impegno contro la violenza verso le donne un valore centrale nel proprio operato, come concretamente testimoniato dalle numerose iniziative che quotidianamente coinvolgono l’intera rete di collaboratori e clienti e dal sostegno ad organizzazioni no profit terze impegnate su questi temi. L’azienda si scusa con tutti coloro che si sono sentiti offesi dai contenuti della maglietta, contraria ai principi di inclusione e rispetto che Carrefour Italia promuove sul territorio italiano.

A postare la foto su Twitter era stata la senatrice del Pd Monica Cirinnà. “Ho appena visto questa maglietta in vendita al Carrefour – aveva scritto – Se una donna parla troppo, meglio liberarsene? L’azienda sposa questo messaggio? Gravissimo, specie in un paese in cui la violenza contro le donne è notizia di ogni giorno. Chiariscano, o dovrò buttare la mia tessera”.

Scambiato per la preda, grave un cacciatore

E’ stato scambiato per una preda e il compagno di battuta di caccia gli ha sparato ferendolo gravemente. E’ accaduto questa mattina all’Isola d’Elba (Livorno). Il ferito, un cacciatore di 62 anni, raggiunto da una scarica di pallini a una mano e a una gamba, è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Cisanello a Pisa, dove è arrivato in codice rosso.

Secondo il 118, il cacciatore, però, non sarebbe in pericolo di vita. L’uomo, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Portoferraio (Livorno), è stato colpito da una fucilata a pallini mentre si trovava a caccia nei boschi di Cavo. Lo sparo sarebbe stato esploso per errore da un compagno di battuta che aveva visto movimenti tra la vegetazione pensando fosse una preda.

Autore:

Data:

27 Ottobre 2019