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Tempi incerti per il governo, resta nodo Savona

Tempi incerti per il governo, resta nodo Savona

cms_9289/conte_parla_fg.jpgTempi incerti per la formazione del governo 5 Stelle-Lega. Si attende di capire quando il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte tornerà al Colle per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri. E a questo punto non è detto che possa accadere domani. Conte oggi è salito al Quirinale per un incontro di un’ora durante il quale ha informato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sugli sviluppi dell’incarico ricevuto 48 ore fa.

Informativo e, soprattutto, interlocutorio sarebbe stato il colloquio tra il presidente incaricato e il capo dello Stato, che naturalmente, anche alla luce del preoccupante rialzo dello spread, della nuova seduta negativa della Borsa, degli attacchi rivolti all’Italia dalla stampa tedesca e britannica, avrebbe ribadito tutte le preoccupazioni perché si possa arrivare ad avere al più presto un governo che rassicuri i mercati e conseguentemente salvaguardi il sistema finanziario e creditizio e garantisca la tutela del risparmio.

In questo quadro resta centrale la nomina del ministro dell’Economia e continuerebbe il braccio di ferro sul nome di Paolo Savona, sul quale, a detta del diretto interessato, vi sarebbero dei veti, e che per la Lega continua a rappresentare la ’linea del Piave’.

Dal Quirinale si mantiene il massimo riserbo sugli sviluppi delle ultime ore e sull’incontro di oggi con Conte, ma naturalmente restano agli atti le prese di posizione che hanno contrassegnato le settimane di questa lunga crisi.

Mattarella rispetta il confronto e la dialettica tra le forze politiche, ma è anche geloso custode di previsioni, regole e prerogative costituzionali, a partire da quelle del capo dello Stato, che non svolge una semplice funzione ’notarile’.

Perciò, al di là delle intese tra i partiti, è comunque il presidente del Consiglio che dirige e coordina l’attività del governo e ne è il responsabile. Ed è il presidente della Repubblica, che su proposta del premier, nomina i ministri. E, più che mettere veti, non tollera che vengano avanzati diktat nei suoi confronti. E Movimento 5 stelle e Lega non possono dimenticarlo.

Da pensioni a flat tax, le prime mosse del governo

cms_9289/Conte_Giuseppe_Afp5.jpgLavoro ed economia. Sono questi i primi obiettivi che il premier incaricato Giuseppe Conte dovrà centrare nella partita di governo. Ma sul tavolo restano anche questioni fondamentali come ad esempio quelle legate a sicurezza, pensioni, immigrazione e giustizia. Temi e impegni che andranno affrontati tenendo uno sguardo ai mercati internazionali e all’Europa, senza perdere di vista la bussola rappresentata dal rispetto dei principi costituzionali. Argomenti che verranno affrontati quando, nei prossimi giorni, Conte tornerà al Quirinale.

PENSIONI – Se Conte scioglierà la riserva tra i primi passi che potrebbe muovere il nuovo governo c’è sicuramente uno dei cavalli di battaglia del programma pentaleghista: il superamento della legge Fornero. Con un eventuale decreto estivo, arriverebbero subito lo stop all’Ape sociale e il via a ’opzione donna’. Per quota 100 (ossia la somma di età e anni di contributi) si dovrebbe attendere la legge di bilancio.

FLAT TAX – La Flat Tax con aliquote al 15 e al 20%, illustrata nel contratto di governo giallo-verde, dovrebbe essere uno dei capisaldi della prossima legge di bilancio, ipotizzando una sua entrata in vigore dal primo gennaio 2019. Al suo fianco dovrebbe arrivare un taglio delle tax expenditures cui verrà chiesto di garantire una buona parte delle coperture per la flat tax.

PACE FISCALE – Si chiama ’pace fiscale’ il progetto targato Lega-M5S che consiste in una maxi rottamazione delle cartelle esattoriali. Ora è uno dei pilastri del nuovo governo. Al momento si starebbe valutando attentamente l’impatto che la pace fiscale giallo-verde potrebbe avere sulla definizione agevolata dei ruoli attualmente in corso. E che ha visto l’adesione di 950mila debitori da cui l’erario attende 2 miliardi di euro per il 2018-2019.

TAGLIA LEGGI – Uno dei pilastri di un possibile decreto estivo dovrebbe essere un intervento taglialeggi e un pacchetto di misure sburocratizzazione già abbozzato dallo stesso premier incaricato Conte che proprio per questo motivo era stato inserito nella lista dei ministri in pectore del M5S presentata da Di Maio.

CENTRI PER L’IMPIEGO – Nel pacchetto di misure urgenti da varare eventualmente già nelle prossime settimane è destinata a rientrare anche la riforma dei centri per l’impiego, cara ai Cinquestelle. Misura che dovrebbe andare di pari passo con il rafforzamento della dote attualmente a disposizione del reddito d’inclusione da far scattare con la prossima manovra.

In Italia scompare un bimbo ogni 48 ore

cms_9289/bambini_spalle_strada_fg.jpgOltre 3 segnalazioni di bambini scomparsi a settimana solo nel nostro Paese. Molti dei quali si sono perse le tracce e di cui probabilmente non si saprà mai più nulla. Dei 177 casi gestiti da SOS Il Telefono Azzurro Onlus nel 2017 solo il 16,9% si è risolto positivamente, ciò significa che circa 147 minori nell’ultimo anno sono stati uccisi o coinvolti nei circuiti di sfruttamento sessuale e di lavoro minorile, senza considerare quelli per i quali non è stata fatta nessuna segnalazione. Sono 8 milioni i bambini che scompaiono ogni anno, vale a dire 22.000 bambini al giorno in tutto il mondo. Sono i dati diffusi da Telefono Azzurro in occasione dell’odierna Giornata Internazionale dei bambini scomparsi, che dal 25 maggio 2009 gestisce in collaborazione con il Ministero dell’Interno e le Forze dell’Ordine il numero unico europeo 116.000, attivo 24 su 24.

IN ITALIA – Attraverso il servizio 116.000 l’associazione si è occupata, nell’ultimo decennio, di 1125 casi di bambini spariti perché fuggiti di casa o da un istituto, o perché rapiti o sottratti da un genitore. Il 2017 è stato uno degli anni più drammatici dall’attivazione del servizio, con 3,5 denunce a settimana. Il 64,5% delle segnalazioni riguardano la scomparsa di minori non accompagnati, giunti in Italia per sfuggire a povertà, guerra e situazioni d’emergenza. La fuga da casa, ovvero i casi di minori e adolescenti fuggiti da contesti familiari caratterizzati da abuso e violenza, ha un’incidenza del 12,4% e rappresenta la seconda causa di sparizione. A livello territoriale il Lazio è la Regione più problematica: da sola raggiunge quasi un quarto del totale dei casi (23,3%), seguita dalla Lombardia con il 22,7%. La situazione sembra essere più controllata al Sud e nelle isole, che registrano complessivamente solo il 24,4%.

IN EUROPA – Il fenomeno è monitorato a livello europeo da Missing Children Europe, network che riunisce 31 organizzazioni non governative in 27 Paesi Europei. Dal 2011 sono state 1,2 milioni le chiamate ricevute per i bambini scomparsi in tutta Europa. La situazione peggiore si registra in Romania, da cui arriva 1 denuncia su 5 e, più in generale, nell’Europa dell’Est, che raccoglie quasi il 50% dei casi trattati. Delle 190 mila chiamate, i bambini o gli adolescenti fuggiti o allontanati da casa rappresentano la casistica più numerosa (57,2%), seguita dai minori rapiti da un genitore (23,2%). Circa 1 minore scomparso su 4 è stato coinvolto in situazioni di abuso, sfruttamento o abbandono.

MINORI STRANIERI – In base ai dati forniti da Europol, ogni anno almeno 10mila minori stranieri non accompagnati scompaiono in Europa a poche ore dal loro arrivo, di questi pochissimi vengono ritrovati. Da maggio 2017 Missing Children Europe ha attivato il progetto triennale AMINA per contrastare il fenomeno della scomparsa di minori migranti provenienti da paesi extra europei. AMINA comprende la gestione di Miniila, un’app gestita in Italia da SOS Il Telefono Azzurro Onlus, che fornisce ai minori stranieri non residenti nel territorio europeo tutte le principali informazioni riguardanti i loro diritti, oltre ad un elenco puntuale e dettagliato dei servizi a loro disposizione attraverso strumenti anonimi di geolocalizzazione.

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Data:

26 Maggio 2018