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TENSIONI SUL FRONTE RUSSO-UCRAINO

Il rilascio della bomba mediatica nelle scorse settimane da parte del Washington Post, circa l’imminente invasione russa dell’Ucraina, secondo le informazioni scaturite da un rapporto dell’intelligence, ha dato adito ai venti di guerra che già tiravano sul confine russo-ucraino. Il rapporto, opportunamente declassificato, paventa per gennaio 2022 un attacco russo in grande stile condotto da 100 battaglioni, per metà corazzati e di artiglieria, con 175 mila militari equipaggiati con centinaia di carri armati, artiglieria e mezzi blindati. La tensione è tangibile, considerando la denuncia del governo Ucraino arrivata pochi giorni prima della notizia, circa la presenza di 90mila militari russi entro i 270km dal confine. Sul piano diplomatico l’incontro formale di due giorni fa tra Biden e Putin, non lascia trapelare un drastico cambio di rotta da parte della potenza sovietica, ma per lo meno sembra aver attenuato l’escalation.

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L’elemento su cui fa leva Putin, è il rischio che costituirebbe l’adesione di Kiev alla NATO, circostanza che comporterebbe la presenza di forze dell’Alleanza Atlantica a 500km da Mosca; una situazione di cui non è possibile “osservare passivamente gli sviluppi”, come ha ribadito in occasione dell’incontro bilaterale. Dalla richiesta di Biden di indire incontri di alto livello tra Stati Uniti, Russia e altri 4 alleati della NATO, tra cui figurerebbero Francia, Germania, Regno Unito e possibilmente l’Italia, sembra possibile apprendere che gli alleati occidentali non sono inamovibili circa la questione posta dal Cremlino, del ridimensionamento dell’estensione ad est della NATO.

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A prendere parte all’incontro tra vertici dell’Alleanza Atlantica sarà poi necessaria la presenza della Polonia, “alleato di ferro degli USA” sul cosiddetto “East Flank” che con le repubbliche Baltiche condivide le maggiori preoccupazioni per i rischi di un confronto militare con la Federazione Russa. Di contro l’atteggiamento ostile della Russia è bandito da ogni trattativa, senza possibilità di compromesso. La posizione della Gran Bretagna è chiara, Londra ha infatti aggiunto 1 miliardo di sterline ai 2,5 già stanziati per sostenere Kiev, e così la Francia, che ha minacciato “conseguenze strategiche gravissime se la sovranità’ dell’Ucraina non sarà rispettata.

Data:

10 Dicembre 2021