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Terremoto Filippine, “quattro morti tra cui una bimba”

Terremoto Filippine, “quattro morti tra cui una bimba”

Ha provocato almeno quattro morti il terremoto di magnitudo 6,8 che ha colpito oggi il sud delle Filippine. Secondo il sovrintendente Samuel Tadeo, del Bureau dei Vigili del Fuoco, un supermercato di tre piani è collassato nella città di Padada, nella provincia di Davao Sud, mille chilometri a sud della capitale Manila, causando tre vittime. Nella vicina Matanao una bambina di sei anni è rimasta uccisa dal crollo di un muro nella sua abitazione, secondo il sindaco Vincent Fernandez.

A Padada, secondo quanto ha riferito Tadeo, in sei sono stati estratti vivi dalle macerie del supermercato crollato, mentre un numero indeterminato di persone è rimasto sotto le macerie. Almeno 14 sono rimaste ferite nella città di Magsaysay, hanno riferito le autorità locali. L’epicentro del terremoto è stato individuato 9 chilometri a nordovest della città di Matanao e 987 chilometri a sud di Manila, ha comunicato l’Istituto di Vulcanologia e Sismologia delle Filippine. Il terremoto si è verificato alle 2.11 del pomeriggio, ora locale, ed è stato avvertito con la massima intensità nelle città di Matanao e Magsaysay, nella provincia di Davao del Sud, sull’isola di Mindanao, nel sud dell’arcipelago. Il sisma si è sentito anche in altre province della regione meridionale di Mindanao, dove la popolazione sta ancora riparando i danni provocati da tre forti terremoti, avvenuti in ottobre, con centinaia di scosse di assestamento.

Foto postate sui social network mostrano persone intrappolate sotto le macerie del supermarket crollato a Padada; in alcuni video, la gente scappa da un centro commerciale a Davao, dove una cabina elettrica è esplosa, provocando grida e panico tra la gente. Il sindaco di Matanao, Fernandez, ha detto alla radio di Manila Dzmm, in collegamento durante una scossa di assestamento, che “il terremoto è stato più forte dei sismi del mese scorso. E’ stato come se un enorme rullo passasse sotto le strade. E’ stato così potente che era impossibile correre”.

I terremoti di ottobre hanno provocato 28 morti e oltre 600 feriti, mentre migliaia di abitazioni, palazzi e altre infrastrutture sono crollate o hanno riportato danni, ha indicato l’Agenzia nazionale per i disastri naturali.

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, che era a casa sua a Davao City (è stato a lungo sindaco della città), non è rimasto ferito durante il terremoto, ha detto il suo portavoce. “Tutte le agenzie governative si sono mobilitate per rispondere alla situazione che si è determinata e per fornire immediata assistenza alle persone che si trovano in stato di necessità – ha aggiunto il portavoce – l’ufficio del presidente nel frattempo chiedi a tutti di rimanere calmi, ma di restare allerta in vista delle scosse di assestamento”. Almeno 87 scosse di assestamento sono state registrate nelle due ore successive al terremoto; la più forte che ha avuto una magnitudo 5.8, ha detto il direttore dell’Istituto di sismologia Renato Solidum.

“Possiamo aspettarci altre scosse di assestamento, quindi è importante che le persone prendano delle precauzioni”, ha aggiunto Solidum. “Le case che sono già state danneggiate potrebbero crollare a causa delle scosse”, ha avvertito. Le Filippine sono localizzate nella cosiddetta Cintura di fuoco del Pacifico, dove si verifica circa il 90 per cento dei terremoti mondiali. L’ultimo grande terremoto che ha colpito il Paese ha avuto magnitudo 7.1 e ha ucciso oltre 220 persone nell’ottobre del 2013. Nel luglio del 1990, oltre 2.400 persone sono morte sull’isola settentrionale di Luzon in un terremoto di magnitudo 7.8, uno dei più forti che abbiano mai colpito il Paese asiatico.

Allarme a Vienna, ’rischio attentato a Natale’

E’ allerta a Vienna per il rischio di un possibile attentato nei giorni di Natale. L’allarme è scattato dopo il fermo avvenuto venerdì sera, nel distretto multiculturale della Favoriten, di un presunto terrorista che avrebbe pianificato di condurre un attentato con mezzi esplosivi nella capitale austriaca a Capodanno. Il fermo è stato eseguito dalle forze speciali di polizia ’cobra’.

Il sospettato sarebbe un immigrato di 18 anni di origine balcanica residente e domiciliato in Austria, non avrebbe opposto resistenza al momento dell’arresto. L’operazione, secondo quanto riferiscono fonti di intelligence, è nata da indicazioni nell’ambito della collaborazione internazionale. Sono in corso accertamenti relativi alla radicalizzazione del giovane, sospettato di essere vicino a un gruppo islamico di origini albanesi e simpatizzante Is.

Il quotidiano Kronen Zeitung riferisce inoltre di due ceceni di 25 e 31 anni arrestati giovedì. L’avvocato Wolfgang Blaschitz, il difensore di uno dei due uomini, ha riferito ai media austriaci che il suo cliente è stato accusato “di aver pianificato un attacco con esplosivi o altro nel periodo tra Natale e Capodanno”. Il suo assistito però nega ogni accusa. La polizia, invitando alla calma, ha avvertito la popolazione di usare cautela nei luoghi di assembramento e di fare attenzione a pacchi o borse abbandonati.

Cina sospende dazi Usa

La Cina ha sospeso le tariffe aggiuntive pianificate su alcune merci statunitensi, dopo che la ’prima fase’ di un accordo commerciale tanto atteso, è stato raggiunto tra i due Paesi. Pechino aveva minacciato di mettere dazi aggiuntivi il 15 dicembre se gli Stati Uniti avessero imposto ulteriori tariffe su 160 miliardi di dollari di beni cinesi. Entrambe le parti hanno annunciato venerdì che è stata raggiunta la prima fase di un accordo commerciale, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli aumenti non ci sarebbero stati perché “abbiamo concluso l’accordo”.

La Commissione delle tariffe doganali del Consiglio di Stato di Pechino precisa che la sospensione copre le tariffe aggiuntive, previste del 5 o 10% su alcuni prodotti statunitensi importati. La Cina continuerà inoltre a sospendere le tariffe aggiuntive per i veicoli e i componenti automobilistici fabbricati negli Stati Uniti.

L’accordo di prima fase lascia in vigore alcuni dazi, tra cui uno del 25% su circa 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi, mentre molte delle tariffe rimanenti saranno ridotte al 7,5%.

Brasile, Bolsonaro suggerisce torture contro suoi ministri se corrotti

Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha suggerito che i ministri del suo governo vengano torturati nel caso si rendano colpevoli di corruzione. “Il Brasile sta cambiando, ma è possibile che ci sia corruzione. Dove vi è governo vi può essere corruzione. In questo caso appenderemo il ministro al ’pau de arara’, sempre se avrà qualche responsabilità, ovviamente”, ha detto Bolsonaro, riferendosi ad un metodo di tortura usato durante la dittatura militare per appendere a testa in giù i prigionieri e sottoporli a scariche elettriche.

Bolsonaro non ha fatto nomi ma le sue parole sono arrivate dopo che è stata aperta una indagine per corruzione contro il suo ministro del Turismo, Alvaro Antonio.

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16 Dicembre 2019