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Terremoto Messico, ecco perché il cielo si è illuminato

cms_7145/messico_terremoto_afp.jpgUn violentissimo terremoto di magnitudo 8.2 della scala Richter è stato avvertito nel sud del Messico, con epicentro nel Chiapas. La scossa, registrata poco prima della mezzanotte ora locale, è stata seguita da numerose scosse di assestamento, la più forte delle quali di magnitudo 5,7.

L’epicentro è stato localizzato a una profondità di 33 chilometri, 120 chilometri a sudovest di Tres Picos, che si trova un migliaio di chilometri a sudest di Città del Messico, alle 23.49 ora locale. La scossa, che ha fatto ondeggiare gli edifici fino a Città del Messico, è stata avvertita anche negli stati di Puebla, Veracruz e Guerrero. In seguito al sisma è stato dichiarato lo stato di emergenza in tutte le 122 municipalità del Chiapas.

LE VITTIME – E’ di 40 morti il bilancio delle vittime del terremoto, come riferito dal coordinatore nazionale dell’emergenza Luis Felipe Puente, a Foro Tv. I feriti sarebbero, invece, 200. Tra le vittime ci sono anche due bambini. Il governatore di Tabasco, Arturo Nunez, ha reso noto che uno dei due piccoli è morto in seguito al crollo di un muro, mentre l’altro, un neonato, a causa del black out nell’ospedale in cui era ricoverato e quindi del blocco della macchina da cui dipendeva per respirare. Gravi danni sono stati registrati negli stati di Oaxaca e del Chiapas.

CROLLO HOTEL – Nel crollo di un hotel avvenuto a Matias Romero, cittadina nello stato messicano di Oaxaca, si teme che quattro persone possano ancora essere intrappolate all’interno dell’albergo. Delle nove persone che si ritiene alloggiassero nell’Hotel Amer, cinque sono vive e sono state trovate, le altre risultano disperse e potrebbero essere sotto le macerie, ha riferito alla Cnn il direttore della protezione civile di Oaxaca, Amado Bohorquez.

PANICO IN STRADA – A Città del Messico – dove in molte zone è saltata la luce – migliaia di persone si sono riversate in strada in preda al panico. Su Twitter il presidente Pena Nieto ha scritto che le agenzie competenti del governo “hanno avuto indicazione di riunirsi immediatamente per monitorare, valutare e prendere azioni” in seguito al terremoto.

SCUOLE CHIUSE – Il presidente ha poi annunciato che le scuole rimarranno chiuse per la giornata di oggi a Città del Messico, negli stati del Chiapas, Hidalgo, Veracruz, Guerrero, Tabasco, Oaxaca, Puebla e Tlaxcala, anche per valutare l’entità dei danni.

TERREMOTO PIU’ FORTE DAL 1932 – Il terremoto è stato il più forte dal 1932 ed è stato avvertito da 50 milioni di persone, in diverse zone del Paese. “Si tratta di sisma di grandi proporzioni”, ha detto a Foro Tv il presidente Pena Nieto, secondo cui dopo la prima, violenta scossa, ne sono state registrate altre 42, di cui la più forte di magnitudo 6,1. Il presidente ha avvertito che ce ne potrebbe essere ancora un’altra intorno a 7 di magnitudo, “nelle prossime 24 ore”. Pena Nieto si trova nella sede del Centro nazionale di prevenzione dei disastri per valutare i danni.

La terra trema e il cielo si illumina

cms_7145/messico_luci_fermo.jpgBagliori verdi e viola, simili a quelli di un temporale o di un’aurora boreale hanno squarciato il cielo plumbeo di Città del Messico, durante il terremoto di magnitudo 8.2, illuminando la città a giorno. Un fenomeno insolito, che si è verificato mentre la terra tremava e che, come spiega all’AdnKronos Angelo De Santis dell’Ingv, è in realtà ben conosciuto dalla comunità scientifica. “Sul tema esiste un catalogo cui contribuì anche Mercalli con informazioni sul sisma di Messina del 1908 – sottolinea De Santis -. Pur non essendo un fenomeno comune, sappiamo che si è verificato anche durante il terremoto a L’Aquila, con bagliori più tenui”.

La causa del fenomeno, conosciuto come ’’Earthquake lights’ o ’luci telluriche’, tuttavia, non è ancora nota agli scienziati: “Nella comunità scientifica c’è grande dibattito sulle cause – spiega l’esperto – anche perché è un fenomeno difficilmente replicabile in laboratorio, per cui ci si basa sulle conoscenze della fisica e dell’elettromagnetismo di base”. Tra le tante teorie prese in considerazione, dice De Santis, ne spiccano due. “La prima – sottolinea – è quella dell’americano Friedmann Freund. A seguito di esperimenti in laboratorio, ha ipotizzato che le luci siano causate da alcune rocce che sottoposte a pressione o dilatazione rilasciano della cariche elettriche”.

Tali cariche, sprigionate dalle rocce, interagiscono con atomi dell’atmosfera (in particolare ossigeno e azoto) dando luogo a colorazioni che vanno dal verde al blu. “Spesso anche le nuvole possono essere interessate dal fenomeno – chiosa De Santis -. Si tratta di luci in qualche modo analoghe a quelle delle aurore boreali, anche se queste ultime si verificano a quote molto più alte”. La seconda teoria invece, è sostenuta dal russo Sergey Pulinets: “Si suppone che ci sia un rilascio di gas, in particolare di gas radon – rimarca De Santis – ma il modello di Freund è più plausibile, poiché quello descritto da Pulinets tenderebbe a verificarsi diversi giorni prima del terremoto”.

Chiaramente, precisa l’esperto, “tutto dipende dalla geologia e dal tipo di faglia che libera cariche e gas. Tanto più è alta la magnitudo quanto più è alta la possibilità che questi fenomeni si verifichino”. Anche le condizioni atmosferiche contribuiscono: “A Città del Messico era particolarmente nuvoloso – ricorda De Santis – le nuvole erano basse e c’era sicuramente alta umidità”. Le condizioni per vedere un fenomeno simile erano quindi più favorevoli. “Inoltre – aggiunge – il sisma si è verificato di notte. Di giorno un fenomeno simile non sarebbe stato così evidente”.

Le luci telluriche o sismiche erano conosciute anche all’epoca di Plinio il Vecchio, nell’89 a.C., che in corrispondenza di un terremoto vicino Modena parlò di “fiamme e fumo che guizzavano al cielo”.

Furia Irma corre verso Miami

cms_7145/irma_caraibi_uragano_afp.jpgAlmeno sedici morti, compresi due a Porto Rico. È il bilancio provvisorio delle vittime dell’uragano Irma che ha colpito i Caraibi. Quello che i meteorologi definiscono “il più catastrofico uragano di sempre” ha distrutto il 95% dell’isola di Barbuda. La gran parte degli abitanti è rimasto senza casa.

Nelle Antille francesi è di 9 morti, 112 feriti e 7 persone disperse il bilancio dell’uragano Irma secondo quanto reso noto dal ministro degli Interni Gerard Collomb.

Prossimi obiettivi di Irma, che nel frattempo è stato declassato a categoria 4 su una scala di 5 continuando comunque a procedere la sua corsa con venti fino a 250 chilometri all’ora, sono Repubblica Dominicana e Haiti. E poi nel suo ’mirino’ ci saranno Bahamas e Cuba, dove 36mila turisti stranieri sono stati evacuati.

Nel fine settimana l’uragano dovrebbe toccare terra negli Stati Uniti, dove è stato proclamato lo stato di emergenza su entrambe le coste della Florida e già da ore è in atto un vero e proprio esodo dalla contea di Miami.

Le autorità della Florida hanno emanato ieri mattina l’ordine di evacuazione obbligatorio per le aree “rosse” ovvero in particolare Miami Beach e Key Biscayne, dove l’uragano Irma dovrebbe impattare nella giornata di domenica anche se – avvisano le autorità – i venti precederanno anche di 36 ore l’arrivo di Irma. Quello che spaventa di più sono le onde previste tra i 3 ed i 5 metri di altezza che potrebbero portare ad una inondazione delle aree della città più vicine al mare con acqua ad almeno un metro. Gli alberghi hanno chiesto ai turisti di lasciare le loro stanze per procedere alla messa in sicurezza delle strutture. Molto si sono riversati negli aeroporti nella speranza di poter ripartire o noleggiare un auto per poter evacuare creando notevole caos. Chiusi anche i servizi principali, banche e distributori di benzina di benzina.

L’’ultimo bollettino emanato parla di impatto “catastrofico” nelle aree di Everglades, South Miami, Coral Gable, Miami beach e Downtown.

La Società elettrica FPL ha diramato un comunicato nel quale si prevede la possibile distruzione di molte strutture di distribuzione dell’energia elettrica, anticipando un probabile blackout.

Intanto è fuga da Miami: il fiume di macchine messosi in moto dalla città si dirige verso la Georgia, anche se la destinazione più sicura sembra essere l’Alabama. Purtroppo l’emergenza benzina è ai massimi livelli. Nessun distributore sembra più disporre di benzina e la lunga coda di auto rischia di doversi fermare senza poter raggiungere gli Stati limitrofi.

TRUMP – “Sono molto, molto preoccupato. Siamo di fronte a venti di una forza mai vista”: così il presidente americano, Donald Trump, commenta l’avvicinarsi dell’uragano Irma verso le coste della Florida. “Gli Stati Uniti sono preparati al massimo ad affrontare questa emergenza”, ha aggiunto Trump.

Addio a Pierre Bergé, compagno di vita di Yves Saint Laurent

cms_7145/berge_saint_laurent_fondazione.jpgE’ morto questa mattina a Saint-Rémy de Provence, all’età di 86 anni, Pierre Bergé, mecenate, cofondatore della maison Yves Saint Laurent e presidente del Consiglio di sorveglianza di ’Le Monde’. A riferirlo è la Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent. Uomo d’affari, collezionista, ma soprattutto compagno di vita e braccio destro di Yves Saint Laurent, con il maestro di Orano, nel 1961 creò la maison che ha guidato fino al 2002.

Appassionato di arte e di letteratura, assieme allo stilista, nel corso degli anni, Bergé aveva accumulato una vera fortuna, fatta di oggetti rari, mobili art déco, dipinti e statue. Un bagaglio di ricordi battuto all’asta nel 2009 al Grand Palais di Parigi da Christie’s, incassando quasi 400 milioni di euro.

L’uomo d’affari aveva guidato anche il Théâtre de l’Athénée – Louis-Jouvet dal 1977 al 1981 e aveva presieduto l’Opéra di Parigi dal 1988 al 1993. Sempre in prima fila per sostenere i diritti degli omosessuali e delle disuguaglianze, Bergé era impegnato politicamente a sinistra, ed era sempre stato una grande stimatore dell’ex presidente della Repubblica, François Mitterrand.

Quest’anno, l’ex braccio destro di Yves Saint Laurent aveva sostenuto Emmanuel Macron nella sua corsa all’Eliseo. “Avrà la statura di un presidente della Repubblica e ci porterà verso una social – democrazia“, aveva detto Bergé nel gennaio scorso.

L’uomo d’affari ha sempre investito nell’editoria e nei media: fondatore del settimanale ’Courrier international’ e di Globe, nel 2010 diventa uno degli azionisti del prestigioso quotidiano ’Le Monde’, al fianco di Matthieu Pigasse e di Xavier Niel, e poi presidente del Consiglio di sorveglianza.

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9 Settembre 2017