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TERREMOTO TURCHIA E SIRIA OLTRE 45MILA I MORTI

Ancora un salvataggio miracoloso in Turchia, dove un uomo è stato estratto vivo dalla macerie dopo oltre 300 ore dal devastante terremoto dello scorso 6 febbraio. Le squadre di ricerca e soccorso hanno trovato il 45enne, identificato dall’agenzia Anadolu come Hakan Yasinoglu, sotto i detriti di un edificio crollato a Dafne, nella provincia di Hatay.

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Ma nonostante i salvataggi, continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime. Secondo quanto ha dichiarato oggi il ministro dell’Interno turco Suleyman Soylu all’emittente Cnn Turk, il numero totale di persone uccise in Turchia è salito a 39.672. Diverse migliaia di persone sono morte in Siria, dove secondo stime di domenica dell’Oms parlavano di 5.900 morti.

Oltre 35mila persone si sono unite alle operazioni di soccorso per trovare eventuali sopravvissuti, scavando tra le macerie di circa 200 edifici crollati in 11 province turche, ha detto ai giornalisti ad Ankara il vicepresidente Fuat Oktay. Gli sforzi continueranno “fino alla fine”, ha assicurato Oktay, aggiungendo che la ricerca si è concentrata principalmente sulla provincia di Hatay, la più colpita.

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Intanto il ministro della Giustizia turco Bekir Bozdag ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, che più di cinquanta imprenditori edili sono stati arrestati per negligenza o difetti di costruzione di palazzi che, sgretolandosi a causa del terremoto, hanno aumentato il numero di vittime.

SIRIA

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Sono 171.843 le persone che sono state sfollate in Siria a causa del terremoto che ha colpito principalmente il nordovest del Paese oltre che il sud della Turchia. Lo riferisce l’organizzazione umanitaria Syria Response Coordination in una nota, spiegando che “gli aiuti delle Nazioni Unite sono ancora minimi. Sono arrivati ​​solo 114 camion in una settimana, il 93% dei quali è passato attraverso il valico di Bab al-Hawa nonostante l’apertura di altri due valichi”.

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L’organizzazione ha aggiunto che altri 24 camion della comunità internazionale sarebbero dovuti entrare in Siria attraverso i valichi di Bab al-Hawa e Bab al-Salameh. In una nota si parla di “insoddisfazione generale nella regione per il ritardo nell’arrivo degli aiuti umanitari dalle Nazioni Unite”. Che, si legge, “non hanno superato il 25% del totale degli aiuti che sono entrati nella Siria nordoccidentale”.

Data:

18 Febbraio 2023