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Tirana ricorda la caduta del regime tra fuoco e rappresaglia di una politica allo sbando

Tirana, 8 dicembre 1990, cadeva il busto del Dittatore Enver Hoxha e con lui il regime comunista durato quasi mezzo secolo. Oggi mentre Tirana si preparava a festeggiare con varie manifestazioni culturali e incontri tra politica e studenti i 25 anni di democrazia, il Partito Democratico aveva organizzato una protesta, ma questa non era la stessa di 25 anni fà, quella del movimento studentesco, quella che chiedeva con forza e coraggio la caduta di un regime selvaggio e dittatoriale, quella che con entusiasmo e un senso di maestosa grandeza chiedeva Libertà, Democrazia e Giustizia, sotto le grida “E duam Shqiperine si Europa- Vogliamo l’Albania come Europa”.

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Oggi in piazza non c’erano gli studenti, quelli che 25 anni fa avevano sognato un’Albania libera, un’Albania prosperosa, un’Albania parte di un’Europa in cui faceva già parte, un’Albania del popolo e non solo dei politici. Non c’erano dei giovani a festeggiare quella libertà di movimento tanto sognato, a festegiare l’onestà dei politici che occuparono la poltrona del dittatore Hoxha, a festeggiare la toleranza e la giustizia.

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Dopo 25 anni, in piazza c’erano manifestanti sotto la guida del lider del PD Lulezim Basha e l’ex Primo Ministro Sali Berisha per chiedere le dimmissioni del Primo Ministro Rama e del suo Governo. Oggi per Tirana è stata una giornata di fuoco, messa allo sbando da un gruppo di manifestanti che non avevavo probabilmente nemmeno l’idea e il senso di quel 8 dicembre del 1990, perchè non lo avevano vissuto o meglio dire molto probabilmente non ricordavano abbastanza bene. Non c’era segno di quei ideali che 25 anni fa spinsero il movimento studentesco a uscire in piazza e sognare una nuova era, quella di una vera democrazia, che non è fatta di sassi e uova contro il palazzo del Primo Ministro e nemmeno di fuoco acceso contro un bunker davanti al Ministrero degli Interni e neanche di corpifuoco contro la polizia.

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Alla manifestazione mancavano quei studenti che avevano organizzato il movimento di 25 anni fa, come il Professore Shenasi Rama, uno dei lider del Movimento dell’8 dicembre 1990 che ricorda quei anni come anni di una grande speranza per gli albanesi, di un sogno romantico dove gli albanesarebbero diventati come tutti gli altri. Come un periodo di grande entusiasmo, dove gli studenti erano stati capaci di suscitare la speranza in tutto il popolo. –“Rispetto il contributo del Movimento Studentesco, la creazione dell’oposizione e il ritorno della speranza in un futuro per tutti gli albanesi di qualsiasi strato sociale fossero ”. Oggi, dice Shenasi Rama, la politica non c’entra nulla con quello che noi come studenti avevamo iniziato a fare. Oggi la politica vuole essere protagonista e prendere i meriti di quel movimento senza far nulla per migliorare la condizione degli albanesi. (Shqiptarja.com 7 dic.2015)

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Si chederano mai quelle persone che oggi hanno messo a fuoco Tirana e hanno cercato di gettare fango su quel grandioso movimento di 25 anni fà, se hanno davvero raggiunto gli obbiettivi di quella rivoluzione iniziata l’8 dicembre 1990 o sono stati solo presi in giro per l’ennesima volta da politici che sembra abbiano come unico scopo il loro interesse personale, rovesciare l’oposizione e arrivare alla poltrona a quella poltrona che possederono già per quasi 20 anni?!

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9 Dicembre 2015