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Toninelli: “Avviato iter per togliere concessione”

Toninelli: “Avviato iter per togliere concessione”

cms_9998/apertura-autostrade-1024x582.jpgDopo averlo annunciato, il governo ha deciso di annullare la concessione ad Autostrade per l’Italia per il crollo del ponte Morandi a Genova. A renderlo noto è stato prima il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, poi il premier Giuseppe Conte. ’’Ho una notizia importantissima da darvi – ha scritto Toninelli su Facebook -. Il mio ministero ha inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la procedura per la decadenza della concessione’’. ’’Vogliamo cambiare tutto – ha spiegato il ministro -. Vogliamo farlo perché le vite umane vengono prima degli utili aziendali. Perché la sicurezza dei cittadini viene prima dei dividendi agli azionisti’’.

Nel lungo post, il titolare del Mit, ha spiegato che: “alle persone che hanno perso la vita nel crollo del ponte Morandi ai loro parenti, ai feriti, ai tantissimi che sono momentaneamente sfollati, e a una città lacerata e tagliata in due, dobbiamo il nostro impegno a non arretrare di un millimetro. Il governo va avanti per accertare le responsabilità dell’accaduto e punire i colpevoli’’.

LA LETTERA AD AUTOSTRADE – Toninelli ha quindi riassunto quanto contenuto nella lettera: “Il mio ministero ha chiesto formalmente ad Autostrade per l’Italia di fornire entro 15 giorni una dettagliata relazione, per dimostrarci se e come ha agito, in merito alla manutenzione del ponte Morandi, secondo gli oneri e gli obblighi che gli competono come ente gestore di quel tratto di autostrada. Ci aspettiamo che Autostrade si mostri collaborativa su eventuali iniziative a titolo di risarcimento danni a persone e beni, naturalmente a sue spese, come peraltro previsto dalla convenzione’’.

Secondo il ministro, “il sistema delle concessioni autostradali deve essere ribaltato. E il Governo del cambiamento sente in modo profondo l’importanza di questa missione’’. Il Mit, ha annunciato ancora, ha avviato ’’una ricognizione dello stato di salute di strade, autostrade, dighe”. “Tutti gli enti e soggetti gestori entro il primo settembre dovranno segnalarci le azioni necessarie a rimuovere condizioni di rischio riscontrate sulle infrastrutture di propria competenza. Quindi il governo interverrà con una sua task force per vigilare su interventi e manutenzione’’.

LA COMMISSIONE ISPETTIVA – Poi, smentendo le voci secondo cui all’interno dell’esecutivo ci sarebbero posizioni diverse rispetto alle azioni da prendere nei confronti di Autostrade, dopo il crollo del ponte, ha aggiunto: “il governo andrà avanti compatto finché i diritti dei cittadini non torneranno a essere prioritari rispetto agli interessi privati di qualcuno’’. Dopo la tragedia ’’ci siamo messi subito al lavoro’’, sottolinea il ministro. ’’Prima di tutto – ha ricordato Toninelli – è stata immediatamente costituita una commissione ispettiva presso il mio ministero. E’ già all’opera, per fare tutti gli accertamenti tecnici sul crollo del viadotto ed entro un mese mi relazionerà su cosa ha scoperto. Questi risultati saranno materiale per valutare le inadempienze di Autostrade per l’Italia’’.

A tre giorni dal crollo del ponte, ha osservato infine il ministro, ’’ci sono eroi che scavano tra le macerie, feriti che soffrono e lottano per la vita, famiglie che purtroppo piangono i propri cari. Domani, nel giorno dei funerali e del lutto di Stato, il Governo sarà al fianco di queste famiglie, con il cuore straziato di dolore. Vogliamo che la città torni alla sua quotidianità. E vogliamo anche giustizia’’.

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI – Pochi minuti dopo il post di Toninelli, è stato il premier Giuseppe Conte a precisare in una nota che “il governo contesta al concessionario che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte – si legge nella nota di Palazzo Chigi -. Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia”.

LA RICOSTRUZIONE DEL PONTE – Conte ha parlato poi della ricostruzione del ponte: “Si è diffusa la notizia che Autostrade per l’Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese – ha fatto notare il premier -. Se questa proposta verrà formalizzata il governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia”. “Se questa iniziativa di ricostruzione del ponte verrà addebitata ad ’Autostrade per l’Italia’ – ha rimarcato il Presidente del Consiglio – sarà solo a titolo di provvisorio risarcimento del danno, fermo restando che la ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo”.

LA BANCA DATI – Il capo dell’esecutivo ha quindi annunciato la configurazione di “una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture”. “Per ogni infrastruttura – ha scandito Conte – dovremo avere certezza dell’intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e urgenza”.

RIVEDERE SISTEMA CONCESSIONI” – “Questo governo – ha promesso Conte – farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e man mano che esse scadono ne approfitterà per impostare queste operazioni sulla base di nuovi principi e di più soddisfacenti equilibri giuridico-economici”. “Questo governo – ha proseguito il premier – intende dare un segnale di svolta ben preciso: d’ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione, dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione a loro carico e, più in generale, dovranno comprendere che l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico che il Paese e, quindi, i cittadini sono disposti ad affidare alle loro cure solo a patto che il lucro che ne viene ricavato sia ampiamente compensato dalle garanzie di una ’assoluta tutela e sicurezza’ delle vite degli utenti e di una ’gestione realmente efficiente’ del servizio”.

Molise, c’è il rischio di altre scosse?

cms_9998/terremoto_molise.jpegC’è paura in Molise dopo le scosse di terremoto registrate ieri sera a 4 km da Montecilfone, la cittadina in provincia di Campobasso dove la terra aveva tremato già nella notte tra il 14 e il 15 agosto. Impossibile prevedere se ci saranno altre scosse così come non si può neanche ipotizzare quando la zona smetterà di tremare. “Stiamo continuando a registrare repliche“, spiega all’Adnkronos la sismologa dell’Ingv, Concetta Nostro. “Per ora, devo dire – aggiunge – tutte di energia moderata, per fortuna. La sequenza sta andando avanti e – osserva – non possiamo dire quando finirà. Non possiamo escludere che ne vengano delle altre anche con un’energia comparabile a questa e neanche possiamo escludere che la scossa di ieri in Molise sarà la più forte”.

La sismologa dell’Ing parla di “collegamenti pittoreschi” tra la scossa del Molise è quella registrata oggi nelle Marche, escludendo “qualsiasi connessione tra i due eventi sismici se non quello che l’Italia è tutta sismica”. “Di faglie nel nostro Paese ne abbiamo tantissime. Lungo l’Appennino e in altre aree come questa in Molise ce ne sono tante. Sono tante fratture, non sappiamo quando si muoveranno”.

La sismologa esclude poi qualsiasi connessione tra il rialzo della temperatura, la cosiddetta ’aria da terremoto’ dei nostri nonni, e l’arrivo di un possibile sisma. “Le profondità alla quale avvengono i terremoti lo escludono completamente: non c’è alcuna interazione con quella parte della crosta terrestre in cui avvengono i terremoti e su questo la comunità scientifica è abbastanza compatta”. Una curiosità. Sui social è diventato virale un video, girato in un Cat Cafè poco prima del sisma di Osaka del 18 giugno. “Nessuna ’magia’. I gatti in realtà percepiscono delle onde che si trasmettono molto velocemente e lo avvertono un po’ prima per la frequenza” conclude la sismologa.

Debito pubblico in calo di oltre 4 miliardi

cms_9998/debito_pubblico.jpgA giugno il debito delle amministrazioni pubbliche è diminuito di 4,1 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.323,3 miliardi. Lo comunica la Banca d’Italia, spiegando che la diminuzione è dovuta alla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (9,2 miliardi, a 48,4) che ha più che compensato il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (3,8 miliardi); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno complessivamente incrementato il debito di 1,3 miliardi.

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, evidenzia Bankitalia nel suo report, il debito delle Amministrazioni centrali è diminuito di 4,5 miliardi e quello delle Amministrazioni locali è aumentato di 0,4 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

La Banca d’Italia rende poi noto che a giugno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 31,9 miliardi, in aumento dello 0,9% rispetto allo stesso mese del 2017.

Nei primi sei mesi del 2018, proseguono da via Nazionale, le entrate tributarie sono state pari a 187,1 miliardi, in aumento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; al netto di alcune disomogeneità contabili si può stimare che la dinamica delle entrate tributarie sia stata più favorevole.

I lavori che gli italiani non vogliono più fare

cms_9998/Operaio_saldatore_Fg1.jpgC’è un mercato del lavoro che in Italia è sempre meno esplorato. Sempre più aziende dell’industria manifatturiera, ad esempio, come riporta il bollettino del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, hanno difficoltà nel reperire figure specializzate come fabbri, saldatori, montatori, meccanici e operai di macchine. Stessi problemi anche per quelle figure altamente specializzate come tecnici ingegneristici e informatici.

Le richieste non mancano neppure nel settore della ristorazione (specialmente in questo periodo dell’anno), così come per le estetiste, le badanti o per chi si occupa della pulizia di uffici e negozi. Da una parte abbiamo dei lavori che richiedono una formazione approfondita, che in pochi però hanno, mentre dall’altra ce ne sono altri che nessuno o in pochi vogliono fare. Ecco perché bisogna fare particolare attenzione a quando si sceglie l’Università, preferendo le facoltà che oggi danno maggiore garanzia di un impiego futuro come ad esempio ingegneria. Allo stesso tempo anche coloro che decidono di non andare all’Università dovrebbero individuare il settore lavorativo nel quale specializzarsi, preferendo quelli in cui c’è maggiore richiesta.

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Data:

18 Agosto 2018