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Torna lo spettro degli euromissili

Torna lo spettro degli euromissili

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La corsa agli armamenti potrebbe riaprirsi. Dopo anni di reciproche accuse di violazione tra Usa-Russia, l’accordo sul disarmo nucleare che aveva segnato la fine degli euromissili – ovvero i missili a medio raggio installati da Stati Uniti e Unione sovietica sul territorio europeo – rischia di essere cancellato. Sabato il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’intenzione di ritirare gli Stati Uniti dal Trattato Inf siglato nel 1987. “La Russia ha violato l’accordo – ha detto il capo della Casa Bianca motivando la sua decisione – , l’hanno violata per molti anni”. “Noi – ha aggiunto – abbiamo onorato l’intesa, la Russia no”.

COSA PREVEDE IL TRATTATO INF – Il trattato Inf (Intermediate Range Nuclear Force) firmato da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov nel 1987 regola la messa al bando dei missili convenzionali e nucleari con un raggio di azione tra i 500 e i 5.500 chilometri impedendone lo sviluppo, la produzione, il dispiegamento o il possesso. L’intesa bilaterale, ritenuta il cardine del controllo degli armamenti, contribuì ad eliminare migliaia di missili terrestri schierati in Europa. La firma del trattato fu vista all’epoca come un momento spartiacque durante l’ultimo periodo della Guerra Fredda.

IL MISSILE RUSSO SOTTO ACCUSA – Sotto accusa da parte degli Usa è il nuovo missile intercontinentale russo 9M729, definito “invincibile” lo scorso marzo dal presidente Vladimir Putin, in occasione della sua presentazione. A inizio ottobre l’ambasciatore Usa alla Nato Kay Bailey Hutchison aveva sollecitato la Russia a porre fine allo sviluppo del missile che, denunciava Washington, viola il Trattato Inf.

BOLTON IN MISSIONE – Il consigliere per la sicurezza nazionale americano, John Bolton, è in queste ore a Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che il presidente Vladimir Putin vedrà Bolton. Il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, ha dichiarato all’agenzia Interfax di attendersi che Bolton “chiarisca in modo professionale l’esatto significato” della posizione di Trump sul Trattato Inf.

COSA C’E DIETRO LA DECISIONE DI TRUMP – Trump, spiegando le ragioni per cui intende abbandonare l’accordo, ha parlato di presunte violazioni del trattato da parte della Russia e anche dell’arsenale missilistico in possesso della Cina. Secondo l’opinione di diversi analisti, come riferisce la Cnn, sulla decisione della Casa Bianca di ritirare gli Stati Uniti dal trattato Inf, avrebbero pesato in maniera decisiva l’avversione dell’amministrazione Trump nei confronti degli accordi internazionali e la posizione in materia del consigliere per la sicurezza nazionale americano Bolton.

LA REAZIONE DELLA RUSSIA – Secondo Mosca il ritiro degli Stati Uniti dal Trattato Inf rende il mondo “più pericoloso” e costringerà la Russia ad adottare misure per ripristinare l’equilibrio delle forze e “garantire la sua sicurezza”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Peskov. Al momento, gli Usa non hanno ancora avviato alcun passo formale per il ritiro dal trattato, un procedimento poi che durerà sei mesi, si precisa. Peskov ha respinto categoricamente l’accusa di Trump secondo cui la Russia avrebbe violato l’Inf puntando al contrario il dito contro gli Stati Uniti e i loro missili intercettori dispiegati in Europa. “La Russia era e rimane impegnata a rispettare gli impegni previsti dal trattato”, ha aggiunto.

IL COMMENTO DI GORBACIOV – Mikhail Gorbaciov, che firmò il Trattato nel 1987 insieme a Ronald Reagan, ha denunciato una “mancanza di saggezza” da parte degli Stati Uniti nel voler abbandonarlo, “un errore“.

LA POSIZIONE DELL’EUROPA – Molti funzionari europei ricordano la crisi euro-missilistica degli anni ’80 innescata dal dispiegamento dei missili sovietici SS-20 e guardano con preoccupazione allo scenario che si sta delineando.L’Unione Europea sollecita Stati Uniti e Russia a mantenere l’Inf. “Stati Uniti e Russia devono rimanere impegnati in un dialogo costruttivo per mantenere l’accordo e per garantire la sua attuazione completa e verificabile, che ècruciale per la sicurezza dell’Europa e globale“, ha dichiarato la portavoce della politica estera Ue, Maja Kocijancic. “Ci aspettiamo che la Russia affronti i timori (degli Usa, ndr) riguardo all’attuazione del trattato in modo sostanziale e trasparente”, ha aggiunto. L’Inf, ha concluso, “ha contribuito alla fine della Guerra fredda” e grazie a questo trattato tremila missili con testate convenzionali e nucleari sono stati distrutti.

Ue boccia la manovra

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E’ arrivata la bocciatura della manovra italiana da parte dell’Ue. La Commissione Europea ha deciso nel collegio dei commissari di chiedere all’Italia di presentare entro tre settimane a Bruxelles un nuovo documento programmatico di bilancio, come adombrato nella lettera inviata la settimana scorsa al ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

“NESSUNA NUOVA BOZZA” – Ma autorevoli fonti di governo M5S fanno sapere che nessuna nuova bozza del documento verrà inviata dal governo italiano a Bruxelles. “Siamo sulla strada giusta e non arretriamo di un centimetro”, la convinzione dei 5 Stelle.

“Il 2,4 al momento non si tocca, certo” ha detto il premier Giuseppe Conte a Mosca, incontrando i giornalisti. “Visto l’approccio dialogante mio e del governo, non avrò difficoltà a parlare con i singoli leader per offrire le più ampie spiegazioni sull’indirizzo specifico di politica economica che facciamo con questa manovra” ha aggiunto il presidente del Consiglio. “È la prima manovra italiana che non piace alla Ue. Non mi meraviglio – ha scritto Luigi Di Maio su Facebook – è la prima manovra italiana che viene scritta a Roma e non a Bruxelles!”. “Con i danni che avevano fatto quelli di prima, non potevamo certo continuare con le loro politiche – ha affermato il vicepremier – Continueremo a raccontare alla Commissione europea cosa vogliamo fare con rispetto. Ma altrettanto rispetto ci deve essere nei confronti del popolo italiano e del governo che oggi lo rappresenta”. “Continuiamo a lavorare a testa alta per il bene dei cittadini”, ha concluso il ministro del Lavoro.

“Noi andiamo avanti con il sorriso, ce lo chiedono gli italiani. Siamo convinti di essere nel giusto” ha scritto su Instagram Matteo Salvini, postando una foto che lo ritrae sorridente con una banda tricolore nel sottopancia e l’hashtag #squadraItalia. “Dialogheremo in modo costruttivo” con la Commissione europea “ma fermi sulle nostre posizioni” ha detto a ’Porta a Porta’ il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. “Se sbagliamo – ha aggiunto – siamo disposti a correggere attivando dei meccanismi automatici di correzione della spesa”.

Il portavoce del ministero dell’Economia ha spiegato che l’opinione della Commissione Europea “era ampiamente prevista” e che il governo “resta impegnato in un dialogo costruttivo con l’esecutivo Ue” e “si prepara a rispondere entro tempi previsti”. La lettera, appena arrivata al Mef, sarà adesso oggetto di un’attenta analisi, nella convinzione comunque che crescita e stabilità sociale sono elementi sostanziali per la stabilità. Intanto la tabella di marcia parlamentare della Legge di Bilancio non subirà alcuna modifica e a giorni approderà alle Camere per iniziare il suo iter.

BORSA – Dopo la bocciatura della Commissione Europea lo spread tra Btp e Bund è salito a 318 punti con un rendimento del decennale del 3,595% e l’indice Ftse Mib ha chiuso con una flessione dello 0,86% a 18.802.

DOMBROVSKIS – “E’ con molto dispiacere che sono qui davanti a voi. Oggi, per la prima volta, la Commissione è costretta a richiedere a un Paese dell’Eurozona di rivedere il suo documento programmatico di bilancio – ha detto il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis in conferenza stampa a Strasburgo – Non vediamo alternative al richiedere al governo di farlo: abbiamo adottato un’opinione che dà all’Italia un massimo di tre settimane per presentare un documento programmatico di bilancio rivisto per il 2019″. “Purtroppo – ha aggiunto – i chiarimenti ricevuti ieri non sono stati convincenti abbastanza da farci cambiare la conclusione cui eravamo arrivati in precedenza, che sussista un’inosservanza particolarmente seria della raccomandazione fatta all’Italia dal Consiglio il 13 luglio scorso”.

Il governo italiano, ha rimarcato Dombrovskis, “sta andando apertamente e consapevolmente contro gli impegni che aveva preso nei confronti di se stesso e degli altri Stati membri dell’Eurozona”. L’Europa, ha continuato il vicepresidente della Commissione, “è costruita sulla cooperazione. L’area euro è costruita su forti legami di fiducia. Tutto questo è sostenuto dalle regole, che sono le stesse per tutti. Se la fiducia viene erosa, tutti gli Stati membri vengono danneggiati, la nostra Unione viene danneggiata”. Nello scorso maggio, ha ricordato Dombrovskis, “la Commissione Europea non ha proposto di aprire una procedura per deficit eccessivo legata al debito, principalmente perché l’Italia rispettava largamente gli impegni che aveva preso ai sensi del braccio preventivo del patto di stabilità. I piani attuali sono un cambiamento rilevante, che potrebbe richiedere una rivalutazione di quella conclusione. La palla ora è nel campo del governo italiano”.

MOSCOVICI – In conferenza stampa a Strasburgo il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, ha spiegato che la Commissione Europea “è estremamente unita” nella decisione di chiedere al nostro Paese un nuovo documento programmatico di bilancio. “Non è un caso borderline: la palla non tocca la linea, è lontana dalla linea” ha affermato Moscovici. Il commissario europeo ritiene che il ministro “Tria sia sempre un interlocutore credibile, legittimo. E speriamo che saprà convincere all’interno del governo italiano della necessità di proseguire il dialogo con la Commissione, per fare in modo che le priorità del governo italiano, che noi non mettiamo in discussione, siano compatibili con le regole comuni per il rispetto delle quali si sono impegnati tutti, Italia compresa”.

La Commissione Europea, ha precisato, “non mette in questione le priorità del governo italiano. E’ un governo legittimo e le sue priorità, che si tratti del rilancio degli investimenti o della lotta alla povertà, sono priorità in cui la Commissione non interferisce. Quello che ci preoccupa è un’altra cosa: è l’impatto di bilancio di queste politiche sui cittadini, sul popolo“. Comunque la decisione presa oggi “non è la fine della storia. E’ una tappa della procedura”. Quando “riceveremo”, entro tre settimane, un nuovo documento programmatico di bilancio, “lo analizzeremo. E il dialogo continua. La porta per il governo italiano resta aperta, in particolare a quello che è il nostro interlocutore naturale, il ministro delle Finanze Giovanni Tria”.

I RILIEVI DELL’UE – La Commissione Europea, nell’opinione con cui chiede all’Italia di presentare un documento programmatico di bilancio, sottolinea che “data la dimensione significativa dell’economia italiana nell’area euro, la scelta del governo” italiano “di aumentare il deficit di bilancio, sebbene debba far fronte alla necessità di affrontare problemi legati alla sostenibilità delle finanze pubbliche, crea rischi di ricadute negative (negative spill-overs, ndr) per gli altri Stati membri dell’Eurozona”.

Per la Commissione Europea, inoltre, “l’introduzione di un condono fiscale (tax amnesty, ndr) potrebbe scoraggiare il rispetto, già basso, delle norme fiscali, premiando implicitamente i comportamenti che non rispettano le leggi, compensando in gran parte l’effetto positivo del rafforzamento della fatturazione elettronica”.

E ancora, le misure incluse nel documento programmatico di bilancio indicano “un chiaro rischio di fare marcia indietro rispetto alle riforme che il Paese aveva adottato”. In particolare, “la possibilità di pensionamenti anticipati inverte la rotta rispetto a precedenti riforme delle pensioni che sottendono alla sostenibilità a lungo termine del consistente debito pubblico italiano”.

Italia: “La Francia respinge anche i minori”

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La Francia ha cercato di restituire all’Italia anche dei minorenni: è successo il 18 ottobre, dopo le 22,30, ma le autorità italiane avevano bloccato la procedura. È uno degli elementi emersi nel corso della visita di ieri degli esperti inviati dal Viminale a Claviere, dopo alcuni episodi di sconfinamento.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a quanto si apprende da fonti del Viminale, ha confermato la presenza fissa di una pattuglia al confine, ha ribadito l’invito a Roma per il suo omologo francese e ha chiesto ai tecnici di andare fino in fondo. Il sospetto del governo italiano è che le autorità francesi abbiano riportato dei cittadini stranieri in Italia in modo sbrigativo anche per eludere le procedure previste dal trattato di Dublino.

Magneti Marelli diventa giapponese

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Fiat Chrysler Automobiles sigla un accordo per la cessione del business della componentistica per autoveicoli Magneti Marelli a CK Holdings , holding diCalsonic KanseiCorporation, uno dei principali fornitori giapponesi di componentistica per autoveicoli. Al termine dell’operazione, CK Holdings sarà rinominata come Magneti Marelli CK Holdings.

Le attività congiunte di Calsonic Kansei e Magneti Marelli “rappresenteranno ilsettimo gruppo indipendente più grande al mondo per fatturato nella componentistica per autoveicoli”. Il controvalore dell’operazione, che dovrebbe concludersi nella prima metà del 2019, è pari a 6,2 miliardi di euro. L’accordo “rappresenta un’opportunità unica di combinare due business di successo per creare uno dei principali fornitori mondiali indipendenti di componenti automobilistici, con un fatturato complessivo di 15,2 miliardi di euro (1.975 miliardi di yen)”.

Nell’accordo c’è la volontà delle parti di mantenere le operation di Magneti Marelli in Italia e sostenere la sua presenza industriale e i livelli occupazionali. La nuova combinazione manterrà l’attuale sede operativa di Magneti Marelli a Corbetta, in provincia di Milano. La nuova entità opererà su quasi 200 impianti e centri di ricerca e sviluppo in Europa, Giappone, America e Asia-Pacifico. L’azienda combinata sarà guidata da Beda Bolzenius,attuale ceo di Calsonic Kansei, basato in Giappone. Ermanno Ferrari, ceo di Magneti Marelli, entrerà a far parte del board di Magneti Marelli CK Holdings.

“La combinazione con Calsonic Kansei, si è rivelataun’opportunità ideale per accelerare la crescita futura di Magneti Marellia beneficio dei suoi clienti e delle sue persone eccezionali. L’operazione riconosce anche il pieno valore strategico di Magneti Marelli ed è un altro importante passo nel nostro continuo focus sulla creazione di valore”, commenta MikeManley, ceo di Fca.

Per Bolzenius, “È entusiasmante creare una solida piattaforma per Calsonic Kansei e Magneti Marelli sulla quale lavorare insieme e creare un fornitore automobilistico competitivo che si trova in una posizione estremamente favorevole per entrare nella Top ten globale”. Questa è una giornata “di trasformazione sia per Magneti Marelli che per Calsonic Kansei, che creano così un business globale con una gamma eccezionale, presenza geografica, competenza e prospettive future”, le parole di Ermanno Ferrari.

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23 Ottobre 2018