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‘Trasformazione verso una società sostenibile e resiliente per tutti’

Quest’anno la finalità della piena inclusione dei soggetti con disabilità ha affrontato il tema della ‘Trasformazione verso una società sostenibile e resiliente per tutti’,che rappresenta un’importante riflessione su come la disabilità crei smarrimento e difficoltà piuttosto che diventare una sfida e un’opportunità positiva per la persona disabile, per la sua famiglia e per la società. La Giornata Internazionale è un appuntamento istituito nel 1981, in occasione dell’Anno Internazionale delle Persone Disabili, con lo scopo di promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità. Purtroppo, secoli di segregazione e di invisibilità ne hanno restituito un’immagine distorta, erigendo un muro di pregiudizi, anche inconsapevoli, difficili da abbattere nei sentimenti e nelle coscienze delle persone. Gli stereotipi negativi determinano e giustificano comportamenti personali e scelte politiche e sociali discriminanti.

cms_7875/2.jpg“Oggi, a condizioni idonee, le persone con disabilità studiano, lavorano, praticano sport, vanno in vacanza. – sostiene Fish Onlus (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – A condizioni idonee, le persone con disabilità frequentano cinema, teatri, musei, ristoranti. A condizioni idonee hanno amici, formano famiglie. Ma sono proprio quelle ‘condizioni idonee’ che troppo spesso mancano o sono compresse dalla carenza o assenza di investimenti e risorse”.

“Secondo una recente indagine ISTAT, vivono in Italia oltre 3 milioni di persone con gravi disabilità. Di queste, solo un milione e centomila fruiscono di indennità di accompagnamento – si legge sul sito della onlus – Oltre 200mila adulti vivono ancora in istituto o in RSA (residenze sanitarie assistenziali) e quindi in situazioni potenzialmente segreganti: a loro viene impedito di scegliere dove, come e con chi vivere. Molte altre persone sono segregate in casa, assieme alle loro famiglie, a causa dell’assenza di supporti, di sostegni, di opportunità”.

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“L’Agenda 2030, per lo Sviluppo Sostenibile, impegna a non lasciare nessuno indietro – chiarisce l’Onu in un messaggio – Le persone con disabilità, tanto come beneficiari quanto come agenti del cambiamento, possono tracciare velocemente il processo verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile e promuovere una società resiliente per tutti, includendo in questo processo anche la riduzione del rischio di disastro, l’azione umanitaria e lo sviluppo urbano. I governanti, per persone con disabilità e le loro organizzazioni, il mondo accademico e il settore privato hanno bisogno di lavorare come un’unica squadra per realizzare gli Obiettivi dello sviluppo sostenibile”.

Le iniziative dell’Onu a New York prevedono, a partire dal primo dicembre, eventi per celebrare la Giornata internazionale in tutto il mondo organizzati dal dipartimento per gli Affari economici e sociali (Desa), in collaborazione con gli Stati membri, le università, la società civile, le organizzazioni delle persone con disabilità e il settore privato. Per questo importante appuntamento, intanto, si è parlato di lavoro e di come sia possibile nella disabilità riuscire a mantenerlo. In Italia le persone disabili incontrano molte difficoltà: anche se c’è una legge specifica sull’inserimento lavorativo, la maggior parte di loro si sente esclusa da ogni opportunità. In occasione di questa Giornata, il Contact Center Integrato Super Abile INAIL ha organizzato a Roma un appuntamento dedicato proprio al lavoro delle persone disabili, per discutere del presente e tentare di comprendere come in futuro le cose cambieranno. In tutto il Paese si sono registrati per l’occasione momenti ricreativi e aggregativi che hanno coinvolto i centri afferenti supportati dal team specialistico di riferimento.

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Special Olympics, in collaborazione con Ikea Italia, ha organizzato un flash mob che si è svolto, ovviamente in contemporanea, in varie città d’Italia. Special Olympics promuove l’inclusione attraverso lo sport e da cinque anni è impegnata per valorizzare lagiornata del 3 dicembre.

Ricordiamo che la disabilità non è una colpa, ma uno stato di vita in cui le persone affrontano con enormi difficoltà ciò che per gli altri è normale, per questo rendiamo loro più umano lo sforzo e l’impegno. Il disabile è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane ed è spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale. La disabilità stessa viene vista in senso dinamico, in quanto non solo dipendente da stati patologici cronici, ma anche da fattori psichici e sociali, fattori necessariamente in costante evoluzione. Promuovere l’inclusione significa quindi lavorare per cambiare le regole del gioco e far sì che ogni persona, indipendentemente dalla propria condizione, non subisca trattamenti differenti e degradanti, non viva o lavori in luoghi separati ma abbia medesime opportunità di partecipazione e coinvolgimento nelle scelte che la riguardano. Significa agire nei confronti della società e dei territori per renderli inclusivi, cioè capaci di dare concretezza al diritto di cittadinanza di tutti, indipendentemente dalla loro condizione.

Data:

4 Dicembre 2017