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Tribunali: la Consulta boccia il referendum sul taglio

cms_303/tribunale_jpg.jpgLa Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum abrogativo delle norme sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Norme che prevedono di cancellare circa mille tra tribunali minori, sezioni distaccate di Corti d’appello e di giudici di pace. La sentenza, emessa oggi, sarà depositata “entro i termini previsti dalla legge”. A chiedere il referendum erano state, per la prima volta nella storia, nove regioni: Abruzzo, Piemonte, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Basilicata e Calabria. In particolare, la consultazione richiesta prevedeva di abrogare, spiega la Consulta in una nota, “l’art. 1, commi 2, 3, 4, 5, 5-bis della legge 14 settembre 2011, n.148 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 agosto 2011, n.13, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari); l’intero decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’art. 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n.148); l’intero decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156 (Revisione delle circoscrizioni giudiziarie -Uffici dei giudici di pace , a norma dell’art. 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148)”.

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1 Giugno 2014