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TRIESTE “30 E LODE AMMINISTRATA!!!…TARANTO ZERO “CONDOTTA”???

La competizione elettorale per il rinnovo della conduzione dei Comuni è alle porte; essendo tempo di rendiconti e di pagelle, di MERITO o DEMERITO, stilate dall’ineludibile opinione popolare in base alla prova del nove che, rispetto alle prospettive secondo le promesse elettorali sulla soglia dell’ormai trascorso mandato, sarà ravvisata proprio nelle condizioni in cui risulterà lasciato il contesto rispetto al quale era stato dato onore-onere ad un “primo cittadino”, con primaria incombenza di coordinare i servizi che discendono dal “Palazzo”.
Al riguardo, cosa potrà mai dire il cittadino riguardo alla sua Trieste, pur se oggi toccata dalla crisi globale che investe il Paese?
Anche se portato a guardare la propria città con l’occhio critico di chi auspica sempre il meglio; comunque, aldilà della preferenza espressa nelle urne della precedente tornata elettorale, quand’anche sia risultata vincente altra collegata ad un partito diverso da quello cui si tendesse, non ci sarà Triestino che non si dirà orgoglioso di come la sua città si mostra al forestiero, “incantato” davanti allo “scrigno” urbano dei raffinati gioielli di quella edilizia, di chiara origine Asburgica, il cui fascino è perpetrato dalla continua cura che preserva strutture e decori. Altresì, nessun Triestino avrà da lamentarsi di come gli venga pianificata la quotidianità: tanto grazie ai trasporti pubblici che risultano rispettare puntualmente gli orari delle tabelle di marcia; quanto in virtù di tutti gli altri servizi di cui la città è ben dotata e controllata nel suo complesso dall’Amministrazione Comunale che, in più, si fa artefice di programmazione e coordinamento di ogni attività, soprattutto in ambito culturale, per una sempre crescente promozione del territorio.

Di contro, ben altro avrebbero da dire quei cittadini Tarantini che si fossero ritrovati costretti a commisurare l’amore per la propria città con la sensazione di un continuo patito tradimento rispetto ad una attesa di vivibilità che, proprio nel luogo di residenza, fosse stata carente complessivamente in tutti quegli ambiti rispetto ai quali si comprometterebbe il quotidiano vivere di una comunità; come, ad esempio, nel caso delle difficoltà di spostamento in dipendenza di trasporti pubblici la cui puntuale frequenza, alle varie fermate, spesso fosse stata sostanzialmente un’alea anche quando le tabelle, in ultimo apposte per una efficienza ancora a venire, avessero dato l’indicazione di un presunto orario di arrivo dei bus di linea urbana. Ma, a dire di contrariati cittadini, sarebbe stata ancora meno tollerabile una imperante “sudditanza” alla endemica mancanza di controllo del rispetto delle regole di un vivere civile; in particolar modo nel borgo antico che avrebbe dovuto essere debito “fiore all’occhiello” della città; invece, essendosene dovuto vedere l’usufruire da parte degli abusi di ogni genere, quali:
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autoveicoli sempre indisturbati nell’ostacolare addirittura il transito pedonale;
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cancellate e porte abusive in vicoli aventi targa toponomastica ma trasformati ad uso privato, addirittura con finalità di usucapione,
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all’unisono con l’impossessamento arbitrario di proprietà private o pubbliche, depredate di ringhiere in ferro dai balconi e di infissi esposti alla pubblica fede come porte prospicienti la strada;
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oppure stabili, interdetti ai proprietari anche per la invalidata serratura esterna; comunque, con androne “frequentato” per vie traverse, persino per occultare componenti di autoveicoli di cicli e moto di dubbia provenienza.
Con il risultato di esposizione a grave pregiudizio per proprietari “ostaggi” di intimidazioni a fronte di sollecitati “interventi” in difesa di proprietà sostanzialmente loro sottratte; di contro al “quieto vivere” di certe aspettative di usucapione nel mentre non sia disdegnata la residenza ottenuta presso proprietà comunali; rispetto alle quali avesse, addirittura, colto di sorpresa la richiesta, intervenuta in questo tempo di rendiconti, di un canone di locazione, per quanto irrisorio, ma prima non esatto.
Tutto ciò, in un territorio complessivamente svilito dalla barbarie sentitasi libera di contaminare luoghi trasformati in discariche a cielo aperto:
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così per la refurtiva di infissi trafugati per accendere falò in“onore”del Santo,
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come per ogni tipo di immondizie lasciate ad accumularsi anche per un mese e mezzo dopo essere state tirate fuori da un immobile fatto oggetto di occupazione chiudendolo con due ante di risulta dopo averne forzato la originaria porta in ferro.
Rispetto alla deprecabile situazione di tale paradossale contesto in cui i cittadini si fossero ritrovati danneggiati in ogni senso; al fine di tentare di recuperare una pagella di qualche merito; certamente non servirebbe che, dopo anni del perdurare di troppe situazioni al limite, con pregiudizio del quieto vivere civile; per giunta, alla fine di un mandato pubblico,
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si mostrassero ingaggiati maschi e femmine bardati da Ausiliari, anche preposti a “promuovere” l’eliminazione della discarica lasciata indisturbata per quarantacinque giorni;
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con tardiva risoluzione dopo due settimane dall’avvicendamento di più “controllori”, per “contemplazione” e presa d’atto; laddove, evidentemente, mai spesa prima quella Vigilanza della Polizia Urbana non fatta mancare, invece, all’interno del Palazzo e a protezione dello stesso che, al pari di una dimora di Monache di Clausura, normalmente fosse stato tenuto serrato.
cms_3930/Foto_10_Cavallo.jpg Ne consegue che, mentre sarebbe presumibile una pagella di “30 e lode” per una Trieste ammirata da tutti per l’alto grado di vivibilità; proprio una guida illuminata, come quella che ha contraddistinto la splendida città Giuliana, dovrebbe sapersi auspicare da parte dei Tarantini che, forse, finalmente riuscirebbero a mostrare ai forestieri una città che non appaia sempre e così palesemente “zero…condotta”, residenza di taluni mai riscattatisi dall’essere discendenti di quei ribaldi e di quei defedati che, su questa bella terra baciata dal sole e dal mare, giunsero dalla nobile Sparta da cui avevano dovuto andare via perchè, finanche di quella madre-terra, erano stati una indegna genìa.

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Data:

14 Maggio 2016