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Trump a Fauci: “Sulle scuole non siamo d’accordo”(Altre News)

Trump ancora contro Fauci: “Sulle scuole non siamo d’accordo”

Nuovi contrasti tra Donald Trump e Anthony Fauci, dopo che nella sua audizione al Senato il virologo aveva invitato alla cautela riguardo, tra l’altro, a una prematura riapertura delle scuole. “Dobbiamo riaprire le scuole, dobbiamo riaprire il Paese”, ha detto il presidente Usa in un’intervista a Fox Business. “Sono completamente in disaccordo con lui sulle scuole”, ha detto ancora Trump riferendosi a Fauci.

Il presidente Usa, al contrario del virologo che guida la task force della Casa Bianca contro il Covid-19, non ritiene che il virus sia particolarmente pericoloso per i più giovani. “Credo che dobbiamo riaprire le scuole, i giovani sono colpiti molto poco” dal virus, ha detto Trump nell’intervista, dopo che già mercoledì aveva definito “inaccettabile” l’intervento di Fauci davanti alla commissione senatoriale.

Bce:”Massimo impatto pandemia nel secondo trimestre 2020″

“Il pil in termini reali dell’area dell’euro ha subìto una brusca contrazione nel primo trimestre del 2020, riflettendo in particolare l’impatto del coronavirus e delle relative misure di contenimento” con un calo del 3,8% sul periodo precedente. Gli indicatori economici, in particolare quelli relativi alle indagini, hanno recentemente mostrato diminuzioni senza precedenti, segnalando un forte calo del prodotto nel prossimo periodo”. Lo scrive la Bce nel Bollettino Economico appena diffuso segnalando come “l’impatto massimo della pandemia di COVID-19 si manifesterà probabilmente nel secondo trimestre del 2020”.

L’epidemia di coronavirus ha paralizzato l’economia e il commercio a livello mondiale.Le misure adottate dai governi per contenere la diffusione del virus sono un fattore determinante della brusca diminuzione dell’attività economica nel breve periodo” ma “i dati ricavati dalle indagini indicano che le ricadute economiche delle misure di contenimento saranno probabilmente repentine e profonde”, afferma la Banca Centrale Europea, evidenziando che “le misure incisive e mirate di politica monetaria adottate dall’inizio di marzo hanno fornito un sostegno essenziale all’economia dell’area dell’euro”.

Pompeo alla Cina: “Basta tentativi hacker di rubare nostre ricerche”

Dura condanna del segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, dei “tentativi di attori informatici e di collettori non tradizionali affiliati con la Repubblica popolare cinese di rubare proprietà intellettuali Usa e dati relativi alle ricerche sul Covid-19”. La condanna di Pompeo giunge dopo l’allarme lanciato ieri dall’Fbi e dal dipartimento della Sicurezza interna. “Gli Stati Uniti – si legge in una nota del dipartimento di Stato – chiedono alla Cina di cessare questa attività malevola”.

Come sottolinea l’allarme lanciato dall’Fbi e dal dipartimento della Sicurezza interna Usa, ricorda la nota del dipartimento di Stato, “il potenziale furto di queste informazioni mette a rischio la realizzazione di opzioni terapeutiche sicure, effettive ed efficaci”. Per il dipartimento di Stato Usa, “il comportamento della Cina nel cyberspazio è un’estensione delle sue azioni controproducenti durante tutta la pandemia di Covid-19”.

“Mentre gli Stati Uniti e i nostri alleati e partner stanno coordinando una risposta collettiva e trasparente per salvare vite – afferma Pompeo – la Cina continua a mettere a tacere gli scienziati, i giornalisti e i cittadini e a diffondere disinformazione, esacerbando i pericoli di questa crisi sanitaria”.

Sanofi: “Vaccino prima agli Usa”. Poi la marcia indietro

Il colosso farmaceutico francese Sanofi è finito nella bufera dopo che l’amministratore delegato, Paul Hudson, aveva fatto sapere che gli Stati Uniti avrebbero ottenuto per primi il vaccino anti-Covid su cui l’azienda sta lavorando. Oggi poi la marcia indietro: il presidente di Sanofi France, Olivier Bogillot, ha assicurato alla televisione Bfmtv che, “se gli europei lavorano rapidamente come gli americani” nel sostenere la ricerca, potrebbero ottenere il vaccino allo stesso tempo.

Hudson aveva detto ieri all’agenzia di stampa Bloomberg che il governo degli Stati Uniti aveva “diritto al maggior pre-ordine perché ha investito nell’assunzione del rischio” legato alla ricerca. Il vantaggio statunitense, secondo le dichiarazioni, sarebbe potuto essere di giorni o settimane. Una dichiarazione stigmatizzata come “inaccettabile” dalla sottosegretaria all’Economia francese, Agnès Pannier-Runacher. Mentre il primo ministro francese Edouard Philippe ha fatto sapere che il presidente di Sanofi, Serge Weinberg, gli ha dato “tutte le assicurazioni necessarie” sulla disponibilità in Francia di qualsiasi vaccino contro il nuovo coronavirus sviluppato dall’azienda. “Come ha affermato” il presidente “Emmanuel Macron, un vaccino contro Covid-19 deve essere un bene pubblico globale”, ha twittato Philippe. “La parità di accesso al vaccino per tutti non è negoziabile”.

Sanofi sta lavorando a due potenziali vaccini contro il coronavirus, uno dei quali in collaborazione con la Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda) americana. In una dichiarazione inviata via e-mail nella serata di ieri, Sanofi ha affermato che la sua produzione negli Stati Uniti sarebbe destinata principalmente al mercato Usa, mentre gli altri siti avrebbero coperto Europa e resto del mondo.

La prossima settimana Macron incontrerà i vertici della società per ottenere spiegazioni più esaustive. Il Presidente, spiegano fonti dell’Eliseo, è rimasto molto “colpito” dalla vicenda, profondamente convinto che un vaccino sia “un bene comune, estraneo alle leggi di mercato”.

“Per noi sarebbe inaccettabile che un paese o un altro abbiano accesso prioritario per ragioni finanziarie”, ha dichiarato la vice ministra delle Finanze francese, Agnès Pannier-Runacher, precisando di aver ricevuto assicurazioni della società e ricordando che le sue fabbriche sono in Francia. Sanofi aveva chiesto anche all’Unione europea l’apertura di una linea di credito per lo sviluppo del vaccino, come ha fatto con CureVac, la società tedesca a cui è stato garantito un fondo di 80 milioni di euro. Senza ottenere risposta.

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Data:

15 Maggio 2020