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Trump a Riad: “Guerra al terrorismo non è contro l’Islam”

cms_6314/_tn_1.jpgI Paesi arabi e a maggioranza musulmana devono “confrontarsi in modo onesto con la crisi che l’estremismo islamico e i gruppi terroristici islamici provoca”. E’ quanto ha detto Donald Trump nel discorso pronunciato al Summit arabo islamico americano in corso a Riad, come già anticipato dalla Casa Bianca. Il confronto, per Trump, “significa ergersi insieme contro l’assassinio di musulmani innocenti, l’oppressione delle donne, la persecuzione degli ebrei ed il massacro dei cristiani”.

Cacciateli dai vostri luoghi di preghiera, dalle vostre comunità, dai vostri Paesi, dalla Terra Santa”, questo l’appello che Trump ha rivolto ai leader arabi e dei paesi islamici presenti.

“Ogni Paese deve impegnarsi affinché i terroristi non trovino più rifugio nel loro territorio”, ha aggiunto ricordando che se il terrorismo è una piaga che colpisce tutto il mondo, citando i principali attacchi negli Usa a cominciare dall’11 settembre e “l’indicibile orrore” degli attacchi recenti in Europa, ma ricordando che il “95% delle vittime del terrorismo sono nei Paesi musulmani”.

“Il terrorismo si è diffuso in tutto il mondo, ma la via della pace inizia proprio qui in questa terra antica, in questa terra santa”, ha detto ancora Trump, che ha sottolineato di aver voluto iniziare il suo primo viaggio in Arabia Saudita per portare un “messaggio di pace, di amicizia, di amore”. Un viaggio, ha ricordato ancora, che lo porterà poi a Gerusalemme ed a Roma, le altre due capitali delle maggiori fedi monoteiste: “Se queste fedi potranno cooperare insieme, la pace sarà possibile, anche la pace tra israeliani e palestinesi”.

La guerra all’estremismo “non è una battaglia tra fedi diverse, tra diverse sette o diverse civiltà, ma è una battaglia tra il bene il male“, ha poi detto Trump come anticipato, sottolineando che la lotta al terrorismo è “una battaglia tra criminali barbari che vogliono cancellare la vita umana e persone decenti di tutte le religioni che vogliono proteggerla”.

Come specificato ieri dal consigliere per la Sicurezza nazionale, il general H.R. McMaster, Trump non ha usato la formula “terrorismo radicale islamico” che il presidente ha da tempo adottato in opposizione alle formule usate dall’amministrazione Obama.

E, in effetti, il presidente Usa utilizza l’aggettivo ’islamist’ e non ’islamic’, cioè islamista e non islamico, per indicare l’estremismo da contrastare, come stanno facendo notare i commentatori americani sottolineando che il primo termine è più politico ed ha meno connotazione religiosa.

“Non siamo qui – ha continuato il presidente Usa – per farvi una lezione, per dire agli altri popoli come vivere, quello che devono fare, essere o come devono pregare. Ma siamo qui per offrirvi un’alleanza, basata su valori ed interessi comuni per ottenere un futuro migliore per tutti noi”.

Parlando dell’alleanza offerta ai Paesi arabi, Trump, sottolinea come questa sia ispirata “ad un realismo guidato da principi, e fondata su valori comuni ed interessi condivisi”.

“I nostri amici non dubiteranno mai del nostro sostegno ed i nostri nemici della nostra determinazione, la nostra alleanza rafforzerà la sicurezza attraverso la stabilità – continua – noi prederemo le decisioni sulla base dei risultati del mondo reale, non un’ideologia inflessibile. E saremo guidati dalle lezioni dell’esperienza, e non dai limiti di un pensiero rigido. E dove sarà possibile noi cercheremo riforme graduali e non interventi improvvisi”.

Parole che, ad una prima lettura, suonano insieme una critica sia all’esportazione della democrazia di George Bush che al sostegno dato da Barack Obama alle primavere arabe

“L’America è pronta a stare al vostro fianco – assicura Trump -, ma le nazioni del Medio Oriente non possono aspettare la forza americana per schiacciare questo loro nemico. Le nazioni del Medio Oriente devono decidere quale tipo di futuro vogliono per loro, per i loro Paesi, per i loro figli”, afferma nel discorso incentrato sul lancio di una nuova alleanza nella lotta al terrorismo.

“Un nuovo spirito di ottimismo sta attraversando l’America”, ha poi detto detto Donald Trump ai leader dei paesi arabi e musulmani, parlando dei primi mesi della sua presidenza che avrebbero permesso la creazione di “un milione di posti di lavoro” e centinaia di miliardi di dollari per la ripresa degli investimenti soprattutto nel settore della Difesa.

A questo proposito, Trump è tornato a sottolineare l’importanza dell’accordo con l’Arabia Saudita per vendita di equipaggiamento militare per 110 miliardi di dollari: “Aiuteremo i nostri amici sauditi a fare buoni affari con nostre industrie militari che sono le migliori del mondo”.

Gentiloni da Macron: “Insieme per un’Europa più forte”

cms_6314/macron_gentiloni.jpg“Sono certo che l’Italia e la Francia lavoreranno insieme per un’Europa più forte e vicina a cittadini”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa con il presidente francese Emanuel Macron, a Parigi. “Sarà una gioia lavorare insieme”, scandisce il Presidente del Consiglio.Per il premier italiano, l’elezione di Macron “è stata un’iniezione di fiducia e speranza per l’Europa” che “ora va investito in direzione comune”. Innanzitutto, prosegue, “quella per integrare le azioni in termini di difesa e sicurezza”. Questo, dice, ribadendo che “tutti gli Italiani mantengono nel cuore l’impegno contro il terrorismo”. Gentiloni parla di un capitale di fiducia che va utilizzato anche “per una politica comune sui migranti” e per “un ulteriore sviluppo” dell’integrazione comunitaria “verso l’Unione bancaria e fiscale”. Secondo il premier è necessario “andare nella giusta direzione su regole comuni che l’Italia intende rispettare”.

Le richieste di aiuto dell’Italia sui migranti “saranno ascoltate”, assicura Macron, parlando delle sfide che attendono l’Europa e, in particolare, di quelle che “affronta l’Italia in tema di immigrazione” e aggiungendo: “Parleremo delle regole per proteggere gli Stati più sottoposti alle pressioni migratorie”.

“Abbiamo un’agenda densa su temi importanti – continua il presidente francese -, dal clima all’immigrazione e, naturalmente all’Europa. E l’auspicio è di lavorare in stretta collaborazione con l’Italia, la Germania e tutti coloro che condividono i nostri valori per rilanciare l’Europa”.

Pyongyang non si ferma, lanciato nuovo missile

cms_6314/nordcorea_missile_balistico_xin-kTtD--1280x960@Web.jpgLa Corea del Nord ha condotto un altro test missilistico, lanciando un “proiettile non identificato” da un sito nella provincia di South Pyongan. Lo riporta l’agenzia Yonhap.Fonti della Casa Bianca hanno riferito alla Cnn che il nuovo “proiettile” è un missile balistico a medio raggio, un sistema d’arma che la Corea del Nord ha testato lo scorso febbraio.La notizia del lancio è stata data dagli Stati Maggiori Riuniti sudcoreani, che non avevano però identificato il tipo di missile che avrebbe coperto una traiettoria di circa 500 chilometri.

“Le nostre forze stanno monitorando attentamente la Corea del Nord e si mantengono pronte”, conclude la dichiarazione di Seul. E’ il secondo lancio effettuato da Pyongyang dall’insediamento nei giorni scorsi del nuovo presidente sudcoreano Moon Jae-in che è un sostenitore della politica del dialogo con il Nord.

Dopo il nuovo lancio missilistico da parte di Pyongyang, Moon Jae-in ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio Nazionale di Sicurezza.Intanto, il Giappone ha fatto sapere che il missile è caduto nel Mar del Giappone senza però raggiungere le acque territoriali giapponesi.

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22 Maggio 2017