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TRUMP: APPELLO AL VOTO PER I DETENTORI DI ARMI

È nota la grande importanza delle lobbies delle armi negli Stati Uniti e l’influenza esercitata nel corso delle campagne elettorali non solo dagli industriali, ma anche dai semplici detentori. Se queste categorie, poi, vengono ritenute non particolarmente attive, sono sistematicamente sollecitate nell’indirizzo del proprio voto per il candidato di turno che offra promesse, o garanzie, per il settore.

È oggi Donald Trump che, forte del sostegno incassato da parte della National Rifle Association, nota e importante organizzazione americana che promuove il diritto di possedere e portare armi da fuoco, si rivolge ai loro proprietari allarmandoli per il caso di vittoria del suo sfidante Joe Biden: “se otterrà di restare altri quattro anni verranno a prendervi le armi, è sicuro al 100%”, ha affermato nel corso della convention annuale della Nra tenutasi a Dallas. Joe, definito “corrotto”, “ha alle spalle 40 anni di tentativi di sottrarre le armi da fuoco dalle mani di cittadini rispettosi della legge”, ha proseguito Donald, ragion per cui è necessario che questi cittadini esprimano il proprio voto. “Dobbiamo convincere i proprietari di armi a votare”, ha proseguito infatti il tycoon.

Trump ha parlato di una potenziale messa in pericolo dello stesso secondo emendamento della Costituzione, che riconosce il “diritto del popolo di detenere e portare armi” quale misura “necessaria alla sicurezza di uno Stato libero” e che, come tale, “non potrà essere violato”. Tale garanzia potrebbe invece venire meno nel caso di rielezione di Biden, afferma Trump, insinuando questo timore in questa ampia e importante fetta di elettorato.

La ritrosia dell’attuale presidente Biden per l’uso e l’eccessiva liberalizzazione delle armi è altrettanto nota, avendo anche promosso e sostenuto diverse misure che, sia pur in tono minore, potessero arginare la violenza delle armi da fuoco dallo stesso definita un’“epidemia” e “fonte di imbarazzo per gli Stati Uniti nel mondo”. I fatti di cronaca legati al loro uso sono quotidiani e causano in America almeno 40mila morti all’anno. Con una serie di provvedimenti, nel corso della sua presidenza, Biden ha provato a ridisegnare, sia pur timidamente, la normativa del settore – peraltro molto frammentaria -, specie quella che concerne le armi d’assalto e ricevendo, come prevedibile, la ferma opposizione non solo della destra repubblicana ma anche di varie associazioni, tra cui proprio la NRA citata, la quale si era dichiarata, giusto per restare in tema, “pronta a combattere”.

La politica proclamata poneva l’accento sulla necessità di dare una stretta all’imperversante violenza, esacerbata da un uso delle armi da fuoco pressoché indiscriminato per via dell’assenza di controlli sugli stessi acquirenti. Secondo un report risalente allo scorso anno, pubblicato dall’istituto Small Arms Survey di Ginevra, negli Stati Uniti vi sono 393,3 milioni di armi su 330 milioni di abitanti. Una sproporzione che fa paura. E, come sottolineò il New York Times, in virtù di una terrificante spirale psicologica, per ogni fatto violento legato all’uso delle armi si genera un ulteriore incremento delle vendite.

Trump ha una visione opposta: piuttosto, quale soluzione al dramma delle stragi scolastiche che piega ogni anno gli States, si devono promuovere dei precisi programmi statali con i quali insegnare ai docenti a sparare correttamente. E, anche se secondo un sondaggio Gallup del 2020 (noto istituto statunitense per le statistiche e l’analisi dell’opinione pubblica) il 57% degli americani è favorevole all’introduzione di leggi più severe sul controllo delle armi, sono associazioni come la stessa Nra a prendere sottobraccio il tycoon, avendo tra l’altro già finanziato la sua campagna elettorale nel 2016 con 30 milioni di dollari. D’altronde, le persone della Nra sono state dallo stesso definite “patriote”, “fantastiche” con le quali si faranno “cose che nessuno può credere”.

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America si terranno il prossimo 5 novembre ed al momento, secondo gli ultimi sondaggi, tra i due candidati Biden e Trump si registra un leggero vantaggio di quest’ultimo, considerato avanti in almeno 5 dei 6 Stati cosiddetti in bilico e che, probabilmente, influiranno sull’elezione del 47esimo presidente della storia del paese a stelle e strisce.

Data:

21 Maggio 2024
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