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Trump: “Big Hi Tech vogliono censurare le elezioni” (Altre News)

Ira Trump: “Big Hi Tech vogliono censurare le elezioni”

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“I big dell’Hi Tech stanno facendo tutto quello che è in loro potere per censurare le elezioni del 2020. Se accadrà, non avremo più la nostra libertà. Non permetterò mai che accada”. Lo ha dichiarato in un tweet il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo le minacce di prendere iniziative contro tutti i social media a seguito della decisione della piattaforma di microblogging di inserire il fact checking sui suoi ’cinguettii’ per smentire le fake news.

“Ci hanno provato nel 2016 e hanno perso. Ora stanno diventando completamente pazzi. Restate sintonizzati”, ha aggiunto Trump.

Ue lancia piano da 750 miliardi, Italia prima beneficiaria

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La Commissione Europea ha presentato l’attesissima proposta sul piano per la ripresa dell’economia dalla recessione provocata dalla pandemia di Covid-19, che rischia, nello scenario peggiore, di far crollare il Pil del 16% nel 2020. La Commissione, ha spiegato nella plenaria del Parlamento Europeo la presidente Ursula von der Leyen, propone un nuovo strumento per la ripresa, chiamato Next Generation Eu, finanziato a debito del valore di 750 mld di euro, 500 mld dei quali trasferimenti a fondo perduto e 250 mld di prestiti.

Lo strumento si aggiungerà, e andrà a rinforzare un bilancio Ue per il 2021-27 di 1.100 mld di euro. Il pacchetto di Next Generation Eu, insieme all’Mff, arriverà a 1.850 mld, che si aggiungono ai 540 mld di prestiti previsti nelle misure già varate con i piani della Bei, il piano Sure e le linee di credito del Mes. L’Italia, Paese più colpito dalla pandemia, è il primo beneficiario di Next Generation EU, con 172,7 mld di euro su 750. Segue, con 140,4 mld, la Spagna, poi la Polonia con 63,8 mld e la Francia, con 38,7 mld.

Dilaga la protesta a Hong Kong, oltre 300 arresti

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Non si ferma la protesta a Hong Kong. Con una nota diffusa via Facebook la polizia ha confermato che sono più di 300 le persone arrestate da questa mattina, compreso un 14enne. La maggior parte delle persone fermate è accusata di aver “partecipato a raduni non autorizzati”. Le tensioni si concentrano nelle zone di Central, il cuore di Hong Kong dove la polizia ha usato proiettili urticanti per disperdere i manifestanti, Causeway Bay e Mong Kok.

“Vogliamo difendere la nostra libertà di espressione”, ha detto una 22enne da Central in dichiarazioni raccolte dal South China Morning Post. “Questa non sarà più Hong Kong – ha aggiunto – diventerà solo un’altra città cinese”. Le tensioni sono alle stelle per la legge sulla “sicurezza nazionale” voluta da Pechino per l’ex colonia britannica. La piazza contesta anche il controverso disegno del ’National Anthem Bill’ per far rispettare anche a Hong Kong l’inno nazionale cinese, la ’Marcia dei Volontari’.

Il South China Morning Post parla anche di un tentativo di bloccare Portland Street con i manifestanti dispersi dalla polizia, alcuni in possesso di molotov. In strada, ha riportato la Bbc, ci sono i reparti antisommossa e barriere di plastica riempite di acqua.

Negli ultimi giorni sui social media, scriveva lunedì il South China Morning Post, si sono ricorsi gli appelli a circondare il Consiglio legislativo, come avvenne il 12 giugno dello scorso anno quando in migliaia circondarono il ’LegCo’ all’epoca della contestata legge sull’estradizione di sospetti verso la Cina. Oggi le tensioni sono alle stelle per la legge sulla “sicurezza nazionale” voluta da Pechino per l’ex colonia britannica.

Intanto, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di Hong Kong, Donald Trump ha annunciato che “stiamo facendo qualcosa”. “Penso troverete tutto molto interessante, ma non ne parlerò oggi, lo farò nei prossimi due giorni”, ha detto nelle ultime ore il presidente americano nelle dichiarazioni riportate dalla Cnn. L’annuncio, ha poi aggiunto, arriverà “prima della fine della settimana”.

Immediata la risposta di Pechino che ha minacciato l’adozione delle “contromisure necessarie” denunciando “interferenze di forze esterne” nelle questioni di Hong Kong. La “risposta” americana alla legge sulla “sicurezza nazionale” voluta da Pechino per Hong Kong “rivela le arie di superiorità degli Stati Uniti”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian, ribadendo che la nuova legge sulla “sicurezza nazionale” a Hong Kong riguarda “esclusivamente gli affari interni della Cina”, che non tollera “interferenze”. “Se alcuni insisteranno danneggiando gli interessi della Cina – ha aggiunto nelle dichiarazioni riportate dal Global Times – la Cina prenderà certamente tutte le misure necessarie per rispondere con fermezza”. Zhao ha insistito sulla determinazione del gigante asiatico a “tutela della sovranità nazionale” e della “sicurezza” e sul principio ’un Paese, due sistemi’.

Dalla Cina è anche arrivato apprezzamento per la posizione russa espressa dal capo della diplomazia Sergei Lavrov, che ieri ha ribadito come per Mosca le questioni relative a Hong Kong siano “affari interni della Cina”.

Hong Kong, Pompeo: “Non è più autonoma dalla Cina”

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Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha informato il Congresso che Hong Kong non può più mantenere il trattamento speciale che gli assegna la legge americana, dato che non si può più ritenere che l’ex colonia britannica abbia un alto grado di autonomia dalla Cina.

“Se un tempo gli Stati Uniti speravano che una Hong Kong libera e prospera sarebbe stata un modello per la Cina autoritaria, è ora chiaro che la Cina sta plasmando Hong Kong su sé stessa”, si legge in una dichiarazione diffusa da Pompeo, mentre Pechino sta cercando di imporre nel territorio la legge nazionale sulla sicurezza.

Al dipartimento di Stato viene chiesto dalla legge di valutare “l’autonomia di questo territorio dalla Cina”, spiega il comunicato in cui Pompeo “certifica al Congresso” che Hong Kong non merita più di mantenere più il trattamento speciale finora mantenuto. “Nessuna persona ragionevole può asserire che Hong Kong mantenga un alto grado di indipendenza dalla Cina, dati i fatti sul terreno”, afferma il capo della diplomazia americana. Che aggiunge: “Gli Stati Uniti sono a fianco del popolo di Hong Kong”.

Iran, fugge a 14 anni con il suo amore: decapitata dal padre

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Si chiamava Romina Ashrafi. Aveva solo 14 anni. E’ stata brutalmente uccisa dal padre ed è la Bbc a raccontare la sua storia che dall’Iran fa il giro del mondo. Romina, secondo le ricostruzioni di media locali, era fuggita dalla sua casa nella provincia di Gilan, nel nord della Repubblica Islamica, con il suo amore, un 35enne, dopo che il padre si era opposto alle nozze. La loro fuga è finita quando sono stati individuati dalla polizia. Romina era stata riportata a casa e sembra avesse detto di temere per la sua vita.

La notte di giovedì scorso sarebbe finita nel mirino delle ire del padre mentre era nel suo letto. Secondo il sito Gilkhabar.ir, è stata “decapitata” con una falce e il padre ha “confessato” uscendo di casa “con la falce in mano” ed è stato arrestato.

“Romina non è la prima e non sarà l’ultima delle vittime dei delitti d’onore”, ha twittato Shahindokht Molaverdi, ex vice presidente con delega per gli Affari femminili e la famiglia e oggi segretario dell’Iran’s Society for Protecting Women’s Rights. Molaverdi chiede leggi più dure. In Iran, sottolinea la Bbc, un uomo condannato per l’uccisone della figlia rischia dai tre ai dieci anni di carcere.

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28 Maggio 2020