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TRUMP-CLINTON: LA SFIDA E’ NEL PIENO

L’attesissimo secondo round del dibattito Trump-Clinton si è tenuto nella notte dello scorso 10 ottobre a St. Louis (Missouri), nell’auditorium della G.Washington University. A meno di un mese dalle presidenziali USA, i toni tra i candidati appaiono freddi, ma pacati. Niente stretta di mano ad aprire il confronto, solo cenni di saluto e sorrisi forzati.

Lo scontro, trasmesso in diretta dalla NBC, ha seguito la formula “town-hall”, chiamando il pubblico a porre delle domande ai due sfidanti. Nei 90 minuti a disposizione, Donald e Hillary hanno fatto in modo di scambiarsi accuse reciproche, passando rapidamente da un argomento all’altro.

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Tema “caldo” nella prima mezz’ora di dibattito, il recente scandalo sessuale che ha travolto il candidato repubblicano lo scorso weekend: un video, datato 2005, in cui il tycoon si lascia andare a dichiarazioni volgari nei confronti del genere femminile, dialogando amichevolmente con Billy Bush prima di un’intervista al programma televisivo “Access Hollywood”. “Le sono saltato addosso. Ci ho provato e riprovato, ma non è andata. Era sposata. […] Sono attratto dalle belle donne e comincio a baciarle subito, è come una calamita. Quando sei una star puoi fare loro quello che vuoi”: queste alcune delle parole di Trump, ad appena tre mesi dal matrimonio con l’attuale moglie, la modella di origini slovene Melania Knauss. Dopo la pubblicazione del filmato ad opera del Washington Post, lei stessa lo ha definito “inaccettabile ed offensivo”, ma ha assicurato di aver perdonato il marito, invitando la popolazione a fare altrettanto. La Clinton ha invece colto la palla al balzo, pubblicando la registrazione “incriminata” sul suo profilo Twitter, seguita dal lapidario commento: “Le donne hanno il potere di fermare Trump”. Le pesanti frasi sessiste del magnate newyorkese hanno fatto vacillare finanche il supporto dei fedelissimi del suo partito. “Non posso tollerare o giustificare le parole di Donald Trump sulle donne e non posso difenderlo. Come marito e come padre mi sento offeso dalle parole e dalle azioni descritte da Donald Trump nel video 11 anni fa”, ha sentenziato l’aspirante vicepresidente repubblicano Mike Pence, politico dalla condotta irreprensibile che molti vorrebbero al posto di Trump nella corsa alla Casa Bianca.

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Ma Donald non si è lasciato trascinare dalla bufera. Subito dopo la pubblicazione del video-scandalo, si è scusato con un tweet, ribadendo di non voler mollare. Poi ha deciso di giocare d’anticipo rispetto all’avversaria: in una conferenza stampa, tenutasi a qualche ora dal confronto con la Clinton, ha portato con sé tre donne che denunciarono per molestie suo marito Bill (Paula Jones, Wathleen Willey, Joanita Broaddrick) e Kathy Shelton, che rimprovera alla candidata democratica di aver difeso il suo stupratore all’epoca della carriera di avvocato. Le quattro accusatrici hanno in seguito assistito alla sfida tv, sedute a pochi passi da Bill e dalla figlia Chelsea, visibilmente imbarazzati.

“Non ne sono orgoglioso, me ne scuso con la mia famiglia e con il popolo americano, ma erano chiacchiere da spogliatoio. Non c’è mai stato nessuno nella storia della politica che abbia abusato così delle donne come Bill Clinton”, così Trump si difende ancora una volta, in riferimento al filmato che, stando alle sue parole, non gli renderebbe giustizia. Ma Hillary ribatte: “Il video dimostra esattamente chi è, cosa pensa delle donne, cosa fa alle donne. Non è adatto a fare il presidente”.

Dagli scandali privati si passa a quelli politici. Il repubblicano mette in campo l’Email-gate, incolpando la Clinton di aver messo a repentaglio la sicurezza del Paese utilizzando il suo indirizzo di posta elettronica anche per le comunicazioni riservate, nel periodo in cui era segretario di Stato. A detta di Trump, la democratica avrebbe cancellato ben 30mila email per depistare le indagini dell’FBI. “In realtà erano 35mila” scherza Hillary, e aggiunge: “Ho sbagliato, mi sono scusata, non lo rifarei. Non è mai stato provato che qualcuno sia entrato in possesso di quelle mail accedendo al mio server”. Ma Donald rincara la dose: “Stai mentendo di nuovo, dovresti vergognarti di te stessa per aver cancellato le mail. Se fossi presidente, nominerei un procuratore speciale per indagare l’uso del server privato. Tu saresti in galera”. Dinanzi alla dura minaccia, anche la Clinton sfodera i sui assi nella manica: l’accusa di evasione fiscale nei confronti dell’avversario e i suoi presunti rapporti con Mosca. In merito alle tasse federali non pagate, Trump afferma sarcastico: “Certo che l’ho fatto, e così fanno gran parte dei tuoi donatori”. “Non so niente della Russia, cioè conosco la Russia ma non ho prestiti dalla Russia […] Non conosco il presidente russo Vladimir Putin, ma sarebbe un bene andare d’accordo con la Russia per distruggere l’Isis” continua a sua discolpa, definendo Hillary come “un diavolo” con “il cuore pieno di odio”.

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I due aspiranti presidenti si scontrano su ogni fronte, dalla probabile riforma sanitaria alla guerra in Siria. Trump sostiene di voler “rendere l’America grande”, la Clinton definisce il Paese come “già grande”. La tensione si scioglie, inaspettatamente, solo negli ultimi istanti del dibattito, quando qualcuno del pubblico chiede a ciascun candidato cosa rispetti dell’altro. “Rispetto i suoi figli, incredibilmente capaci e devoti. Come madre e nonna considero questa una cosa molto importante. Credo che questa elezione sia diventata così intensa e conflittuale perché la posta in gioco è alta” risponde con gentilezza Hillary. Donald non è da meno, definendola una “combattente” che “non molla mai”. Parole seguite da una quasi amichevole stretta di mano, a sancire la tregua dopo un’ora e mezza di accuse al vetriolo. Anche Bill e Melania si sono salutati cordialmente, mentre la figlia dei coniugi Clinton ha preferito non avere contatti con i Trump.

Si chiude così il “botta e risposta” più twittato della storia, con ben 17 milioni di post riferibili. Un recente sondaggio della CNN ha sancito la vittoria della candidata democratica, che ha raccolto il 57% delle preferenze contro il 34% di Trump. Il terzo e ultimo dibattito televisivo è fissato per il 19 ottobre, in attesa delle elezioni, che si terranno l’8 novembre.

Data:

12 Ottobre 2016