Traduci

Trump dichiara stato d’emergenza in Florida

Trump dichiara stato d’emergenza in Florida

cms_14013/dorian-florida.jpg

L’uragano Dorian spaventa sempre più. Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha dichiarato oggi lo stato di emergenza per la Florida prima del suo arrivo tra la notte di domenica e lunedì. L’uragano si è rafforzato nelle ultime ore passando sul Mar dei Caraibi e ha raggiunto la categoria 2, quando mancano circa 72 ore al suo arrivo previsto sulla penisola nordamericana. Trump autorizza così l’Agenzia Federale per la Gestione delle Emergenze (Fema, Federal Emergency Management Agency) “a coordinare tutti gli sforzi di aiuti per il disastro e per impedire la minaccia di una catastrofe in tutte le contee dello Stato”, ha informato la casa bianca in un comunicato. Di fatto, le previsioni indicano che la tempesta toccherà terra in Florida molto probabilmente quando sarà trasformata in un uragano di categoria 4, con venti di circa 209 km/h, un fenomeno “estremamente pericoloso”, come l’ha descritto il Centro nazionale per gli uragani degli Usa (National Hurricane Center). Ci si attende, secondo il Centro, che l’uragano “causi danni catastrofici in Florida, accompagnati da un periodo lungo di piogge torrenziali e forti venti, che potrebbero porre in pericolo la vita dei residenti della costa orientale della penisola a partire dalla settimana prossima”. Durante la giornata di sabato la tormenta passerà sulle isole Bahamas e quello sarà un momento cruciale per prevedere se alla fine si presenterà in Florida domenica oppure lunedì. “In verità c’è ancora molta incertezza sul percorso finale della tormenta, ma quello che è chiaro è che ci aspettano ore intense”, ha anticipato il governatore della Florida Ron DeSantis in un’intervista a Fox News, nella quale ha avvisato che “tutte le 67 contee della Florida potrebbero risultare colpite” dall’uragano Dorian.

In Florida, i funzionari, incluso il governatore, hanno esortato la popolazione a fare scorta di cibo e medicine per una settimana. Gli abitanti che vivono lungo la costa hanno fatto razzia di viveri, benzina e pannelli di legno. (FOTOGALLERY). I supermercati sono stati letteralmente presi d’assalto e le foto che circolano in queste ore mostrano interi scaffali vuoti e code lunghissime nelle stazioni di servizio.

Silvia Romano forse trasferita in Somalia

cms_14013/romano_silvia_kenya_fg.jpg

Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya il 20 novembre scorso, potrebbe trovarsi in Somalia. E’ quanto emerge dagli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Roma, coordinata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco alla luce dell’ultimo incontro tra investigatori che si è svolto in Kenya e al quale hanno partecipato i carabinieri del Ros. In particolare, sono emersi contatti telefonici, avvenuti prima e dopo il sequestro, tra chi ha rapito la ragazza e alcune persone in Somalia.

Gli investigatori ritengono che possa essersi trattato di un sequestro su commissione alla luce anche delle armi e dei mezzi e del numero di uomini (8 persone) impiegati per il rapimento e ritenuti “sproporzionati” rispetto ai gruppi criminali del Kenya. A far propendere per questa tesi c’è anche la direzione di fuga dei rapitori subito dopo il sequestro: la ragazza era stata prelevata in un centro commerciale di Chacama, poco fuori la capitale Nairobi, e la banda fuggì proprio verso la Somalia. Secondo le ultime informazioni sulla cooperante italiana, uscite poco più di un mese fa, Silvia era certamente in vita fino al giorno di Natale, quando poi fu ceduta a un altro gruppo di sequestratori.

Intanto, le tre persone accusate del sequestro sono accusati anche di terrorismo e tornano in carcere in Kenya. Per i tre la Procura Generale del Kenya ha contestato l’aggravante del terrorismo disponendo la revoca della libertà su cauzione per Abdulla Gaba Wario, Moses Luwali Chembe e Said Adhan Abdi, ritenuti componenti della banda di criminali che il 20 novembre scorso rapì la giovane.

Si sta dunque rivelando decisiva la collaborazione tra investigatori italiani e kenyoti così come il supporto offerto dall’intelligence italiana. Nelle prossime settimane, intanto, a quanto si apprende da fonti giudiziarie italiane, è in programma un nuovo incontro tra investigatori dopo quello avvenuto nei giorni scorsi durante il quale le autorità kenyote hanno messo a disposizione del team di inquirenti italiani documenti, verbali e tabulati telefonici.

Imprese italiane in Gb: “Incertezza Brexit ma pronte a sfida”
cms_14013/belluzzo.jpg

(Maria Cristina Vicario) – La prospettiva della Brexit provoca incertezza, ma la Camera di Commercio italiana si sta preparando alla “sfida” per sostenere chi vorrà andare a lavorare o investire in Gran Bretagna anche dopo l’uscita dalla Gran Bretagna dalla Ue. Lo ha detto all’Adnkronos, Alessandro Belluzzo, che della Camera di Commercio è diventato presidente in giugno.

“C’è incertezza anche perché la Brexit non è ancora avvenuta sul piano tecnico e legale, ma gli effetti sociali si fanno già sentire, anche nella comunità italiana. C’è chi è ritornato in patria, arrivano meno persone. Ma il flusso in arrivo continua, però con persone più determinate e preparate, più organizzate”, spiega Belluzzo. “Riceviamo -aggiunge – richieste di persone che ci domandano cosa succederà, l’incertezza fa da padrona e non abbiamo ancora risposte. Sono più le richieste di questo tipo, che le aziende che vengono ad investire, perché l’incertezza non aiuta”.

“Il messaggio – dichiara Belluzzo – è che è al momento è meglio esserci che non esserci, perché non sappiamo le condizioni di accesso al mercato nel futuro”. “Probabilmente – ragiona – ci saranno delle condizioni più rigide e più simili ad altri paesi con una immigrazione controllata come gli Stati Uniti, la Svizzera. Bisognerà essere preparati per venire a investire o a lavorare in Gran Bretagna. E noi come Camera di Commercio ci stiamo attivando per essere il punto di riferimento per chi vuole venire a fare un lavoro qualificato in Inghilterra offrendo i servizi di assistenza necessari per chi vuole fare domanda di lavoro o vuole investire”.

Secondo Belluzzo, nella Gran Bretagna post Brexit “ci sarà un’immigrazione più controllata, ma cercheranno i talenti e sicuramente ci saranno agevolazioni in questo senso”. “Ci sono alcuni settori come il bio tech o l’energia che stanno ’esplodendo’ a Londra, non è vero che c’è o ci sarà crisi ovunque per la Brexit”, nota Belluzzo, che però ricorda come vi siano differenze fra Londra e il resto del Regno Unito. E che rileva come potrebbero esservi problemi per il settore della ristorazione, dove servono anche lavori meno qualificati, così come per gli studenti che magari vogliono fare un lavoretto per mantenersi.

“Nostro compito come Camera di Commercio sarà di monitorare prima i segnali e di preparare chi vuole venire in Inghilterra a lavorare o investire, per farlo nel modo migliore sul base del tipo di Brexit che ci sarà”, rimarca Belluzzo. Ed è un compito, spiega, che viene preparato anche con un lavoro a livello di ’sistema Italia’, con l’ambasciata, l’Ice e il consolato, così come attraverso i contatti con le altre camere di Commercio dei paesi europei.

Attacco hacker all’ad di Twitter Dorsey

cms_14013/Jack_Dorsey_Afp.jpg

L’account Twitter di Jack Dorsey, ceo della compagnia proprietaria del social network, è stato apparentemente violato da hacker. Lo riporta l’edizione on line del Guardian. Alle 12.44 ora del Pacifico (le 20.44 in Italia), l’account @jack ha iniziato a pubblicare una serie di tweet, opera all’apparenza di hacker, che si sono autodefiniti la ’ChucklingSquad’, la squadra ridacchiante.

La rapida serie di tweet includeva frasi a sfondo razziale, turpiloquio di varia natura e un riferimento ad una presunta “bomba” nel quartier generale di Twitter.

I tweet contenevano anche un link ad una chat i cui utenti hanno gioito dell’hackeraggio subito dopo la violazione dell’account. Alle 22.38 l’account @jack non riporta più traccia di quanto narrato dal Guardian: in testa campeggia un tweet fissato e l’ultimo in ordine cronologico è un retweet di ieri.

Autore:

Data:

30 Agosto 2019