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Trump difende invio truppe in Oregon(Altre News)

Trump difende invio truppe in Oregon

“Dem deboli, noi intervenuti contro estremisti”

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“A Portland abbiamo preso una posizione molto forte, sono degli anarchici, estremisti, gente folle”. Donald Trump difende ancora la sua decisione di inviare truppe federali nella città dell’Oregon perché il sindaco Ted Wheeler e la governatrice Kate Brown, entrambi dem, sono “delle persone molto deboli: questi anarchici, questi estremisti li controllano”.

“Non ce ne andremo fino a quando non avremmo rimesso in sicurezza la città, se non lo faranno loro presto – ha aggiunto riferendosi alle autorità locali dem – non avremo scelta, dovremo entrare noi e ripulirla”. Nei giorni scorsi, Wheeler – che da giorni chiede il ritiro di quelle che definisce le “truppe di Trump” .- ha chiesto un incontro al segretario per la Sicurezza Interna, Chad Wolf, per “discutere un cessate il fuoco e la rimozione delle forze federali da Portland”.

Me evidentemente Trump non intende retrocedere neanche di un passo, anzi vuole esportare il modello Portland – che ritiene essere una carta elettorale da giocare per imporsi sull’elettorato spaventato dai disordini come il presidente law and order – anche in altri stati e città a guida democratica.

Oggi il dipartimento di Giustizia ha infatti annunciato l’invio di decine di agenti federali a Cleveland, Milwaukee e Detroit con l’obiettivo di sostenere, nell’ambito della cosiddetta Operation Legend, l’azione delle forze locali contro la criminalità violenta. Iniziative simili erano state adottate nei giorni scorsi per Kansas City e Chicago, provocando la protesta delle autorità locali contro la ’polizia segreta di Trump’.

In un’animata audizione al Congresso, l’attorney general, William Barr, ieri ha difeso la decisione di inviare gli agenti federali ed il loro operato, di fronte alle critiche ai metodi repressivi adottati a Portland. “Noi siamo sulla difensiva, non cerchiamo problemi – ha detto Barr – io rifiuto l’idea che il dipartimento abbia tentato azioni repressive contro i dimostranti”. E per giustificare l’uso di lacrimogeni, altri esplosivi e pallottole di gomma a Portland, Barr ha detto che “la sede del tribunale era sotto attacco”.

Ambasciatore Usa all’Adnkronos: “Azioni Cina pericolose”

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La Cina “è un Paese interessante”, ma “le sue azioni sono pericolose, speriamo che cambi il suo modo di operare”. L’ambasciatore americano a Roma, Lewis Eisenberg, in un’intervista all’Adnkronos (Video integrale), parla della sfida rappresentata dalla Cina, bollata nei giorni scorsi dal segretario di Stato Mike Pompeo come “una nuova tirannia”.

“Hong Kong – sostiene – è un buon esempio di un’azione intrapresa dalla Cina per cui il Paese può essere definito molto pericoloso, non è il popolo cinese, ci sono 1,3 miliardi di cinesi”.

Ma “c’è il Partito comunista cinese che intraprende azioni nel Pacifico per assumere il controllo di isole che sono territorio internazionale – continua Eisenberg, elencando tutte le sfide poste da Pechino – che viola l’accordo che il Regno Unito aveva con la Cina su Hong Kong, che attua il furto di proprietà intellettuale, causando danni economici ad altri Paesi: tutto questo la rende pericolosa”.

Secondo l’ambasciatore, “ce ne è abbastanza che possa essere portato come prova dall’Italia, da altri Paesi europei, dagli Stati Uniti, nell’ambito dell’Organizzazione mondiale per il commercio e dell’Organizzazione mondiale della sanità, dove la presenza cinese finisce per creare svantaggi ad altri membri di queste organizzazioni”. La Cina, conclude, “rappresenta un pericolo significativo, ma speriamo ci sia un’opportunità per cambiare il modo in cui opera, in modo che ci sia un soggetto che partecipa in modo costruttivo allo stato di diritto a cui aderisce il resto del mondo”.

5G – Huawei rappresenta “una minaccia alla sicurezza”, ribadisce ll’ambasciatore, rispondendo ad una domanda su un possibile cambio di posizione del governo italiano rispetto all’azienda cinese che dovrebbe sviluppare il 5G nel nostro Paese e alla richiesta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio di “un perimetro di sicurezza cibernetico europeo”. “Aspettiamo di vedere come si procederà esattamente – replica, con cautela, l’ambasciatore – ma per noi Huawei rappresenta una minaccia alla sicurezza”. “I cinesi, il Partito comunista cinese avrebbero accesso al nucleo dei loro centri nevralgici – avverte Eisenberg – E noi non possiamo permetterci che agli scambi così importanti che abbiamo con l’Italia attraverso ogni canale possa avere accesso un’altra parte”.

LIBIA – Gli Stati Uniti auspicano che la Libia non diventi teatro di una guerra per procura tra Russia e Turchia e che le due potenze abbandonino il Paese, restituendolo ai libici. “La Libia è importante per la pace e per il dossier immigrazione per l’Italia e per tutta l’Europa – sottolinea il rappresentante dell’amministrazione Trump – Gli Stati Uniti ne sono consapevoli, stiamo lavorando in cooperazione con l’Italia per cercare di capire come negoziare per far sì che la Libia resti in mano ai libici e fermare l’immigrazione”. “Parliamo con una voce forte e c’è una comunicazione costante con l’Italia sulla Libia che deve continuare – assicura Eisenberg – Speriamo che Russia e Turchia risolvano e si decidano a lasciare la Libia”.

COVID – L’Italia è stata “un modello” nella “crociata” contro il coronavirus e, “sono fiducioso”, continuerà a essere “un esempio”, afferma Eisenberg, rappresentante del Paese più colpito al mondo per numero di casi e di vittime. “Sono stato qui durante tutto il periodo della pandemia. Dal giorno in cui ho messo piede in Italia e anche prima ho provato grande affetto per il Paese – ricorda l’ambasciatore- Vivendo qui durante il Covid ho poi affiancato all’affetto un’incredibile ammirazione, il popolo italiano è molto indipendente e forte, è convincente e allo stesso tempo indipendente, ma ha ascoltato unito il governo, il presidente Conte, il ministro Di Maio, il Parlamento ed il popolo hanno agito uniti, tutti insieme”. “E così hanno abbattuto questo virus maligno meglio di chiunque altro finora, l’Italia – dà atto l’ambasciatore – è un grande esempio di cosa fare e sono fiducioso che gli italiani continueranno a essere un esempio in prima linea in questa crociata”.

In Italia parte dei 12mila militari Usa ritirati dalla Germania

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Verranno ri-dislocati in Italia parte dei circa 12mila militari che gli Stati Uniti ritireranno dalla Germania. Lo ha detto il segretario alla Difesa Mike Esper, illustrando ai giornalisti i dettagli del piano previsto dal Pentagono. Circa 5.600 militari Usa verranno inviati in Italia e Belgio, mentre gli altri 6.400 faranno ritorno negli Usa, ma saranno dispiegati a rotazione in Europa.

Il ritiro dei 12mila soldati Usa dalla Germania, che ridurrà il contingente nel Paese a 24mila soldati, è più consistente di quanto inizialmente previsto. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal nella sua edizione online, il piano del Pentagono prevederebbe anche lo spostamento in Belgio dei principali comandi Usa in Europa e l’invio in Italia di un certo numero di caccia F-16.

Covid, paura per i nuovi focolai in Europa

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Fa paura la risalita dei contagi in alcuni paesi dell’Europa. Focolai non troppo lontani da casa che hanno spinto i governi a prendere precauzioni dissuadendo i cittadini a intraprendere eventuali viaggi in quei luoghi.

In Spagna in un giorno sono stati registrati 905 nuovi casi di Covid-19, portando a 280.610 il totale dei contagiati secondo quanto dichiarato dal ministro della Sanità Salvador Illa, spiegando che le regioni della Catalogna, di Aragona e di Madrid sono quelle dove si è registrato il maggior numero di contagi. E’ invece salito a 28.434 il numero delle persone che hanno perso la vita per complicanze legate all’infezione, due in più rispetto a ieri. ’’I mezzi che si stanno adottando sono sufficienti per contenere la pandemia’’, ha detto Illa al termine di una riunione di governo.

Come in altre regioni della Spagna ora anche a Madrid le autorità hanno imposto a partire da domani l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici nel quadro di un pacchetto di misure per evitare una nuova ondata di coronavirus ed il conseguente lockdown. Come annunciato in tv dal presidente della regione di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, citata dai media locali, nuove restrizioni sono state imposte anche ai locali della movida.

Questa impennata di nuovi casi ha spinto la Gran Bretagna a sconsigliare i viaggi non essenziali in Spagna e a imporre l’obbligo di quarantena a chi rientra da quel Paese. Una decisione definita ’’ingiusta’’ dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

Il governo britannico deve essere ’’rapido’’ nella sua risposta all’emergenza sanitaria, ha affermato Boris Johnson, annunciando ulteriori provvedimenti ’’laddove si rendesse necessario’’. “Quello che dobbiamo fare è agire in modo rapido e deciso se pensiamo che i rischi stiano ricominciando a salire – ha dichiarato – Cerchiamo di essere assolutamente chiari su ciò che sta accadendo in Europa. Tra alcuni dei nostri amici europei, temo che si stiano iniziando a vedere in alcuni punti i segnali di una seconda ondata della pandemia”.

Già venerdì scorso la Francia aveva raccomandato di non viaggiare in Catalogna. E ora anche la Germania ha diffuso una raccomandazione con la quale sconsiglia i viaggi non essenziali nelle regioni spagnole della Catalogna, della Navarra e dell’Aragona.

Ma anche in Germania la situazione preoccupa. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 684 nuovi casi di coronavirus. Lo rende noto il Robert Koch Institute, l’agenzia incaricata dal governo di Berlino di monitorare l’andamento della pandemia nel Paese. Viene così aggiornato a 206.926 il totale dei contagi, mentre sale a 9.128 il numero delle persone che hanno perso la vita per complicanze legate all’infezione, sei in più rispetto a ieri. Ieri il direttore dell’Istituto Robert Koch (Rki), Lothar Wieler, ha definito “molto preoccupanti” gli ultimi sviluppi nel Paese.

“Siamo nel mezzo di un rapido sviluppo della pandemia”, ha ammesso Wieler, denunciando che i tedeschi sono diventati “negligenti” ed esortando quindi la popolazione al rispetto delle norme sul distanziamento sociale e a indossare le mascherine anche fuori, se non riesce a mantenere una distanza di 1,5 metri. “Non sappiamo ancora se questo sia l’inizio di una seconda ondata, ma naturalmente potrebbe esserlo”, ha poi affermato il capo dell’Rki, sostenendo comunque di essere “ottimista: se seguiamo le regole igieniche possiamo impedirla, sta a noi”.

Anche in Francia “la circolazione virale è ancora sostenuta”. Le autorità sanitarie francesi hanno riferito di avere registrato 725 nuovi casi di coronavirus, al di sotto della media giornaliera di 924 casi registata la scorsa settimana.

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30 Luglio 2020