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Trump firma legge su sanzioni alla Russia

cms_6871/Trump_7_afp.jpgIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato la legge, approvata dal Congresso nei giorni scorsi, che prevede nuove sanzioni contro la Russia, l’Iran e la Corea del Nord. Lo ha annunciato in una nota lo stesso presidente, sottolineando come, “nonostante io sia a favore di misure dure per punire e scoraggiare comportamenti aggressivi e destabilizzanti da parte dell’Iran, della Corea del Nord e della Russia, questa legge sia significativamente imperfetta“.

“Nella fretta di passare questa legge – accusa Trump – il Congresso ha incluso numerose norme chiaramente incostituzionali”, tra le quali quella che limita i poteri del presidente, che non avrà più l’ultima parola sulle sanzioni. “La mia amministrazione – chiosa il presidente – si aspetta in modo particolare che il Congresso si astenga dall’usare questa legge imperfetta per ostacolare il nostro importante lavoro con gli alleati europei per risolvere il conflitto in Ucraina e i nostri sforzi per affrontare le conseguenze non previste che potrebbe avere sugli imprenditori americani, i nostri amici o i nostri alleati”.

Il ministero degli Esteri russo denuncia una politica “pericolosa” e “miope” di Washington, dopo la firma di Trump. “Abbiamo già dimostrato che non lasceremo senza risposta degli atti ostili e naturalmente ci riserviamo il diritto ad altre misure di ritorsione”, dichiara in un comunicato la diplomazia russa. Mosca invita Washington a “sbarazzarsi di illusioni e a capire che nessuna minaccia o tentativo di pressione costringerà la Russia a cambiare politica o a sacrificare i suoi interessi nazionali”, si legge ancora nel comunicato.

La Russia resta “aperta a una cooperazione con gli Stati Uniti nei settori che consideriamo utili per noi e per la sicurezza internazionale, in particolare nella risoluzione di conflitti regionali” precisa la nota. “Ma una cooperazione fruttuosa è possibile – conclude il ministero degli Esteri – solo se gli uomini politici di Washington smettono di guardare il mondo attraverso il prisma dell’esclusività americana”.

Sulla questione interviene il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker commentando che gli Stati Uniti non possono decidere nuove sanzioni contro la Russia se non dopo aver consultato i Paesi alleati. In particolare Juncker si è detto globalmente soddisfatto che la legge adottata sia stata ammorbidita su richiesta insistente della Ue.

“In occasione dei summit del G7 di Taormina e del G20 di Amburgo – afferma Juncker – avevo detto che se gli Stati Uniti avessero adottato nuove sanzioni, avremmo disposto una risposta adeguata in pochi giorni. Ciò ha avuto come effetto che gran parte del volume di sanzioni previste contro la Russia è stato ritirato, e che il Congresso americano ha ora stabilito che queste sanzioni devono essere decise insieme agli alleati degli Usa. E ritengo che noi siamo ancora alleati degli Stati Uniti”.

La guerra con la Corea del Nord? Ecco come sarebbe

cms_6871/Mssili_Nord_Corea_29_Afp.jpgIl presidente Usa Donald Trump si è detto pronto a dichiarare la guerra e distruggere la Corea del Nord se si tratta di impedire a Kim Jong-un di sviluppare un missile nucleare in grado di colpire gli Stati Uniti. Il problema è che non esiste una soluzione militare facile alla crisi e alcune delle opzioni potenzialmente in esame potrebbero provocare migliaia di vite umane.

Funzionari statunitensi hanno riferito alla Cnn il mese scorso che le opzioni militari per la Corea del Nord sono pronte per essere presentate a Trump. “Ciò che dobbiamo fare è preparare tutte le opzioni possibili: il presidente ci ha fatto capire chiaramente che non accetterà che la Corea del Nord possa minacciare la popolazione americana con il nucleare”, ha detto il consigliere della sicurezza nazionale H. R. McMaster.

Anche se Kim Jong-un, dopo l’ultimo lancio, ha affermato che “l’intera terraferma americana” è ora alla portata dei suoi missili, la scorsa settimana un funzionario statunitense aveva detto alla Cnn che il governo degli Stati Uniti non crede che la Corea del Nord sia in grado di lanciare un missile balistico intercontinentale, affidabile e nucleare, fino all’inizio del 2018.

Intanto però la Cnn ipotizza alcuni scenari possibili in caso di conflitto con la Corea del Nord e, nel migliore dei casi, mette a bilancio alcuni milioni di morti, tutti per lo più in Corea del Sud paese che sarebbe, per eccellenza vittima della violenza coreana e dei suoi missili.

Distruggere la Corea del Nord in sé” – Come riferito dal senatore repubblicano Lindsey Graham, in seguito a un colloquio con il presidente Usa, “c’è un’opzione militare per distruggere il programma missilistico della Corea del Nord e la Corea del Nord”, “opzione inevitabile se continua così”. Ma “se ci sarà una guerra per bloccare Kim Jong-un si svolgerà lì. Se migliaia di persone dovranno morire, accadrà li. Non morirà nessuno qui negli Usa. Me l’ha detto in faccia”. La portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders ha ripetuto che tutte le opzioni sono sul tavolo, ma ha preso un po’ le distanze dalle osservazioni di Graham: insomma, la Corea del Nord va fermata, va fermato il suo programma nucleare ma non è ancora stato deciso nulla.

Anche se considerato da molti come il caso peggiore, il piano descritto da Graham mostra una dura realtà che comprenderebbe l’uso della forza militare contro la Corea del Nord. Ma mentre gli Stati Uniti uscirebbero senza dubbio vittoriosi da un grande conflitto militare, il rischio sarebbe un coinvolgimento da parte di Pyongyang della Corea del Sud, che determinerebbe molte vittime non solo tra la popolazione ma anche nelle truppe Usa stanziate lì.

Il problema principale è la capacità della Corea del Nord di saper nascondere bene agli Stati Uniti tutti i progressi che stanno facendo. Ad esempio, sono in grado di pilotare rapidamente missili fuori dai rifugi sotterranei e di lanciarli, fornendo ai satelliti Usa poco tempo o niente per osservare le attività di pre-lancio. Pyongyang sta anche diversificando il numero di siti da cui lanciare missili.

In conclusione, gli Stati Uniti continuano a sperare di raggiungere una soluzione diplomatica per fermare il programma missilistico in rapida evoluzione della Corea del Nord e utilizzare l’azione militare solo di fronte a una minaccia imminente. L’amministrazione di Trump probabilmente prenderà in considerazione un ampio spettro di opzioni militari, sperando anche così di portare la Corea del Nord a un tavolo per negoziare.

Qatar compra dall’Italia 7 navi da guerra

cms_6871/Alfano_Sheikh_Mohammed_Afp_2.jpg“Oggi parte il contratto ’Corvette’, firmato con la nostra Fincantieri, che prevede cinque miliardi di euro per la fornitura, in 5 anni, di sette unità navali destinate alla Marina Militare del Qatar”. Lo ha annunciato in una conferenza stampa a Doha il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, dopo aver incontrato il suo omologo del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.

Il progetto impiegherà in Italia circa 1000 lavoratori“, ha sottolineato il titolare della Farnesina, secondo il quale “non si tratta solo di un contratto di vendita, ma di una collaborazione di lunga durata finalizzato, per i prossimi 15 anni, anche alla manutenzione, all’assistenza tecnologica e all’addestramento con il supporto, per quest’ultimo aspetto, del ministero italiano della Difesa”.

“A Fincantieri sono associati in consorzio Leonardo e Mbda – ha precisato ancora Alfano – Nell’operazione sono state coinvolte anche Cassa depositi e prestiti e la società per l’assicurazione del credito all’esportazione (Sace). E’ una vera operazione di sistema”.

“Sono onorato di annunciare il raggiungimento di un accordo a favore delle Forze navali del Qatar per l’acquisto dall’Italia di sette unità navali nel quadro della cooperazione militare tra i due Paesi“, ha detto da parte sua Al Thani.

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2 Agosto 2017