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Trump: “Immigrati? Voglio che arrivino da ogni parte”

Trump: “Immigrati? Voglio che arrivino da ogni parte”

cms_8201/trump_sorriso_afp.jpgVoglio che arrivino da ogni parte, da ogni parte“. Donald Trump risponde così alla domanda di un cronista che chiede se il presidente degli Stati Uniti auspichi più arrivi da paesi come la Norvegia. “Voglio che arrivino da ogni parte, da ogni parte”, dice Trump, che ha accolto alla Casa Bianca il presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev.

Nella breve apparizione davanti alla stampa, Trump ha colto l’occasione per accendere i riflettori sulla situazione economica e per ribadire che “abbiamo superato molti record”, facendo riferimento agli exploit del mercato azionario, all’aumento dei posti di lavoro e al calo della disoccupazione tra gli afroamericani.

Proprio in relazione al ’black unemployment’, Trump ha affermato che “la situazione è la migliore da quando esistono i monitoraggi. Sono i numeri migliori, non abbiamo mai visto qualcosa di simile. Questo ci onora”. “Il nostro paese sta andando molto bene, non siamo mai stati in una posizione come questa… -ha aggiunto- Molte compagnie che avevano lasciato gli Stati Uniti stanno tornando. E questo significa posti di lavoro”.

Iran, proposto bando ginecologi: “Contatto uomo-donna è peccato”

cms_8201/iran_parlamento_afp.jpgUn deputato iraniano, Nasrollah Pejmanfar, ha proposto che nella Repubblica islamica gli uomini non possano esercitare le professioni di ginecologo, infermiere o tecnico di laboratorio. Il motivo? Secondo il deputato, questi lavori sono “inappropriati” in un Paese islamico e comparabili al “peccato” perché espongono al contatto tra donne e uomini.

Secondo l’agenzia di stampa semiufficiale Tasnim, Pejmanfar si è spinto anche oltre. Agli uomini, ha chiarito il deputato, non dovrebbe essere permesso di assistere negli ospedali a nascite o ad aborti, sostenendo che ciò “promuove il processo di normalizzazione del peccato in entrambi i generi”.

Dal 1979, anno della rivoluzione islamica, in Iran sono state promulgate leggi che hanno imposto la segregazione nei sessi negli ambienti pubblici. La separazione dei sessi avviene nelle scuole, sui pullman e in metropolitana, dove ci sono vagoni per uomini e donne.

Scontri all’aeroporto di Tripoli

cms_8201/Libia_Tripoli_Xin.jpgE’ di almeno 20 morti e 63 feriti il bilancio degli scontri scoppiati stamani presso l’aeroporto di Mitiga, a Tripoli, tra le forze di Bashir al-Bugra, che sostiene Khalifa al-Ghawil, premier del Governo di Salvezza Nazionale libico, che non riconosce il governo di Fayez al-Serraj, e le Forze speciali di deterrenza fedeli a quest’ultimo. Il bilancio, riportato dai media locali, è stato confermato dal ministero della Salute del governo di concordia nazionale libico.

Stando alle Forze speciali di deterrenza, “le forze di Bashir al-Bugra hanno attaccato l’aeroporto di Mitiga”. Tra gli assalitori “vi sono criminali ricercati dalle Forze di deterrenza dopo che erano fuggiti e si erano uniti a questa milizia”, si precisa in un comunicato delle forze fedeli a Serraj rilanciato da ’Al-Wasat’.

Intanto, i media locali hanno riferito che il traffico aereo locale e internazionale all’aeroporto di Mitiga risulta bloccato da questa mattina a causa del “violento attacco con vari tipi di armi” subito dallo scalo e hanno precisato che “tutti i passeggeri sono stati fatti uscire incolumi dall’aeroporto”.

Secondo quanto denunciato dalle Forze speciali di deterrenza, fedeli al governo di concordia nazionale libico di Fayez al-Serraj, gli scontri sono iniziati dopo un “attacco” di un gruppo armato contro l’area, dove si trova anche un “carcere in cui sono detenute più di 2.500 persone per motivi diversi”. Una fonte dell’aeroporto di Mitiga ha confermato all’agenzia di stampa Dpa che i voli sono sospesi dall’inizio – questa mattina – dei combattimenti. Lo scalo si trova a circa 10 km a est di Tripoli ed è l’unico funzionante nei pressi della capitale.

PINOTTI – “Il personale italiano è in sicurezza. Una nave è ormeggiata al porto pronta a muoversi in caso di necessità. La situazione comunque è in miglioramento”, ha assicurato il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

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17 Gennaio 2018