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Trump in versione ’Trono di spade’

Trump in versione ’Trono di spade’

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Donald Trump di nuovo in versione “Trono di spade”. “Il muro sta arrivando” è il titolo del post pubblicato sul suo account Instagram dal presidente americano, parafrasando una delle citazioni più note della serie tv, “l’inverno sta arrivando”. Nelle settimane scorse, Trump aveva già ’utilizzato’ il “Trono di spade” per avvertire l’Iran: “Le sanzioni stanno arrivando“, aveva scritto su twitter, alla vigilia dell’entrata in vigore delle nuove misure restrittive contro Teheran.

Il mistero del diplomatico nordcoreano

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Doveva terminare il 20 novembre scorso l’incarico di Jo Song-gil, l’ambasciatore della Corea del Nord a Roma che ha disertato chiedendo asilo in un “imprecisato Paese occidentale”. E ora è mistero sulla sua scomparsa. Nessuno sa dove sia finito il diplomatico, che ha fatto perdere le sue tracce, assieme alla sua famiglia autorizzata a viaggiare con lui. Alla Farnesina “non risulta una richiesta di asilo” all’Italia di Jo Song-gil, hanno detto all’Adnkronos fonti del ministero degli Esteri alle quali “risulta solo una richiesta di avvicendamento alla guida dell’ambasciata, cosa poi avvenuta”.

Secondo quanto riferito dall’agenzia sudcoreana Yonhap, la nomina a “incaricato d’affari” era stata fatta nell’ottobre 2017, dopo che l’Italia aveva espulso l’ambasciatore Mun Jong-nam in segno di protesta contro un test nucleare della Corea del Nord avvenuto un mese prima. Il diplomatico, stando al parlamentare di Seul Kim Min-ki “è fuggito dall’ambasciata ai primi di novembre”.

Jo Song-gil non è tuttavia l’unico rappresentante della Corea del Nord ad aver fatto perdere le proprie tracce. E con lui, l’elenco dei disertori che provano a tagliare i ponti col regno eremita, rischia di allungarsi. La vicenda di Jo Song-gil riporta sotto i riflettori il tema dei ’defectors’ che provano ad abbandonare il regime di Kim Jong-un.

Per trovare un altro nome eccellente nella lista dei disertori bisogna tornare al 2016 e al caso che coinvolse Thae Yong-ho, numero 2 della diplomazia nordcoreana in Gran Bretagna, che cercò rifugio in Corea del Sud in aperto dissenso con il regime. La fuga di Jo Song-gil sarebbe un duro colpo, soprattutto a livello di immagine, per il ’nuovo’ Kim. Il leader nordcoreano, grazie in particolare alla sponda offerta da Donald Trump, sta cercando di traghettare il paese fuori dall’angolo dell’isolamento.

La diserzione di un diplomatico, anche se formalmente non un ’peso massimo’, avrebbe evidenti ripercussioni e finirebbe per offuscare i progressi compiuti. E’ utile fare riferimento, in questo quadro, ai dati diffusi dal ministero sudcoreano dell’Unificazione. Le diserzioni, che hanno coinvolto spesso militari, sono progressivamente diminuite dal 2011, anno in cui Kim Jong-un è salito al potere. All’epoca, varcarono il confine 2707 persone, 1911 donne e 795 uomini. Nel 2012 la cifra è scesa a 1502 ed è rimasta sostanzialmente stabile nel 2013 (1514) prima di calare ulteriormente nel biennio successivo (1397 e 1275).

Attacco hacker in Germania, online dati dei politici

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Attacco hacker in Germania. Secondo quanto riferito dalla radio tedesca Rbb i dati personali ed i documenti di centinaia di politici – tra cui quelli della cancelliera Angela Merkel – sono stati pubblicati su un account twitter. Lo stesso governo di Berlino ha confermato la notizia, ribadendo che politici “di tutti i livelli” sono rimasti vittima di un attacco hacker. Secondo la portavoce dell’esecutivo, Martina Fietz, sono stati colpiti politici federali, statali ed europarlamentari.

Per Rbb sono stati colpiti praticamente gli esponenti di tutti i partiti rappresentati al Bundestag, ad eccezione dei rappresentanti di Alternativa per la Germania (Afd), di estrema destra. Su twitter sono stati diffusi non solo numeri di cellulare e indirizzi, ma sono stati pubblicati anche carte d’indentità, contenuti di chat e informazioni su carte di credito. Secondo la portavoce dell’esecutivo, Martina Fietz, sono stati colpiti politici federali, statali ed europarlamentari.

Tra i dati della cancelliera tedesca diffusi online ci sarebbero il suo numero di fax, il suo indirizzo mail e corrispondenza a lei destinata e da lei inviata. Intanto il ministro della Giustizia tedesco, Katarina Barley, è intervenuta sulla questione definendo l’hackeraggio un “grave” attacco alla democrazia. “L’autore dell’attacco – ha denunciato il ministro – vuole danneggiare la fiducia nella nostra democrazia e nelle nostre istituzioni. Ai criminali e a quanti li sostengono non dovrebbe essere permesso di dettare il dibattito nel nostro Paese”.

L’autorità tedesca per la cyber sicurezza, l’Ufficio Federale per le informazioni e la Sicurezza (BSI), aveva avvertito fin dagli inizi di dicembre i politici colpiti dall’attacco hacker che ha rivelato i loro dati personali. Lo ha detto il presidente del Bsi, Arne Schoenbohm, all’emittente tedesca Phoenix, spiegando che i suoi servizi hanno avviato delle contromisure.

Intanto le autorità tedesche stanno cercando i responsabili dell’attacco hacker. Il governo sta cercando di determinare se si tratti di hacker esterni all’amministrazione o dell’azione di una persona che aveva accesso ai dati. I dati riservati sono stati pubblicati a varie riprese su un account Twitter, ora bloccato. Alcuni erano stati diffusi nel 2017, ma la maggior parte sono stati twittati a dicembre. Si è trattato soprattutto della diffusione di numeri telefonici e indirizzi, ma anche numeri di carte d’identità e carte di credito, contenuti di lettere o chat. Della cancelliera sono stati diffusi il numero di fax, l’indirizzo mail e lettere inviate o ricevute.

Giovane italiano scomparso in Burkina Faso

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E’ scomparso nel nulla in Burkina Faso il 30 dicembre scorso Luca Tacchetto. E con lui una cittadina canadese di 34 anni, Edith Blais. L’ambasciata d’Italia ad Abidjan segue con la massima attenzione il caso del connazionale, 30enne figlio dell’ex sindaco di Vigonza, e sin dal primo momento è intervenuta presso le autorità locali perché fossero attivate le opportune ricerche. Lo riferiscono fonti della Farnesina, secondo cui il ministero si mantiene in contatto con i familiari per fornire, in stretto raccordo con l’ambasciata, informazioni aggiornate e ogni altra possibile assistenza.

Secondo quanto rivelato oggi dal Gazzettino di Padova, quel giorno i due erano arrivati a Bobo-Dioulasso, la seconda più grande città del Burkina Faso, con un’auto, una Megan Scenic italiana, e diretti verso la capitale Ouagadougou. La destinazione finale di Luca ed Edith pare fosse il Togo perché il giovane aveva promesso a un amico conosciuto l’anno scorso in California di aiutarlo nella realizzazione di un villaggio per i disagiati. Per questo aveva scelto di partire in auto. Da Vigonza per migliaia di km era transitato dapprima in Francia e Spagna, poi in Marocco, Mauritania, Mali e Burkina Faso. Pare che alla frontiera Mauritania-Mali i due giovani avessero conosciuto una coppia francese che viveva in Burkina e che li aveva invitati a cena. “Stiamo vivendo giorni angoscianti. Tutti ci dicono di aver fiducia ma è dura’’, ha commentato il padre Nunzio.

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4 Gennaio 2019