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Trump-May, ok per accordo di libero scambio Usa-Gb

Trump-May, ok per accordo di libero scambio Usa-Gb

cms_9696/trump_may_2_afp.jpg“Oggi abbiamo concordato di perseguire un ambizioso accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Regno Unito“. Lo annuncia la premier britannica Theresa May nella conferenza congiunta con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Con investimenti reciproci già superiori al trilione di dollari, vogliamo andare oltre”, aggiunge May. Parlando al fianco della premier britannica nella sua residenza di Checkers fuori Londra, Trump ha ringraziato May “per aver perseguito un commercio equo e reciproco con gli Stati Uniti”. “Non so quello che faranno” sulla Brexit “ma qualsiasi cosa faranno per noi va bene”, ha detto. “E’ una vostra decisione”, ha continuato rivolgendosi a May ed aggiungendo: “Fate in modo però che possiamo commerciare insieme, questo è quello che importa”.

“Sosteniamo la decisione del popolo britannico di realizzare un pieno autogoverno e vedremo come andrà la questione. Sono negoziati molto complicati”, ha aggiunto il tycoon, riferendosi alla prevista uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. I commenti del presidente degli Stati Uniti segnano un cambiamento di tono rispetto alla controversa intervista rilasciata al tabloid britannico The Sun, che ha oscurato la sua visita in Gran Bretagna. In quell’intervista, Trump ha detto che il piano della May sulla Brexit “probabilmente porrebbe porre fine a un importante rapporto commerciale con gli Stati Uniti”. Trump nella conferenza stampa ha definito una “fake news” la versione dell’intervista in cui avrebbe attaccato la premier britannica per aver abbandonato la linea della hard Brexit che avrebbe favorito maggiormente il commercio tra Regno Unito e Stati Uniti.

Theresa May ha considerato i consigli di Trump su come negoziare per la Brexit “troppo brutali”. Lo ha detto lo stesso presidente americano confermando che la sua preferenza andava per un taglio drastico tra Londra e Bruxelles. Riguardo all’intervista, Trump ha ammesso di aver detto di apprezzare Boris Johnson, l’ex ministro degli Esteri che ha lasciato in polemica con la linea della soft Brexit della May. “Mi hanno chiesto come sarebbe da primo ministro, ed io ho risposto che sarebbe un grande premier”. Ma ha affermato – sostenendo di avere la registrazione dell’intervista – che non sono state riportate le lodi e gli apprezzamenti espressi per May: “è una donna incredibile, sta facendo un lavoro straordinario e lo dico davvero”. In mattinata Trump aveva chiarito parlando del rapporto con May: “Il rapporto è molto, molto solido. Abbiamo un’ottima relazione“.

Nell’intervista al Sun, Trump, oltre a elogiare Boris Johnson, attacca frontalmente la strada per la Brexit scelta dal governo di Londra, affermando che finirà per “uccidere” ogni ipotesi di accordo commerciale con Washington. “Ritengo che l’accordo che (May) vuole raggiungere non sia quello per cui ha votato il paese, non è l’accordo che c’era nel referendum”, ha affermato Trump. Così com’è, ha aggiunto, l’accordo “uccide” ogni ipotesi di accordo commerciale con gli Stati Uniti.

Commentando sulla Bbc l’esplosiva intervista dal presidente americano al Sun, il “junior minister” Alan Duncan dice che Trump “non è stato rude”. “Donald Trump è in vari modi un polemista, questo è il suo stile, questo è il colore che porta sulla scena mondiale”, ha detto il sottosegretario agli Esteri per i rapporti con l’Europa e l’America. “In questo senso è una persona molto anti convenzionale, non penso che dobbiamo considerarlo rude”.

L’ufficio di Theresa May non ha ancora commentato l’intervista di Trump, pubblicata poche ore prima del loro incontro, a cui seguirà un tè offerto questo pomeriggio dalla regina al presidente americano. L’intervista ha creato un vespaio di polemiche, con diversi laburisti che parlando di “umiliazione” nazionale e chiedono di cancellare il tè con la sovrana. Alcuni esponenti del governo hanno comunque criticato Trump. Margot James, sottosegretario alla Cultura, ha scritto su Twitter che Boris Johnson non sarebbe un buon primo ministro. “Dov’è la sua buona educazione, Presidente?”, ha invece twittato il sottosegretario per l’Università, Sam Gyimah.

Asse Italia-Austria-Germania contro gli sbarchi

cms_9696/salvini_vertice_2_afp.jpgItalia, Austria e Germania hanno confermato la loro disponibilità a cooperare nella politica dei rifugiati per portare “ordine” all’attuale situazione migratoria dell’Unione europea. Lo hanno assicurato i ministri dell’Interno dei tre paesi al termine di un incontro a margine del vertice di Innsbruck, in Austria.”Le cose sono relativamente semplici: noi tre siamo d’accordo sul fatto che vogliamo mettere ordine in una materia dove per molto tempo c’è stato disordine”, ha detto il ministro austriaco Herbert Kickl alla stampa, sottolineando che “il chiaro messaggio che vogliamo mandare è che in futuro non sarà possibile arrivare facilmente in Europa, se non si ha diritto alla protezione”.

Kickl ha quindi anticipato che, per muoversi rapidamente in “questo progetto e fermare quanto più possibile l’immigrazione fino a portarla a zero”, un incontro dei tre paesi sarà organizzato a livello tecnico il 19 luglio a Vienna. La “cooperazione dei volenterosi” dovrebbe ora diventare una “cooperazione attiva”, ha affermato ancora il ministro degli Interni austriaco.

Confermando che i colloqui sulla gestione dell’emergenza migranti saranno portati avanti a Vienna, il collega tedesco Horst Seehofer ha ribadito che “la questione di chi riceve asilo in Europa” non dovrebbe essere decisa dai trafficanti di esseri umani, ma da “governi democraticamente eletti”. “Su questo siamo completamente uniti e ora attendiamo l’incontro con il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos che ci dirà come la Commissione europea affronterà” la nuova posizione nella politica di immigrazione.

Seehofer ha ricordato che già al Consiglio europeo di fine giugno c’è stato un “cambio di marcia” in questo settore. “Siamo d’accordo sul fatto che occorre creare ordine nella politica migratoria da un lato, ma essere anche umanitari dall’altro”, ha messo in chiaro Seehofer.

Dal canto suo, il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, ha precisato che d’ora in poi i tre paesi lavoreranno per ridurre “le partenze verso l’Europa, gli sbarchi e le morti nel Mediterraneo“. Con questo, l’Italia, che “non dovrebbe rimanere l’unico punto di arrivo” dei rifugiati, si aspetta una “riduzione dei problemi e dei costi economici e sociali di un’immigrazione che non siamo più in grado di sostenere”, ha aggiunto.

L’incontro tra Salvini e i colleghi tedesco e austriaco precede il vertice dei ministri dell’Interno dell’Unione europea che si terrà oggi a Innsbruck e che avrà all’ordine del giorno l’ultimo piano sulle politiche migratorie in Europa approvato alla fine di giugno dai leader dell’Ue. L’accordo include, tra le altre cose, hotspot di sbarco in regioni come il Nord Africa per i migranti che sono stati salvati nel Mediterraneo e la creazione di centri di accoglienza sul suolo europeo.

Ue taglia crescita Italia

cms_9696/ue_bandiere_ftg_3-3-3248113322.jpgTaglio alle previsioni del Pil e avvertimento all’Italia dall’Europa. “I rischi al ribasso per le prospettive di crescita” italiana “sono diventati più prominenti, in un’incertezza globale e domestica che si è fatta più acuta. A livello interno, qualsiasi timore o incertezza riaffioranti in materia di politica economica e la possibile tracimazione dei rendimenti più elevati dei titoli di Stato nei costi di finanziamento delle imprese potrebbero peggiorare le condizioni di finanziamento e attenuare la domanda interna”. E’ quanto scrive la Commissione europea nelle Previsioni economiche riviste, diffuse a circa due mesi dalle previsioni di primavera.

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La Commissione taglia le previsioni relative alla crescita del Pil italiano, insieme a quelle di tutta l’Eurozona. Mentre il 3 maggio scorso, la crescita attesa per il nostro Paese era dell’1,5% per il 2018 e dell’1,2% per il 2019, secondo le previsioni aggiornate la crescita è attesa all’1,3% per il 2018 e all’1,1% per il 2019. Lo stesso ministro dell’Economia Giovanni Tria aveva fatto capire di attendersi una revisione al ribasso delle stime quando, a Lussemburgo, lo scorso 22 giugno, aveva osservato che “attualmente c’è un rallentamento, che non riguarda l’Italia, ma tutta l’Eurozona”. E’ chiaro, aveva aggiunto, che nella correzione strutturale chiesta all’Italia potranno esserci “piccoli scostamenti che derivano da questo fatto”.

Talco e tumori, J&J dovrà pagare 4,7 miliardi

cms_9696/dollari_afp.jpgUna giuria di St. Louis (Usa) ha deciso che l’azienda Johnson & Johnson dovrà pagare complessivamente quasi 4,7 miliardi di dollari alle donne che l’accusano di aver sviluppato un cancro alle ovaie in seguito alla presenza di asbesto (amianto) nel talco che ha prodotto negli anni. Poco prima di esprimersi sui danni punitivi, infatti, la giuria aveva stabilito che la società dovesse pagare almeno 550 milioni di dollari in danni alle 22 donne.

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L’azienda si è detta “profondamente delusa” per un “processo fondamentalmente ingiusto” e che “il talco è sempre stato sicuro e asbesto-free”. Ha inoltre annunciato che farà ricorso.

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14 Luglio 2018