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Trump mette in guardia la Cina (Altre News)

Coronavirus, Trump mette in guardia la Cina

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“Se è stato un errore, è stato un errore. Ma se sono stati deliberatamente responsabili, dovrebbero esserci conseguenze”. Donald Trump punta il dito contro la Cina nel consueto briefing alla Casa Bianca. La Cina, dice il presidente degli Stati Uniti, potrebbe aver deliberatamente disinformato la comunità internazionale sul coronavirus, o potrebbe aver fatto un errore.

’’Conseguenze? Dipende – ha chiarito Trump -: se ne sono intenzionalmente responsabili, certamente. Maa non se è stato un errore”. “Avremmo avuto avuto milioni di morti se avessimo agito diversamente. Tutto questo, poi, avrebbe potuto essere fermato in Cina prima dell’inizio. E tutto il mondo sta soffrendo”, aggiunge Trump. La Cina sta collaborando per capire cos’è successo? “Stanno conducendo un’indagine, vediamo cosa succede. Ma stiamo indagando anche noi”.

Coronavirus, laboratorio Wuhan si difende: “Non è uscito da qui”

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“Il virus uscito dal nostro laboratorio? Impossibile”. Yuan Zhiming, direttore dell’unità di ricerca al Wuhan Institute of Virology, rompe il silenzio per contrastare le teorie che collocano la struttura al centro della pandemia di coronavirus. Lo scienziato, come si legge sul Washington Post, ha preso posizione con la prima dichiarazione pubblica dopo oltre 3 mesi e lo ha fatto attraverso la CGTN, il braccio internzionale della tv cinese. Yuan Zhiming respinge “le teorie complottiste” e definisce “impossibile” l’ipotesi che fa riferimento alla ’fuga’ del coronavirus dal laboratorio.

“Come studiosi che conducono studi sui virus, sappiamo perfettamente quali ricerche vengono eseguite nell’istituto e sappiamo come l’istituto gestisca virus e campioni. Come abbiamo già detto, in nessun modo il virus può essere partito da noi. Abbiamo norme estremamente rigide e abbiamo un codice di condotta per le ricerche, abbiamo fiducia in tutto questo”.

Il laboratorio rientra nella categorie di strutture di livello P4, il massimo in ambito internazionale per quanto riguarda la biosicurezza. Il Washington Post, nei giorni scorsi, ha fatto riferimento alle preoccupazioni espresse nel 2018 da una delegazione statunitense che ha visitato il laboratorio, evidenziando misure di sicurezza ritenute non adeguate

Coronavirus, Johnson sotto accusa

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Boris Johnson, ancora in convalescenza, di nuovo sotto accusa per aver sottovalutato la portata della pandemia di coronavirus. Il ’Sunday Times’ ha rivelato che nelle prime fasi della crisi saltò cinque riunioni d’emergenza, tra la fine di gennaio e per tutto febbraio, che avrebbero potuto essere decisive per la risposta da dare. Michael Gove, ministro dell’ufficio di gabinetto, ha ammesso che il premier effettivamente non presiedette cinque riunioni del comitato Cobra, definendo però “sbagliato” il pezzo del domenicale.

“L’idea che il premier abbia mancato degli incontri fondamentali per la nostra risposta al coronavirus è grottesca – ha rilanciato Gove, parlando con Sky News – La verità è che ci sono stati incontri del governo, alcuni presieduti dal ministro della Sanità, altri da sottosegretari, ma è stato il premier a prendere tutte le decisioni fondamentali”.

E poi lo stesso ministro, intervenuto alla Bbc, ha spiegato che non è insolito che le riunioni del Comitato Cobra non siano sempre presiedute dal premier, che ha guidato quella del 2 marzo. Le informazioni usate dal ’Sunday Times’ per il suo articolo sono “fuori contesto e sono state montate per creare una narrativa del j’accuse’”.

Coronavirus, a Parigi tracce minime in acqua non potabile

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“Tracce minime” di coronavirus sono state rinvenute nella rete dell’acqua non potabile del comune di Parigi, utilizzata solitamente per la pulizia delle strade, ma “non c’è alcun rischio per l’acqua potabile”. Lo ha reso noto lo stesso Comune della capitale francese, secondo quanto riferiscono i media, secondo cui il laboratorio dell’Acqua di Parigi ha rinvenuto queste “tracce minime” nelle ultime 24 ore in quattro dei 27 punti di prelevamento campionati. Per questo motivo, “per precauzione”, è stato sospeso l’utilizzo dell’acqua non potabile che ha una rete “totalmente indipendente” da quella dell’acqua potabile, che “non presenta alcuna traccia di Covid-19”.

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20 Aprile 2020