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Trump: “Russia rientri nel G8”. Conte d’accordo

Trump: “Russia rientri nel G8”. Conte d’accordo

cms_9409/Trum_Conte.jpgRussia dovrebbe essere riammessa nel G8. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prima di partire per il Canada, dove è in programma il G7. “Perché stiamo per tenere un meeting senza la Russia? La Russia dovrebbe esserci“, ha sottolineato. “Un tempo questo era il G8, perché c’era anche la Russia”, ha osservato Trump.

“Ora la Russia non c’è. Io amo il nostro paese, sono stato l’incubo peggiore per la Russia. Detto questo, la Russia dovrebbe partecipare a questo meeting”, ha ribadito. “Potrebbe essere politicamente non corretto, ma abbiamo un mondo da gestire e dovrebbero permettere alla Russia di rientrare. Dovremmo avere la Russia al tavolo delle negoziazioni“, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti, riferendosi alla posizione che gli altri leader hanno assunto nei confronti di Mosca dal 2014 dopo la crisi legata alla Crimea.

Trump ha anche spiegato che il suo obiettivo al G7 è quello di “raddrizzare gli scorretti accordi commerciali con i paesi” che partecipano al vertice. “E se questo non succede, ne usciamo ancora meglio”, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Il presidente americano lascerà prima del previsto il vertice. Partirà sabato mattina direttamente alla volta di Singapore, dove è il programma per il 12 giugno lo storico incontro con il leader nordcoreano Kim Jong Un.

ITALIA D’ACCORDO – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al suo esordio internazionale, afferma di condividere le dichiarazioni del numero uno della Casa Bianca. “Sono d’accordo con il presidente Donald Trump: la Russia – scrive su Twitter – dovrebbe rientrare nel G8. E’ nell’interesse di tutti“.

LA RISPOSTA DI JUNCKER – A Trump ha risposto il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. “La comune decisione del G7 è stata quella di escludere la Russia dal format del G8. Si può ovviamente discutere – ha affermato – ma dobbiamo rispettare i principi dell’Unione Europea che impongono che stati europei come la Russia rispettino l’ordine internazionale e lo stato di diritto internazionale”.

GELO DI MOSCA – Dopo che il presidente americano si è espresso in favore della riammissione di Mosca al tavolo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che la Russia concentra la sua attenzione su altri formati oltre al G7. “Diamo più importanza ad altri formati“, ha dichiarato. Il presidente Vladimir Putin oggi ha incontrato a Pechino la sua controparte cinese Xi Jinping, in anticipo sul vertice dell’Organizzazione di cooperazione di Shangai (Sco). “L’importanza dell’istituzione G7 data dalla Russia si è ridotta negli anni perché in un contesto politico ed economico in evoluzione, è in rapida crescita invece l’importanza di formati come il G20”, aveva detto Peskov.

L’Austria chiude 7 moschee

cms_9409/sebastian_kurz_afp1.jpgLe autorità austriache hanno deciso la chiusura di sette moschee e stanno valutando l’espulsione di decine di religiosi musulmani dal paese. La decisione è stata annunciata oggi dal governo di Vienna, secondo il quale la scelta è stata dettata dalla necessità di fermare l’Islam politicizzato ed estremista. La decisione coinvolge una moschea gestita da un’organizzazione di estrema destra turca a Vienna e sei gestite dalla comunità religiosa araba, ha reso noto il cancelliere Sebastian Kurz in una conferenza stampa. “Non c’è spazio nel nostro paese per le società parallele, l’Islam politicizzato e le tendenze radicali“, ha dichiarato.

Misure, quelle prese dal governo austriaco, definite “anti-islamiche” e “razziste” dal portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin. L’Austria potrebbe infatti espellere potenzialmente fino a 60 imam dell’Atib (Austria Turkey Islamic Union), organizzazione che gestisce diverse moschee turche nel Paese e che, come riporta il sito del quotidiano ’Sabah’, è finanziata dal Direttorio per gli Affari religiosi, noto in turco come Diyanet.

“La decisione dell’Austria di chiudere sette moschee ed espellere gli imam con una scusa patetica è un riflesso dell’ondata populista anti-islamica, razzista e discriminatoria in questo paese”, ha dichiarato Kalin sul proprio account Twitter.

Dall’Italia plaude invece il ministro dell’Interno, Matteo Salvini che su Twitter commenta: “Credo nella libertà di culto, non nell’estremismo religioso. Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un Paese va allontanato! Spero già la prossima settimana di incontrare collega ministro austriaco per confrontarci su linee d’azione”.

Sosia di Kim arrestato a Singapore

cms_9409/howard_x_sosiakim_afp.jpgIl sosia di Kim Jong-un sbarca a Singapore e viene arrestato. Howard X, sedicente produttore musicale noto anche come Kim Jong Um, è sbarcato in vista del meeting in programma il 12 giugno tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Quando sono arrivato alle 3.30 del mattino a Singapore – scrive il sosia di Kim su Facebook – c’era un agente ad aspettarmi. Mi ha chiesto se fossi l’imitatore di Kim Jong-un, io ho detto che sono un produttore musicale (ed è la verità)”.

“Quindi – prosegue – sono stato condotto in una stanza, trattenuto e interrogato per due ore”. Il programma di Howard X prevedeva, inizialmente, uno ’show’ con Dennis Alan, sosia-imitatore di Trump. Le autorità di Singapore non hanno impedito l’ingresso del doppione di Kim nel paese ma gli hanno ordinato di non avvicinarsi alle aree interessate dal summit. L’impresa più recente di Howard X risale alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang: a febbraio, il sosia è entrato nel palazzetto dove era in corso un match di hockey e ha salutato calorosamente le cheerleader nordcoreane, a dir poco sorprese dall’inattesa apparizione.

Alla fine, a Singapore, Howard X e il suo collega hanno raggiunto l’obiettivo auspicato. I finti Kim e Trump hanno passeggiato insieme, mano nella mano, posando per i selfie con i passanti e rispondendo anche alle domande dei cronisti. “Mi piacerebbe dire a Kim Jong-un di utilizzare questo storico summit per contribuire a rendere il mondo un luogo più sicuro per tutti i paesi e tutte le persone”, ha detto il sosia di Trump.

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9 Giugno 2018