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Tsunami in Indonesia, centinaia di vittime

Tsunami in Indonesia, centinaia di vittime

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Continua a salire il bilancio delle vittime dello tsunami che sabato notte ha colpito la punta meridionale di Sumatra e la costa occidentale di Giava. Le autorità indonesiane riferiscono che al momento i morti accertati sono 373, mentre i feriti sono 1.500 e i dispersi 128. Migliaia di poliziotti e militari, insieme ai volontari della Croce Rossa e di altre organizzazioni, sono stati inviati nelle zone più colpite, per aiutare i superstiti e recuperare i corpi delle vittime. Il portavoce dell’agenzia, Sutopo Purwo Nugroho, ha spiegato che oltre 11mila persone sono rimaste senza tetto nei cinque distretti, con quello di Pandeglang maggiormente colpito.

Lo tsunami è stato innescato dall’eruzione del vulcano Krakatau Child. Il governo indonesiano ha ammesso che lo “tsunami vulcanico” si è abbattuto sulle coste ad ovest di Banten perché il Paese ha solo un sistema di allerta per questo tipo di eventi provocati da terremoti. Il portavoce dell’agenzia di protezione nazionale ha infatti spiegato che non vi è stato nessun allarme prima dell’arrivo dell’enorme onda nello stretto di Sunda perché l’Indonesia non ha ancora sviluppato un sistema di allarme per eventi provocati da frane sottomarine o eruzioni vulcaniche. Ed è proprio un fenomeno del genere che ha provocato il disastro di sabato notte, ha aggiunto il portavoce, spiegando che lo tsunami è stato attivato da una frana sottomarina provocata dall’eruzione del vulcano Anak Krakatau, circostanza che si è combinata con un’onda di marea più alta del solito a causa della luna piena.

Al Pentagono il numero due di Mattis

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Infuriato per le polemiche provocate dalla lettera di dimissioni di Jim Mattis, Donald Trump a sorpresa anticipa di due mesi l’uscita dal Pentagono del generale a riposo e nomina l’attuale numero due, Patrick Shanahan, ministro della Difesa facente funzioni. L’ex manager della Boeing quindi assumerà il primo gennaio la guida del Pentagono in un momento delicatissimo, dopo l’annuncio a sorpresa della decisione di Trump di avviare il ritiro dalla Siria e dall’Afghanistan.

Una decisione che ha provocato non solo le dimissioni di Mattis, ma anche dell’inviato Usa per la lotta allo Stato Islamico, Brett McGurk. Fonti dell’amministrazione assicurano che Trump intende avviare subito la ricerca del nuovo segretario alla Difesa. La decisione di Trump di rimuovere immediatamente Mattis dall’incarico viene interpretata come un segno della rabbia del presidente che, secondo quanto rivelano alcune fonti dell’amministrazione, sospetta che il generale si sia volontariamente prestato a una campagna mediatica contro di lui.

Costretto a cancellare le vacanze di Natale in Florida dallo shutdown del governo federale che lui stesso ha voluto, Trump ha trascorso il weekend chiuso alla Casa Bianca guardando per ore i canali all news, come è solito fare, infuriandosi sempre di più per il modo in cui Mattis veniva rappresentato, come l’eroe che si è opposto agli impulsi del presidente. A questo punto, Trump ha dato indicazioni al segretario di Stato, Mike Pompeo, di informare il capo del Pentagono che veniva rimosso con due mesi di anticipo rispetto alla data di febbraio, fissata per permettere di passare le consegne al suo successore. Trump poi ha formalizzato la decisione via Twitter, come è solito fare: “Patrick ha una lunga lista di successi come vice segretario e precedentemente alla Boeing. Sarà grande!”. Con la nomina di Shanahan si allunga la lista dei membri dell’amministrazione Trump – che in meno di due anni di vita ha visto decine di licenziamenti e dimissioni – che hanno nomine temporanee, dopo il capo dello staff, l’attorney general e il capo dell’agenzia ambientale Epa.

CHI È PATRICK SHANAHAN – A differenza di Mattis, il nuovo ministro della Difesa ad interim non ha alle spalle un’esperienza militare, né particolare esperienza in politica estera. Quello che Shanahan può vantare è una ultra decennale carriera alla Boeing, dove si è occupato dei programmi di aviazione civile e di difesa missilistica del colosso industriale Usa, conquistandosi il soprannome di “Mr. Fix it”, l’aggiustacose. Quel che il presidente Trump apprezza di Shanahan, riferiscono fonti dell’Amministrazione al Washington Post, sono le sue capacità di negoziazione con le aziende fornitrici del Pentagono. Un aspetto che invece Mattis non ha mai particolarmente curato, suscitando il malumore di Trump. Sin dal suo arrivo al Pentagono, Shanahan ha spinto molto sulla necessità di rendere il dipartimento della Difesa più efficiente e più ’business friendly’. L’ex manager della Boeing ha inoltre appoggiato fin da subito il desiderio di Trump di creare una forza spaziale, che era invece avversata da molti generali.

Intanto James Mattis, con quello che molto probabilmente sarà uno dei suoi ultimi atti come capo del Pentagono, ha firmato l’ordine per il ritiro delle truppe Usa dalla Siria, decisione presa da Trump nonostante le resistenze e il parere negativo dell’ormai segretario alla Difesa uscente. “L’ordine di esecuzione è stato firmato”, ha rivelato una fonte del Pentagono alla Cnn senza fornire ulteriori dettagli. Nell’ordine dovrebbero essere contenuti i dettagli logistici del ritiro, definendone modi e tempi.

Israele, elezioni anticipate ad aprile

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I partiti della coalizione di governo in Israele si sono accordati per indire elezioni anticipate il 9 aprile 2019. La Knesset sarà sciolta prima del voto. La decisione, hanno comunicato i leader della coalizione di governo in un comunicato, è stata presa “all’unanimità”. Secondo quanto riporta la stampa israeliana, la scelta di andare alle urne si è resa necessaria quando è apparso evidente che la coalizione, che nella Knesset conta 61 seggi – con una maggioranza di un solo seggio – non sarebbe stata in grado di approvare la legge che estende il servizio militare obbligatorio anche agli ultraortodossi. La scadenza per l’approvazione era fissata al 15 gennaio. In mattinata, i partiti di opposizione Yesh Atid Yisrael Beiteinu avevano ritirato il loro sostegno.

Esplosione e spari a Kabul

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Le forze di sicurezza afghane hanno tratto in salvo 200 persone e ucciso due assalitori del commando dell’ennesimo attacco che ha seminato il terrore nella capitale afghana Kabul. Tutto è iniziato con l’esplosione di un’autobomba vicino al ministero dei Lavori pubblici e all’Ente nazionale per i disabili e le famiglie dei martiri. Poi, secondo le ricostruzioni dei media afghani, un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco e ha fatto irruzione nell’edificio dell’Ente. Così è iniziata la battaglia con le forze di sicurezza.

Un portavoce del ministero degli Interni, Nusrat Rahimi, ha confermato l’uccisione dei due assalitori e – ha riferito Tolo Tv – ha spiegato che 200 impiegati dell’Ente nazionale per i disabili e le famiglie dei martiri sono stati tratti in salvo, ma “molti dipendenti sono rimasti all’interno dell’edificio”. Rahimi, riporta l’agenzia di stampa Dpa, ha confermato che continua l’operazione delle forze di sicurezza afghane per liberare gli “ostaggi” e mettere in sicurezza l’area.

Il portavoce del ministero della Salute, Wahidullah Majroh, ha confermato che almeno quattro feriti sono stati trasportati in ospedale. Secondo Najib Danish, portavoce del ministero degli Interni, “è troppo presto per parlare di un bilancio delle vittime”. L’attacco non è stato sinora rivendicato. Secondo l’agenzia di stampa Dpa, quello odierno è il 22esimo attacco a Kabul dall’inizio dell’anno con un bilancio complessivo di oltre 510 morti e quasi mille feriti.

Italiana morta in Messico, ipotesi suicidio

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Un video di una tv locale di Cancun sembra avallare l’ipotesi del suicidio per la morte di Anna Ruzzenenti, la 27enne istruttrice subacquea veronese trovata morta a Playa del Carmen, in Messico. Il video di Canal 10, pubblicato su Youtube il 19 dicembre, quindi quando Anna era ancora viva, riporta che la giovane, che viene indicata solo con il nome “Ana” e con la sua nazionalità, il giorno prima aveva cercato di “togliersi la vita annegandosi” in una spiaggia all’alba.

Salvata dalle squadre di soccorso, la giovane era stata poi trasferita in ospedale dove era stata stabilizzata, riporta ancora il servizio di Canal 10. Le immagini trasmesse mostrano la giovane, descritta come “bionda e pallida”, accompagnata da un’assistente sociale e da agenti della polizia turistica sulla spiaggia della famosa località balneare messicana che avevano deciso di esaudire il suo desiderio di “vedere l’ultima volta il mare” prima del suo rientro in Italia che – si afferma nel servizio televisivo – sarebbe dovuto avvenire il giorno seguente.

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25 Dicembre 2018