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TUTTI CONTRO IL PAPA!

Le dichiarazioni di Papa Francesco sul tema delle unioni civili non sono passate inosservate e sono soggette ad aspre critiche soprattutto nel mondo ecclesiale. Come ben sappiamo, l’ala conservatrice del mondo ecclesiastico si è apertamente schierata contro il papa, ribadendo un secco no a questa vicenda che a loro avviso andrebbe a sminuire la dottrina della chiesa. Molti non addetti ai lavori credono che il papa sia il governatore di tutto, ma in realtà questa è una supposizione senza alcun fondamento canonico. La realtà parla di logiche strettamente politiche e diplomatiche, un mondo così complesso che occorrerebbe una vita intera per cercarlo di capire. Sicuramente, Francesco in questi anni si è molto esposto sulla tematica degli omosessuali, ribadendo a suon di dichiarazioni il loro essere figli di Dio e non dover sentirsi esclusi.

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Come ben sappiamo, tutto il suo magistero si è improntato sull’annuncio e sulla fraternità reciproca che viola qualsiasi forma di indifferenza. A tal proposito, in queste ore il pontefice sta ricevendo numerosi attacchi, sostanzialmente perché le sue dichiarazioni non sono state comprese del tutto o, me per meglio dire, si è cercato di sminuire quello che il suo magistero ha portato avanti per anni in maniera programmatica. Un esempio lampante di critica al pontefice è la testimonianza del cardinal Muller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede

che afferma la sua contrarietà alle dichiarazioni del papa. Infatti, con tono deciso e perentorio dichiara: “Il Papa non è al di sopra della parola di Dio che ha creato l’essere umano maschio e femmina, il matrimonio e la famiglia”.

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Stando a queste parole, Muller crede che il papa non debba dare addito a cattive interpretazioni, perché la parola di Dio vale per tutti i tempi. Ovviamente, il quesito che pone il porporato ha una base antropologica che è apertamente in contrapposizione con la regolamentazione del mondo LGBT, ma la questione è ancora più profonda. Per prima cosa, va capito che l’essenza del Vangelo sta nel sentirci tutti parte di un unico corpo, che è la chiesa; una chiesa (come affermava San Paolo) costituita da tutte le membra che formano un solo ed unico corpo. Pertanto, le parole del papa sono state male interpretate perché si continua a restare ciechi al cospetto della contemporaneità dei tempi. La chiesa deve preservare la sua essenza restando a contatto con il mondo reale e non ancorata solo a dogmi. Il mondo omosessuale ha diritto a sentirsi parte integrante di questa chiesa senza essere etichettati come alieni. La sfida non è delle più facili, ma la perseveranza di questo pontefice darà ragione sulla strada intrapresa.

Data:

26 Ottobre 2020