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TUTTI UNITI PER l’UCRAINA E PER L’AFRICA

La seconda giornata del G7 vede nuovamente i lavori concentrati sulla questione africana, con particolare attenzione al tema dell’immigrazione e del traffico di umani. Durante la giornata di ieri, dopo aver sancito il pieno appoggio all’Ucraina con un finanziamento di 50 miliardi di dollari e la volontà da parte degli Stati Membri di cooperare per la soluzione palestinese di due ‘Popoli e due Stati’, il Gruppo dei 7 ha posto il continente africano al centro del dibattito per discutere su di un ampio programma di investimenti necessario a regolarizzare gli scambi commerciali, aumentare l’occupazione e a migliorare settori come istruzione, sanità, energia e acqua.

È un impegno corale quello promesso dai capi di stato riuniti nel summit organizzato dall’Italia. E tutti concordano sul fatto che la parola trainante della crescita di un Paese arretrato dal punto di vista politico, sociale ed economico come quello africano, è la sostenibilità. L’Africa “con le sue difficoltà e opportunità ci chiede un approccio diverso da quello che spesso abbiamo dimostrato in passato”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “All’Africa, ma non solo all’Africa, – sottolinea – è legata un’altra questione fondamentale che l’Italia ha messo al centro della sua presidenza, la questione delle migrazioni”, evidenziando il “ruolo sempre più preoccupante che stanno assumendo le organizzazioni di trafficanti, sfruttando la disperazione degli esseri umani”.

La mossa di puntare all’Africa attraverso il PGII (Partnership for Global Infrastructure and Investment è uno sforzo collaborativo del Gruppo dei Sette per finanziare progetti infrastrutturali nei paesi in via di sviluppo), il Global Gateway (un piano strategico che mira a realizzare connessioni sostenibili e affidabili per le persone e il pianeta) e il ‘Piano Mattei’, oltre a essere vantaggiosa dal punto di vista economico, è sicuramente una risposta decisa ai piani di Cina e Russia sempre più concentrati verso quelle zone africane ricche di risorse minerarie. Ma non si può pensare di andare con le multinazionali a sfruttare un Paese solo per le opportunità economiche derivanti, lasciando le briciole agli Stati che collaboreranno. Altrimenti guarderemmo a una nuova forma di colonialismo economico da cui gli africani non ne trarrebbero alcun vantaggio. “L’Africa è un continente che può sorprendere […] se si guarda ai progressi fatti nell’Africa Sub-Sahariana”, dice Giorgia Meloni e, rivolgendosi agli altri leader, aggiunge che “è importante combinare le risorse finanziarie”.

Data:

15 Giugno 2024
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