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TUTTO SOMMATO È STATO UN SUCCESSO! – Dalla dichiarazione finale, emerge l’unità di intenti su tutti i temi trattati, soprattutto su Ucraina, Cina e Africa

Alla conferenza stampa di chiusura del G7, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha consegnato la bozza finale nelle mani del Primo Ministro del Canada, Justin Trudeau (il prossimo vertice, difatti, sarà a guida canadese e si svolgerà a Kananaskis, Alberta), ringraziando quanti hanno contribuito all’organizzazione e riuscita di un evento da cui sono emerse unità di intenti su tutti i temi affrontati. “Abbiamo tracciato la rotta”, ha detto il Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni. La promessa del Gruppo dei sette leader dei Paesi più industrializzati della Terra, almeno a parole, è di seguirla quella rotta che dovrebbe, prima di tutto, impegnarsi per spingere Netanhyau e Putin al cessate il fuoco e al raggiungimento di una giusta Pace che risolva definitivamente le annose questioni palestinesi e ucraine. Questi sono i due importanti temi inseriti nell’agenda di Borgo Egnazia, senza far passare in secondo piano, in ogni modo, anche la questione migranti, l’aborto, l’identità di genere, il ruolo della Cina nel mondo e l’Intelligenza Artificiale.

Proprio quest’ultimo punto è quello su cui i media hanno posto l’attenzione nella seconda giornata dei lavori di ieri, vista la partecipazione e presa di posizione del Vaticano riguardo a qualcosa di scientificamente importante per l’umanità ma al contempo pericoloso verso l’essere umano. Le parole del Papa Francesco sull’IA sono sintetizzate nella categorica frase secondo cui “è l’uomo che deve sempre decidere non le macchine”, appellandosi ai Grandi del G7 affinché abbiano ben chiara la visione che l’umanità sarebbe condannata a un “futuro senza speranza, se sottraessimo alle persone la capacità di decidere su loro stesse e sulla loro vita condannandole a dipendere dalle scelte delle macchine”. Quello di un Papa al G7, è stato un evento epocale mai accaduto prima, con un Bergoglio che ha saputo da ospite prendersi tutta la scena.

Anche il tema migranti ha qualcosa di epocale, se consideriamo l’inserimento per la prima volta in agenda di in un G7 di una questione che nell’ultimo decennio ha visto l’Italia confrontarsi anche duramente sia con i vertici dell’’Unione Europea sia con alcuni Stati membri. Il summit di Borgo Egnazia su questo tema, tutto sommato, ha ottenuto il risultato di parlare della tragedia umana che spesso va in scena nel mediterraneo e sulle coste italiane, trovandosi d’accordo sulle azioni comuni da intraprendere per contrastare il fenomeno del traffico di essere umani, divenuto, ormai, più redditizio di quello degli stupefacenti. “Bisogna seguire il flusso di denaro”, dice la Presidente Meloni durante la conferenza stampa di chiusura del G7, citando i giudici Falcone e Borsellino, perché “solo così sarà possibile fermare la piaga che alimenta i flussi migratori illegali”. E poi in questo G7 è stato ampio spazio al Piano Mattei, trampolino di lancio per uno sviluppo sostenibile dell’Africa che potrebbe essere un mezzo, congiuntamente al PGII e al Global gateway e agli accordi con la Banca Mondiale, per incoraggiare gli investimenti privati nel continente africano.

Ma non sono mancate in questo summit le polemiche sul diritto all’aborto e su i diritti LGBTQIA+, soprattutto quando il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha bacchettato l’Italia di essere poco disposta a discutere sul tema dell’interruzione di gravidanza. “Polemiche strumentali” sollevate solo per fare “campagna elettorale” ha dichiarato Giorgia Meloni, spiegando che si è pensato di non riaffrontare questi temi presenti nella bozza di Hiroshima perché già consolidati nei precedenti dibattiti. Insomma, qualche stretta di mano e selfie di meno, avrebbero permesso di dedicare qualche minuto anche a questi argomenti molto importanti; ma forse il Papa, con la sua presenza al vertice, è stato utilizzato, da qualcuno come capro espiatorio per stralciare dalla bozza qualsiasi riferimento al diritto delle donne di decidere sul proprio corpo e ai diritti di genere.

È stato un G7 di successo anche per la presenza di outreach importanti nell’assetto geopolitico mondiale come Brasile, India, Kenia, Tunisia e Argentina. Con il loro invito e la conseguente presenza al vertice, sicuramente, si è voluto mandare un messaggio a Putin, sempre più alla ricerca di sostenitori della sua politica di espansione geo-territoriale e alla Cina a cui i leader si sono rivolti aprendo a un dialogo costruttivo riguardo a una leale concorrenza in un mercato libero. La conclusione dei lavori, quindi, ha portato all’adozione di una dichiarazione formale di una dichiarazione che mette in evidenza l’unità di intenti dei membri del G7, contenente tanti impegni su tante sfide globali sulle quali i Grandi sette della Terra saranno subito e di nuovo chiamati a rispondere.

Data:

16 Giugno 2024
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