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TWICKENHAM TREMA PER SETTANTA MINUTI

Spesso l’orgoglio non è sufficiente a far vincere le partite; ma oggi bisognava dare dimostrazione di non essere la cenerentola del Sei Nazioni. Per quasi ottanta minuti gli inglesi hanno tremato d’avanti alla prova, non solo di coraggio, dei nostri ragazzi. E l’Italia oggi, ha chiuso il primo tempo in vantaggio. Addirittura, durante tutta la prima frazione di gara, i tifosi di casa erano ammutoliti. Loro ci vogliono fuori dal Torneo; ma noi siamo li a combattere fino alla fine.

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Strano a dirsi, ma per gran parte della partita è l’Italia a dettare il gioco, soprattutto grazie a una tattica difensiva (studiata a tavolino) che imbriglia l’avversario nelle fasi di attacco: gli azzurri, su palloni in uscita da ruck, non contestano il breakdown, salgono alti, al limite del fuorigioco e chiudono tutte le linee di passaggio. Gli inglesi sono sorpresi e chiedono ripetutamente spiegazioni all’arbitro, il francese Romain Poite, circa la regolarità di gioco degli Azzurri. Almeno oggi, al contrario di quanto visto contro il Galles e l’Irlanda, abbiamo “sudato sangue” in ogni fase di gioco. E tutto questo nel tempio del Rugby mondiale, difronte a ottantamila spettatori. Non abbiamo mai battuto gli inglesi. E con questa di oggi sono 23 gli scontri diretti perduti. Rispetto alla formazione ufficiale annunciata ieri, Gega prende il posto di Ghiraldini e Allan entra dal primo minuto al posto di Canna. Inizia il primo tempo. Buon avvio dell’Italia, scesa in campo molto concentrata. In gran parte della prima frazione di gara, il possesso dell’ovale è tuto degli Azzurri (80%); ma al 4° e al 18° non riesce a concretizzare i due calci piazzati conquistati con molto ordine tattico. Allan, in entrambi i casi non riesce a centrare i pali. Al 23° è l’Inghilterra a prendere le redini del gioco. Dopo una ripartenza sbagliata dell’Italia, regala una touche agli inglesi che, dagli sviluppi di una mall, vanno in meta con il pilone Cole. Non realizza i due punti, Farrell. I padroni di casa sono in vantaggio di 5-0. Gli Azzurri sembrano non aver accusato il colpo e, metro dopo metro, avanzano nella linea dei 22 degli anglosassoni. Parisse e compagni, in diverse occasioni, arrivano a pochi passi dalla linea di meta. Per alcuni minuti riusciamo a stare nei 22 avversario al punto da creare gli spazi per un facile drop segnato da Tommaso Allan. Al 35°, e sul risultato di 5-3, esce Gori dopo una botta al torace. Al suo posto entra Bronzini. Le ultime fasi del primo tempo sono degli inglesi; ma al 38° accade qualcosa di inaspettato: Parisse ruba l’ovale e fa ripartire l’attacco azzurro che conquista un calcio piazzato nei 22; Allan calcia e prende il palo, ma Venditti recupera l’ovale e facilmente va in meta.

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Si va al riposo con il punteggio di 10-5 per l’Italia. Inizia male il secondo tempo per gli Azzurri. In soli sei minuti gli inglesi, sfruttando un paio di errori difensivi, vanno in meta al 43° e al 46°, rispettivamente con Care e Daly. La mazzata è grossa e i nostri ragazzi sembra non riescano a venirne fuori psicologicamente; ma sono li, aggrappati agli avversari per una sola meta di svantaggio. In questa seconda frazione di gara, il possesso è tutto inglese. C’è troppa Inghilterra in campo. I padroni di casa riciclano l’ovale da terra e, oltre alla tenacia, ci mettono tanta esperienza. Noi, dall’altra parte, continuiamo a sbagliare i placcaggi e a regalare punizioni. Ma al 20° Campagnaro, trova un varco e con tanta forza di volontà mette l’ovale in meta. Padovani non trasforma. A 18 minuti dalla fine del match, siamo sotto di soli due punti: 17-15. L’Inghilterra non vuole rimanere in mutande difronte ai propri tifosi e riprende l’arrembaggio. Al 67° Canna fa un miracolo togliendo con il piede l’ovale dalle mani di Daly, lanciato in meta. Trascorre qualche minuto e gli inglesi segnano ancora, conquistando anche il bonus. L’Italia è crollata. Non ha più benzina nelle gambe. E incassa altre due mete: Te’o al 72° e Nowel al 79°. Farrel realizza le trasformazioni. Finisce col risultato di 36-15.

IL TABELLINO – Inghilterra-Italia 36-15 (5-10) nella terza giornata del Sei Nazioni di rugby.
Inghilterra: Brown; May (10’ st Noell), Ben Tèo (35’ st Slade), Farrell, Daly; Ford, Care (7’ sy Youngs); Hughes, Haskell, Itoje; Lawes, Launchbury; Cole, Hartley (10’ st George), Marler (1’ st Vunipula). All. Jones.
Italia: Padovani; Bisegni (7’ st Benvenuti), Campagnaro, McLean, Venditti; Allan (16’ st Canna), Gori (36’ pt Bronzini); Parisse, Favaro (13’ Mbanda), Steyn; Van Schlakwyk, Fuser (31’ st Biagi); Cittadini (7’ st Ceccarelli), Gega, Lovotti (10’ st Rizzo) All.: O’Shea.
Marcatori: nel pt 24’ Cole meta (5-0), 33’ Allan drop (5-3), 40’ Venditti meta Allan tr (5-10); nel st. 3’ Care meta (10-10), 6’ Daly meta Farrel tr (17-10), 15’ Campagnaro meta (17-15), 29’ Nowell meta (22-15), 33’ Tè0 meta Farrel tr (29-15), 39’ Nowell meta Farrel tr. (36-15) Arbitro: Poite (Fra) Spettatori: 81 mila. Man of the match: Launchbury (Ing).

Data:

26 Febbraio 2017