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UCRAINA: EFFETTO CIPRO – TETTO SUI PRELIEVI CONTANTI

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La crisi politica in Ucraina, con le truppe armate russe entrate in Crimea, si aggrava. E con essa la crisi finanziaria di un paese economicamente al collasso. Per il timore di una fuga dei capitali, in verità, in atto da mesi, alcune banche private hanno imposto limitazioni ai prelievi quotidiani di contanti. E’ il caso di Privatbank, la prima banca commerciale ucraina, che ha comunicato che i suoi clienti potranno prelevare fino a mille hryvnia al giorno (103 dollari), non di più.

cms_455/-denaro-hryvnia-ucraina-adatto-come-sfondo.jpgIl tetto ai prelievi è temporaneo, promettono dall’istituto, ma non per questo sta suscitando meno panico e ci ricorda benissimo quanto è accaduto nell’isola di Cipro due anni fa, quando furono introdotte limitazioni ai prelievi e agli acquisti all’estero dei cittadini ciprioti, in modo da contenere la fuga dei capitali. Tornando all’Ucraina, le misure intervengono in una situazione economica già difficilissima, con l’hryvnia in caduta libera sui mercati valutari e l’inflazione in netta ascesa, quasi da fare temere un’iperinflazione di tipo sudamericana.

cms_455/borsa-500x336.jpgPiù in generale, preoccupa il quadro di varie economie emergenti, non solo di Kiev. A tale proposito, un solo dato: nelle ultime 5 settimane, le vendite nette di azioni sui mercati emergenti hanno ammontato a più di quelle di tutto il 2013: 18,6 miliardi di dollari contro i 15,3 miliardi. Ciò appare particolarmente evidente in quelle economie con un passivo accentuato nelle partite correnti, le quali, quindi, dipendono essenzialmente dai capitali esteri per rimborsare i debiti e le cui valute sono esposte a rischi di crolli brutali. Per questo, le limitazioni ai movimenti dei capitali in Ucraina non devono essere guardate come un caso peculiare, isolato e dovuto ai soli venti di guerra in sé. A partire dalla Turchia, passando per l’India, sono diverse le emergenti che potrebbero seguire il modello Cipro nei prossimi mesi.

Data:

1 Giugno 2014