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UCRAINA, RUSSIA: “NON CI SONO CONDIZIONI DI PACE.CRIMEA NON TORNERA’ A KIEV”

cms_29561/Dmitry_Peskov.jpgPer ora non ci sono le condizioni per la pace in Ucraina. L’operazione militare speciale continua”.

E’ quanto ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dall’agenzia Tass, sottolineando tuttavia “la Russia sta considerando attentamente la proposta cinese per una soluzione negoziata del conflitto i cui dettagli dovranno essere oggetto di un’analisi approfondita”.

“Qualsiasi tentativo volto a produrre un piano che avvii il conflitto su un percorso di pace merita attenzione. Consideriamo il piano dei nostri amici cinesi con grande attenzione”, ha affermato. “Per quanto riguarda i dettagli, dovrebbero essere oggetto di un’analisi approfondita, tenendo conto degli interessi delle parti, molto diverse. Questo è un processo molto lungo”, ha sottolineato Peskov. “Ripetiamo ancora una volta – ha poi però aggiunto – che per ora non vediamo i presupposti per avviare la questione lungo un tragitto di pace. L’operazione militare speciale continua. Ci stiamo muovendo verso il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati”.

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Peskov ha poi definito “inimmaginabile” che la Crimea possa tornare a far parte dell’Ucraina. La Crimea “è parte integrante della Federazione Russa”, ha detto il portavoce, aggiungendo che il Cremlino segue con grande attenzione “la situazione instabile” in Transnistria, ragione di preoccupazione. I problemi sono “provocati dall’esterno – ha aggiunto – Sappiamo che i nostri oppositori, sia nel regime ucraino che in alcuni Paesi europei, sono in grado di attuare diverse provocazioni. Ne siamo ben informati e al corrente”.

cms_29561/Dmitry_Medvedev.jpgDal canto suo l’ex presidente russo e attuale vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, è tornato a evocare l’”apocalisse” in un editoriale sulla guerra in Ucraina scritto per il quotidiano Izvestia. “Se si pone la questione dell’esistenza stessa della Russia, non sarà decisa sul fronte ucraino ma insieme alla questione dell’esistenza dell’intera civiltà umana. Non dovrebbero esserci ambiguità qui: non abbiamo bisogno di un mondo senza la Russia”, ha dichiarato l’ex presidente, sottolineando che “i nostri nemici” potrebbero “continuare a pompare armi verso il regime neofascista di Kiev e bloccare ogni possibilità di rilanciare i negoziati, non volendo capire che i loro obiettivi portano ovviamente a un fiasco totale. A una sconfitta per tutti. A un Incidente. All’apocalisse. In cui ci si potrà scordare per secoli la vita precedente, finché le macerie non cesseranno di emettere radiazioni”.

Continuano intanto gli attacchi della Russia compiuti, secondo l’esercito ucraino, con droni Shahed di fabbricazione iraniana. Nella notte almeno 14 aerei senza pilota sono stati lanciati da nord verso il territorio ucraino. Di questi 11 sono stati distrutti dalle forze di difesa aerea. Presa di mira in particolare la zona intorno Kiev, dove l’allarme aereo è durato quasi tutta la notte. Almeno una persona è stata uccisa e altre quattro ferite a Khmelnytskyi, città situata circa 322 chilometri a sud-ovest di Kiev.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato che il comandante dell’operazione delle forze congiunte, il generale Mykhailovich Moskalov, è stato rimosso dall’incarico. Lo riportano i media locali, ricordando come Moskalov avesse assunto l’incarico a marzo dello scorso anno con la contemporanea nomina del generale Oleksandr Pavliuk a capo dell’amministrazione militare regionale di Kiev. Non sono chiari i motivi che hanno portato alla destituzione di Moskalov né se il suo nome sia coinvolto nelle inchieste sulla corruzione che hanno già portato al licenziamento di numerosi esponenti del governo e dell’esercito.

Data:

28 Febbraio 2023