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Ue: “Crescita Italia a rischio per incertezza politica”

Ue: “Crescita Italia a rischio per incertezza politica”

cms_9121/ue_bandiere.jpgL’Ue conferma le stime di crescita per l’Italia, ma vede un rallentamento alle porte. Dopo “l’accelerazione” della crescita nel 2017 – scrive la Commissione Ue nelle stime economiche di primavera – l’economia italiana “continuerà a crescere allo stesso passo dell’1,5% quest’anno” ma – aggiunge – con i “venti di coda in calo e l’output gap che si chiude, la crescita del pil verrà moderata a 1,2% nel 2019“. Inoltre, secondo la Commissione Ue, l’”incertezza politica”, se prolungata ulteriormente, rischia di mettere a repentaglio la crescita economica dell’Italia, proprio ora che la ripresa potrebbe rivelarsi più robusta del previsto.

FANALINO DI CODA – Per la crescita prevista, il nostro Paese resta l’ultimo dell’Eurozona, posizione che occupava già nello scorso febbraio, e dell’Ue, al pari con il Regno Unito, che è alle prese con il rallentamento dell’economia provocato dall’incertezza politica legata all’uscita dall’Ue (+1,8% nel 2017, +1,5% nel 2018, +1,2% nel 2019 le stime per la Gran Bretagna). Secondo le previsioni della Commissione Europea, che andranno poi verificate a consuntivo, già quest’anno la Grecia dovrebbe superarci, con un +1,9%, per passare al +2,3% nel 2019. Tra i grandi Paesi dell’Eurozona, la Francia passa dal +1,8% del 2017 al 2% del 2018 e al 1+,8% del 2019; la Germania dal +2,2% al +2,3% al +2,1%, rispettivamente; la Spagna dal +3,1% al +2,9% a +2,4%. Fuori dall’area euro la Polonia è prevista al +4,6%, +4,3% e +3,7%, rispettivamente.

PIL EUROZONA – Secondo le stime della Commissione Europea, il Pil dell’Eurozona, e quello dell’Ue, dovrebbe crescere del 2,3% nel 2018, per rallentare al +2% nel 2019, dopo una crescita del 2,4% nel 2017. Dovrebbe restare debole invece, sotto il target della Bce (vicino ma inferiore al 2%) l’inflazione (indice dei prezzi al consumo): nell’Eurozona nel 2018 è prevista all’1,5%, come nel 2017, per salire all’1,6% nel 2019, malgrado “stiano aumentando le pressioni sui prezzi per effetto di mercati del lavoro” con meno disoccupati di prima e “di una crescita dei salari più rapida in molti Stati membri”.

MONITO ALL’ITALIA – L’”incertezza politica”, se prolungata ulteriormente, rischia di mettere a repentaglio la crescita economica dell’Italia, proprio ora che la ripresa potrebbe rivelarsi più robusta del previsto. E’ l’avvertimento rivolto all’Italia della Commissione Europea, secondo cui i rischi per le prospettive di crescita” del Paese “sono diventati più orientati verso il basso. L’incertezza politica – scrivono gli economisti dell’esecutivo Ue – è diventata più pronunciata e, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili ed influenzare negativamente il sentiment economico e i premi al rischio (cioè i rendimenti delle obbligazioni, in primis dei titoli di Stato, ndr)”. D’altra parte, aggiungono, “la ripresa trainata dagli investimenti potrebbe spingere la produttività, e in ultima analisi la crescita del Pil, più di quanto previsto”.

RISCHI GLOBALI – L’orizzonte economico globale – sostiene la Commissione Europea – si fa più carico di rischi, non pochi dei quali arrivano dagli Usa, e, se dovessero materializzarsi, colpirebbero l’Eurozona, che è “particolarmente vulnerabile”, a causa della sua “apertura”. “Complessivamente – si legge – i rischi per le previsioni sono cresciuti, orientandosi al ribasso. In Europa, gli ultimi dati hanno ridotto la probabilità che la crescita possa rivelarsi più forte del previsto nel breve periodo”. Tra i rischi esterni “la volatilità dei mercati finanziari negli ultimi mesi diverrà probabilmente un fattore più permanente in futuro, cosa che aumenterà l’incertezza. Gli stimoli di bilancio prociclici negli Usa dovrebbero spingere la crescita nel breve termine, ma si prevede che aumentino i rischi di un surriscaldamento dell’economia e la possibilità che i tassi di interesse Usa crescano più velocemente di quanto previsto”. Inoltre “un’escalation di protezionismo commerciale pone un rischio inequivocabilmente negativo per le prospettive dell’economia globale. Questi rischi sono interconnessi: a causa della sua apertura, l’Eurozona sarebbe particolarmente vulnerabile ad una loro materializzazione”.

DATI MEF – “È opinione del Ministero dell’Economia e delle Finanze che la contabilità definitiva del 2018, che potrà essere apprezzata soltanto nella primavera 2019, mostrerà un andamento in linea con le regole europee“. Lo scrive il Ministero dell’Economia, commentando le previsioni economiche della Commissione Europea. Da via XX Settembre si ricorda come secondo le stime della Commissione “il deficit strutturale rimarrebbe invariato tra 2017 e 2018, mentre il Governo ha stimato una riduzione di un decimo di punto percentuale nel 2018, a partire da un saldo 2017 migliore delle stime precedenti”. D’altronde, se “le stime sull’andamento dell’economia per il 2018 confermano quelle recentemente pubblicate dal Governo italiano” quella “sul 2019 è invece più contenuta rispetto a quella del Governo: +1,2% (nel DEF è previsto +1,4%)”. Sul fronte delle finanze pubbliche, “anche per la Commissione, – sottolinea il Mef – il rapporto debito-PIL si è stabilizzato tra 2015 e 2017 (dopo sette anni di significativi incrementi, dovuti prevalentemente alla profonda doppia recessione), e nel periodo oggetto di previsione (2018-2019) tenderà a un calo significativo”.

“Nobel per la pace a Trump”

cms_9121/DonaldTrump_afp.jpgDiciotto repubblicani della Camera hanno candidato ufficialmente Donald Trump per il premio Nobel 2019 per la pace. In una lettera guidata dal repubblicano dell’Indiana Luke Messer e inviata al comitato norvegese per il Nobel, i parlamentari del Grand Old Party (Gop), affermano che Trump dovrebbe “ricevere il Nobel per la pace 2019 come riconoscimento del suo lavoro per porre fine alla guerra di Corea, per la denuclearizzazione della penisola coreana e per portare la pace nella Regione”.

REGOLE NOBEL – Le regole per la nomina di un premio Nobel sono relativamente vaghe. Le nomine possono essere presentate solo da persone che appartengono a una determinate categorie, inclusi i membri di un corpo legislativo nazionale, professori universitari ed ex vincitori del premio – ma non ci sono altre restrizioni. Nel 2018, ci sono stati 330 candidati in lizza per il premio, che sarà assegnato a dicembre. La campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari è stata invece la vincitrice del 2017.

IL PREMIO – Il comitato Nobel opera sotto l’egida del governo norvegese, ma una nota del dipartimento di Giustizia del 2009, quando a vincere il Nobel per la Pace è stato Barack Obama, ha stabilito che gli 1,4 milioni di dollari associati al premio non si qualificano come “compenso” da parte di una potenza straniera, in quanto il comitato è indipendente dal governo di Oslo.

Isole contese, Pechino schiera i missili

cms_9121/missili_cinesi_afp.jpgPechino ha dispiegato negli ultimi 30 giorni una serie di batterie di missili anti nave e terra-aria su tre isolotti contesi nel mar della Cina meridionale. Lo riferisce la rete televisiva americana CNBC, citando fonti a conoscenza dei rapporti dell’intelligence americana.

I missili sono stati posizionati a Fiery Cross, Subi e Mischief, tre isolotti dell’arcipelago delle Spratly che Pechino aveva già ampliato artificialmente. Situate fra le coste di Filippine, Brunei e Vietnam, le isolette sono rivendicate da questi Paesi, oltre che da Cina, Malaysia e Taiwan.

I nuovi missili rafforzano significativamente la presenza militare di Pechino nell’area contesa: secondo l’emittente possono colpire navi a 500 chilometri di distanza. In precedenza le stesse postazioni cinesi si erano dotate di sistemi per bloccare le comunicazioni e i sistemi radar avversari.

Tempesta di sabbia in India: oltre 100 morti

cms_9121/sabbia_india_afp.jpgSono oltre 100 i morti provocati dalla tempesta di sabbia e pioggia che sta sferzando gli stati indiani del Rajasthan e Uttar Pradesh. Il bilancio si aggrava di ora in ora, come evidenziano le autorità in un quadro d’emergenza caratterizzato da case distrutte, alberi abbattuti dal vento e incendi. Almeno 73 persone hanno perso la vita, in particolare, nell’Uttar Pradesh.

Ben 43 vittime sarebbero state individuate nel distretto di Agra. Mancano informazioni relative alle aree rurali e il bilancio, quindi, pare destinato a cambiare. Secondo le autorità, sono 36 le vittime accertate nel Rajasthan e, nel dettaglio, nei distretti orientali di Alwar, Dholpur e Bharatpur. L’ondata di maltempo, secondo il dipartimento meteorologico, potrebbe proseguire per i prossimi 4 giorni nel nord-est del Paese.

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4 Maggio 2018