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Ue, Renzi: “Doveri uguali per tutti o stop a vecchi meccanismi economici”

Nella discussione del prossimo bilancio Ue “l’Italia sarà chiara: o doveri uguali per tutti, oppure non accetterà gli stessi meccanismi economici del passato. Non accetteremo le ripartizioni accettate dai governi precedenti”. E’ quanto ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Taormina.

MIGRANTIOggi l’Europa è a un grande bivio e chi conosce la bellezza del confronto, del dialogo e dell’integrazione, sa che a certi signori tecnocrati europei che vengono a dire ’ora vedremo cosa fare, qui, sopra e sotto’, rispondiamo che voi dalla Sicilia dimostrate cosa è la parola civiltà” ha detto Matteo Renzi a Trapani, parlando di immigrazione.

“Non può continuare così, c’è bisogno di una soluzione radicale. E’ stridente il confronto tra Bruxelles e Trapani – ha sottolineato il premier – I burocrati in Europa aprono la bocca ma non le porte, voi invece in Sicilia le avete aperte e questo è un esempio di civiltà”.

In mattinata il presidente del Consiglio è intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico, al Teatro Massimo di Palermo. “Ho scelto di fare il G7 in Sicilia perché un personaggio internazionale autorevole mi ha detto che qui c’era la mafia. Averlo portato qui è la scelta di rispondere che la tradizione di queste terre è ben più forte del racconto superficiale, banale e stereotipato che esiste in tante parti del mondo” ha affermato Renzi.

UNIVERSITA’ – Intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico, il premier ha evidenziato che “la cultura dei tagli ha fatto male ovunque. La cultura del taglio indiscriminato provoca una ferita non rimarginabile”. E “l’università è il luogo in cui si è tagliato in modo più dissennato“.

“La politica – ha aggiunto – in questi anni è stato uno dei problemi, ma l’idea che sia stata solo la politica il problema non corrisponde al vero. Anche la classe dirigente del Paese ha avuto le sue responsabilità. Liberiamo l’Università dai vincoli della Pubblica amministrazione. Siate responsabili delle risorse in modo pulito, tagliando nepotismo e sistemi sbagliati”.”In un mondo – ha proseguito – in cui si pensa che valgano solo i numeri io sonoassolutamente convinto che i veri valori che sono in ballo sono quellidellacultura,dell’educazione, della conoscenza. Abbiamo bisogno di un’università che ci stimoli, che ci dica le cose che non vanno, che si faccia sentire, che sia protagonista, che non ceda alla cultura della rassegnazione”.

EUROPA E AZIONE DI GOVERNO – Il premier ha parlato anche di Europa. Quella “dell’austerità ha fatto molti danni – ha scandito – ma occorrono strategie di lungo periodo e il rifiuto della cultura della rassegnazione”. Quanto all’Italia, ’’siamo un Paese che ha un potenziale pazzesco, ma un gigantesco problema di autostima. L’Italia non si rende conto di come è percepita nel mondo e continua a farsi l’elenco delle cose che non funzionano che sono molto di più di quelle che pensiamo. Ma abbiamo anche opportunità che sono impressionanti”.”Abbiamo bisogno di uno sguardo diverso, c’è bisogno di un cambio di passo culturale – ha esortato – Mi indigno quando mi sento dire costantemente che il nostro atteggiamento sulla positività dell’Italia è una sorta di training autogeno per convincersi che va tutto bene”.”Come governo – ha rimarcato – stiamo investendo più soldi di tutti gli altri governi, ma non sono sufficienti. Abbiamo messo 2 miliardi di euro in più sulla sanità. Abbiamo messo i primi denari sull’università ma i soldi non sono mai sufficienti”. E “nella legge di stabilità ci sarà di nuovo la possibilità di sgravi per assunzioni in una terra che è piegata dalla mancanza di posti di lavoro, in particolar modo per i più giovani. Quegli incentivi che sono stati positivi per il buon risultato del Jobs Act torneranno in tutte le regioni del Sud e solo nelle regioni del Sud attraverso l’utilizzo dei fondi Pon”.In Europa, ha detto, “non siamo quelli che vanno redarguiti, guardati a vista: ogni anno diamo 20 miliardi all’Ue e ne riceviamo 12. Lo facciamo perché siamo fedeli ai valori dell’ideale europeo e crediamo nella costruzione della casa comune”.Renzi ha poi annunciato: “Il 16 novembre saremo di nuovo in Sicilia con il ministro delle Infrastrutture” per fare il punto degli interventi fatti e quelli da fare. “Faremo un giro puntuale di tutte le infrastrutture aperte – ha spiegato – la prima infrastruttura necessaria è quella che permette al Paese di non essere un Paese abbandonato, disconnesso, senza campo, senza rete. Valgono le infrastrutture viarie e quelle tecnologiche”.

CONTESTAZIONI AL PREMIER – Tensione e qualche tafferuglio si sono registrati davanti al Teatro Massimo dove studenti universitari e medi hanno contestato il presidente del Consiglio. Il Collettivo Universitario autonomo parla di una ’’manifestazione numerosa’’, circa “500 persone” tra studenti medi, universitari e lavoratori.”Giunti alla fine della manifestazione davanti il Teatro Massimo – si legge in un comunicato – il cordone di polizia ha caricato gli studenti presenti in piazza per contestare la presenza del premier a questa inutile passerella politica. La militarizzazione di tutto il centro storico ha rovinato l’immagine della città e la passeggiata serena delle famiglie palermitane, solo per far parlare il premier in merito alla sua campagna elettorale’’.

Momenti di tensione anche davanti al cinema Ariston di Trapani dove un gruppo di persone, disoccupati e animalisti, hanno inscenato una protesta contro il premier. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine che hanno transennato corso Italia. In piazza anche gli operatori della formazione professionale. Imponente il cordone di sicurezza attorno alle vie adiacenti.Al suo arrivo al cinema Ariston il premier è stato contestato. Un gruppo di persone, tra cui disoccupati e animalisti, ha gridato slogan contro il governo e il presidente del Consiglio.

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Data:

24 Ottobre 2016